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Il Covid-19 continua a mietere vittime in tutto il mondo

Il Covid-19 continua a mietere vittime in tutto il mondo

Il Covid-19 continua a mietere vittime in tutto il mondo

TORONTO – I Paesi di tutto il mondo attendono con ansia il ritorno a una sorta di normalità. I funzionari governativi e della sanità sono responsabili ad elaborare un piano strategico per “tornare alla normalità”.

I dati accumulati e analizzati dai casi Covid-19 aiutano a guidare la fase di questo piano. Passare con cautela alla fase successiva è essenziale per un ritorno sicuro a una nuova normalità. Allo scopo di tenervi informati, abbiamo aggiornato questo grafico per illustrare l’evoluzione dei casi Covid-19.

A livello globale, i casi positivi confermati Covid-19 sono 4.364.034 (12 maggio) secondo la Johns Hopkins University Covid-19. Noi siamo in Canada. Un rapido riferimento alle esperienze in tutto il mondo può rivelarsi utile nell’elaborazione di un piano.

Il nostro obiettivo oggi è l’evoluzione della conta dei casi in alcuni Paesi europei: Italia, Spagna, Regno Unito e Francia, alcuni dei Paesi più colpiti nella battaglia con Covid-19.

L’Italia ha registrato 109.039 persone completamente guarite, su 221.216 casi positivi confermati (quasi il 50%). La triste realtà, però, è che 30.911 persone sono morte a causa del Covid-19 (14% di tutti i casi positivi).

La Francia, d’altra parte, con 178.225 casi positivi confermati, ha dichiarato che 57.785 persone sono guarite. Si tratta di un tasso di recupero del 32,4% (dei casi positivi confermati). Sebbene siano stati segnalati 26.991 decessi, inferiori a quelli dell’Italia, il tasso dei casi risultati fatali è del 15,1%.

All’estremità più elevata di questo dato si trova il Belgio: il 16,4% dei casi positivi confermati sono morti. Con una popolazione di circa un quarto della Spagna, il tasso di mortalità del Belgio è superiore del 6,4%.

Con meno della metà del tasso di mortalità del Belgio, il Canada è pari al 7,3%. I canadesi che si sono ripresi dal virus, 34.042, rappresentano il 47,8% di tutti i casi positivi confermati. Confrontiamo questi numeri con i subtotali in Ontario.

I casi delle persone guarite in Ontario, ossia 15.391, rappresentano un tasso di recupero del 73,6%. Notizie confortanti, nonostante 1.725 persone abbiano perso la vita a causa del virus. Il tasso di mortalità in Ontario è dell’8,3%, l’1% superiore al tasso nazionale. Con un tasso di mortalità simile dell’8%, la provincia del Quebec ha un numero molto inferiore di guariti: 10.056 (25,6%). Mentre i funzionari del governo attendono con ansia la prossima fase di riapertura dei piani è giusto chiedersi se questo sia prematuro?

Più a est intorno al mondo, in particolare quelli che “confinano” con l’estremità sud-orientale del Mar Mediterraneo, Turchia, Iran e Grecia. Con una delle più grandi popolazioni tra i tre, la Turchia riporta 98.889 guarigioni. Che rappresentano quasi 70% di coloro che sono stati infettati dal virus. Il numero di casi che si è rivelato fatale è 3.894 (2,8% di tutti i casi positivi confermati).

Questo non è il caso in Iran. Lì i decessi (6.783) rappresentano un tasso (6%) che è il doppio di quello della Turchia. Difficile spiegare perché.

Il più piccolo dei Paesi del Mediterraneo orientale è la Grecia. Il 50% di quelli positivi confermati si è ripreso. Tuttavia, il tasso di mortalità (5,5%) è vicino a quello dell’Iran.

Il Regno Unito non ha fornito numeri consistenti o coerenti per i guariti. Di conseguenza, non siamo in grado di registrare i casi risolti.

La Cina non aggiorna i numeri da qualche tempo (dal 31 gennaio), pertanto, l’accuratezza di questi valori è discutibile. Qui sta il problema a livello mondiale: test incoerenti e inaffidabili, tracciamento e reporting necessari e incompleti per lo sviluppo di strategie in comune.