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Per ora isolatevi. Con la cura? Cercate un secondo parere

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TORONTO – Il proverbio “c’è sicurezza nei numeri” sicuramente non si applica alla socializzazione in una situazione come quella del contagio Covid-19. La migliore misura di sicurezza contro il contagio continua ad essere quello di esercitare una corretta igiene delle mani, mantenere una distanza fisica adeguata l’uno dall’altro e stare lontano da grandi gruppi di persone.

Non c’è cura, trattamento efficace né vaccino per combattere Covid-19 …ancora. Un certo numero di candidati al vaccino (25, secondo l’OMS) sono in corsa per la realizzazione di un siero efficace che fornisca protezione contro infezioni future.

C’è un dibattito animato sui meriti e sugli esiti delle vaccinazioni, in particolare quella per Covid-19. I sostenitori di entrambe le parti sollevano domande per quanto riguarda la sicurezza e potenziali effetti collaterali del vaccino; chi dovrebbe essere il primo a riceverlo, e se debba essere obbligatorio o meno.

L’Angus Reid Institute ha condotto un sondaggio, pubblicato il 4 agosto 2020, nel quale si chiedeva ai canadesi se si farebbero iniettare un vaccino, una volta che questo fosse disponibile. Quasi la metà degli intervistati (46%) ha detto che vorrebbe il vaccino non appena disponibile. Un altro 32% ha detto che vorrebbe il vaccino, ma preferirebbe aspettare un po’. Il quattordici per cento ha risposto di non voler essere vaccinato e l’8% ha dichiarato di non essere sicuro se lo vorrebbe o meno.

La fase di sviluppo del vaccino per il Covid-19 si sta muovendo ad un ritmo accelerato, generando preoccupazione per la sicurezza e per i potenziali effetti collaterali. Di coloro che vorrebbero aspettare un po’ di tempo prima di ricevere il vaccino, il 76% si preoccupa per gli effetti collaterali. E non sono soli. Anche tra coloro che non esiterebbero a essere immunizzati, il 37%, condivide la stessa preoccupazione.

Un altro punto di discussione importante è se il vaccino debba essere obbligatorio o meno e chi debba essere il primo ad essere vaccinato. La stragrande maggioranza dei canadesi intervistati (76%) ritiene che la vaccinazione debba essere obbligatoria per gli operatori sanitari e per coloro che lavorano presso (o visitano) le case di cura a lunga degenza.

Il fatto che oltre l’80% di tutti i decessi di Covid-19 in Canada sia riferibile ad anziani che vivevano in case di cura a lunga degenza può aver influito sulle risposte degli intervistati.

Il rischio, e la gravità dell’infezione, aumenta negli ambienti dove si generano assembramenti soprattutto intorno alle persone che sono più vulnerabili e hanno preesistenti condizioni a rischio.

Le scuole sono un altro ambiente in cui gli studenti, aggregandosi, forniscono al virus l’occasione di diffondersi. In Ontario, le aule sono vuote da quasi cinque mesi.

L’apprendimento in classe tornerà fra poche settimane, senza che siano state prese misure relative all’igiene. Quando un vaccino diventerà disponibile, il 63% dei canadesi ritiene che debba essere obbligatorio nelle scuole.

Attualmente, cinque candidati al vaccino si trovano nella terza e ultima fase delle prove cliniche. Una volta superate le fasi finali, un vaccino potrebbe essere messo a disposizione del pubblico già alla fine di quest’anno.

Indipendentemente dal fatto che uno sia disposto o meno a essere vaccinato, i risultati di questo sondaggio suggeriscono che tre canadesi su quattro credono che non si tornerà alla normalità fino a quando la maggior parte della popolazione non sarà vaccinata.

I funzionari sanitari hanno avvertito che fino a quando tale vaccino non sarà disponibile e somministrato in massa, un vero e proprio “ritorno alla normalità” potrebbe non essere possibile.