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Nemici visibili e invisibili: dove spendiamo i nostri soldi

Nemici visibili e invisibili: dove spendiamo i nostri soldi

Nemici visibili e invisibili: dove spendiamo i nostri soldi

TORONTO – Chi influenza le scelte politiche (la comunità scientifica) e chi le deve prendere hanno iniziato ad usare la metafora della guerra contro un nemico invisibile, Covid-19, per dare peso alle loro priorità. Questo sarebbe qualcosa che la maggior parte dei cittadini capisce intuitivamente. Dopo tutto, la priorità dei governi nazionali è quella di mantenere i loro cittadini al sicuro e di tutelare la loro salute.

Fanno abbastanza? In linea con la metafora militare, abbiamo esaminato ciò che i paesi spendono per mantenere i loro cittadini al sicuro dagli invasori – sia fisici che patogeni. Nelle edizioni precedenti, abbiamo confrontato le classifiche attribuite alla qualità di alcuni sistemi sanitari in tutto il mondo. Oggi, limitiamo le nostre osservazioni alla “spesa sanitaria” nei paesi che formano il G7: Canada, USA, Francia, Italia, Germania, Regno Unito e Giappone.

Le economie di questi sette paesi sono tra le più avanzate al mondo. Una misurazione completa per la salute economica di un paese prende in considerazione il suo PIL- che misura il valore totale di beni e servizi prodotti da un paese in un anno. Il grafico 1 classifica i paesi del G7 in base al PIL relativo. Una nota per i lettori, solo come punto di riferimento: se dovessimo includere altri paesi, l’Italia sarebbe al decimo posto, invece del sesto.

Poi paragoniamo ciò che questi paesi spendono come percentuale del PIL per l’assistenza sanitaria e per la difesa militare dedicata alla protezione e la salute del loro popolo (grafico 2).

Ciò che spicca è la maggiore importanza che questi paesi pongono sulla salute della loro nazione. Ad esempio, l’importo che gli Stati Uniti spendono per l’assistenza sanitaria in percentuale del PIL è di oltre quattro volte il tasso di quello speso per il militare.

Vale la pena notare che il costo sanitario (espresso in dollari US) in questi grafici proviene dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). I dati sono comprensivi di spese sanitarie pubbliche e obbligatorie. Sono escluse le “spese aggiuntive” come l’assicurazione privata e le spese fuori borsa. Tipicamente, i “costi aggiuntivi” tendono ad essere più elevati negli Stati Uniti.

Vale ripetere che la maggior parte dei paesi spende più per l’assistenza sanitaria che per la preparazione militare. Nel caso del G7, l’importo speso per proteggere la salute della popolazione è, nella media, sei volte di più di quanto viene speso per le forze militari.

Ad esempio, nel 2018, la spesa sanitaria del Canada era del 7,6% del PIL. Questo è più di cinque volte il tasso che la nostra nazione ha speso per le forze armate. Analogamente, in Italia, la spesa militare rappresentava l’1,3% della GDP. Il Belpaese ha speso quasi cinque volte di piu’ sui costi sanitari. Ma questo era tutto prima di Covid-19.

Senza contestare la veridicità o il livello dell’accuratezza scientifica della ricerca medico-scientifica associata al Covid-19, potrebbe sembrare che alcuni paesi non fossero preparati per l’assalto dell’invasore “patogeno”.

Ad esempio, il Canada ha ora dedicato circa 343 miliardi di dollari nel Fondo per affrontare le conseguenze del Covid-19 nel paese. Questi fondi saranno destinati a contromisure su larga scala per combattere gli impatti socioeconomici del virus. Una somma relativamente piccola è dedicata ad iniziative scientifiche effettive, tra cui potenziali vaccini e terapie mediche.