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Fase 2, decisioni prese su valutazioni incoerenti

Fase 2, decisioni prese su valutazioni incoerenti

Fase 2, decisioni prese su valutazioni incoerenti

TORONTO – L’Ontario continua la sua marcia in avanti sulla via della ripresa, tranne tre regioni della Provincia. Questo venerdì, l’Ontario vedrà la maggior parte delle regioni della provincia allentare alcune delle restrizioni e procedere verso la transizione alla fase 2. Alle restanti dieci regioni della prima fase, non sarà ancora concessa l’autorizzazione per avanzare.

Le città di Toronto, la regione di Peel e la contea di Windsor-Essex non hanno ricevuto l’autorizzazione ad andare avanti. Sulla base della valutazione delle realtà sanitarie locali, il Chief Medical Offi cer of Health ed il comitato di revisione hanno stabilito che queste tre aree non hanno soddisfatto i criteri necessari per passare alla fase 2.

Gli esperti della salute pubblica stanno monitorando i principali indicatori sanitari: tassi di trasmissione più bassi del Covid-19, capacità di ricezione ospedaliera e capacità degli organismi locali responsabili per la pubblica sanità di rendere assistenza tempestivamente in caso di contagi nuovi.

Il Corriere Canadese,quotidianamente, ha tracciato la presenza dei casi di Covid-19 in tutte queste zone urbane. Per esempio, la York Region (che passerà alla fase 2 questo venerdì), riporta 2.792 casi positivi. Il tasso di recupero nella York Region (77% dei casi positivi confermati) è inferiore a quello della regione di Peel, che ha un tasso di recupero dell’83%. In termini di casi attivi, cioè non-risolti, la Peel segnala un tasso dell’11,2% di casi positivi. Tale tasso è inferiore a quello dei casi attivi della regione di York al 14,5%. Cioè, meglio e dunque meno rischioso.

Senza seminare polemiche, uno potrebbe chiedersi perché una regione – con un tasso più basso di casi recuperati e più elevato di casi attivi – possa ricevere il “via libera” per procedere alla fase successiva. Inoltre, per quanto riguarda il tasso di mortalità tra i casi positivi dimostrati, la York Region, ha mostrato un tasso più elevato (8,2%) rispetto alla Peel Region (5,5%).

Nel dare un’occhiata più da vicino alla città di Brampton il tasso di mortalità è del 3% tra i casi positivi confermati – il tasso più basso in tutte le zone in questo grafico attiguo – ossia inferiore a quello di Hamilton al 5,5%. Mentre la città di Hamilton si prepara a “riaprire” questo venerdì, il grafico mostra che l’80% dei casi positivi confermati della città è guarito. Bene, forse, ma questo tasso di guarigione a Hamilton è inferiore a quello di Mississauga, l’81%, e di Brampton, quasi all’85%.

Inoltre, il Governo non sembra aver preso in considerazione dove si trovano le varie città in termini di casi rimasti “attivi” – non risolti. I casi attivi (irrisolti) di Hamilton rimangono al 14,4% dei casi positivi. Paragonando quelli di Mississauga, al 10.2%, Brampton, al 12.1%, ci si potrebbe chiedere come questi valori dovrebbero essere presi in considerazione nel processo decisionale, quando si procede alla fase successiva.

Appoggiandosi ai consigli degli esperti sanitari, il governo ha anche proibito a Windsor/Essex di avanzare alla fase successiva. Sulla base dell’evidenza che il 35,5% dei casi confermati positivi rimangono sempre ancora attivi, si potrebbe capire che questa regione richiede ancora un po’ di tempo per vedere migliorare la situazione del Covid-19.

Stranamente, Haldimand-Norfolk ha ottenuto il permesso di passare alla seconda fase di “apertura” questo venerdì. Purtroppo, questa regione sta ancora riscontrando un tasso più elevato di casi che rimangono attivi, il 56,5%.

Sembra che ci siano alcune incoerenze tra i dati disponibili e quei dati che il Governo dell’Ontario mette nel bilancio per il processo decisionale. È ora di risolvere le incoerenze.