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Elezioni presidenziali in Polonia,  candidati “pro-bambini” sconfiggono l’agenda progressista

Elezioni presidenziali in Polonia,  candidati “pro-bambini” sconfiggono l’agenda progressista

Elezioni presidenziali in Polonia,  candidati “pro-bambini” sconfiggono l’agenda progressista

TORONTO – La prima elezione a livello nazionale a svolgersi in Europa, nel corso della pandemia di Covid-19, ha prodotto un risultato incoraggiante per i conservatori tradizionalisti. Ma non è ancora finita.
Le elezioni presidenziali polacche si
sono svolte domenica scorsa con risultati inconcludenti. Secondo la Commissione Elettorale Nazionale, il candidato Andrzej Duda avrebbe ricevuto il 43,7% dei voti, seguito a distanza dal rivale Rafa Trzaskowski (centro destra) col 30,3% e quindi da Szymon Holownia col 13,8%.
Nelle prime elezioni presidenziali
nell’Unione europea dallo scoppio della
pandemia di Covid-19, le elezioni non sono riuscite a determinare ancora un chiaro vincitore. Nessuno dei maggiori candidati ha ricevuto almeno il 50% dei voti, necessario per evitare un secondo turno.
La Polonia dunque procederà verso un
secondo turno, previsto per il 12 luglio, con solo due candidati.
Duda, capolista del partito di Diritto e
Giustizia polacco (PiS) è il favorito sin dal mese di maggio, quando le elezioni dovevano avere luogo in origine. Ma, allora, i casi di contagio da coronavirus
erano ancora in preoccupante aumento.
Il governo di Varsavia dovette quindi afflrontare pressioni e critiche da parte dell’opposizione, secondo cui il PiS stava mettendo la politica davanti alla salute pubblica.
Il governo alla fine ha fatto marcia indietro e ha riprogrammato le elezioni a domenica scorsa.
La Polonia ha registrato oltre 34.000 casi positivi confermati di Covid-19. Si tratta tuttavia di una situazione meno grave di altri Paesi dell’Europa occidentale.
Nell’ultimo mese, la vita è tornata ad una sorta di normalità. Nonostante le norme sul distanziamento sociale, l’affluenza alle urne è stata molto buona.
Quasi il 64% degli elettori aventi diritto si è infatti presentato al seggio per esprimere il proprio voto. Anche nel bel mezzo di una pandemia globale, questa cifra è notevolmente superiore a quella registrata nelle elezioni presidenziali del 2015 che avevano visto un’affluenza alle urne del 49%.
Duda ha condotto una campagna basata su di un’agenda sociale profondamente conservatrice. I suoi attacchi si sono diretti contro l’ideologia LGBT, con l’impegno a “difendere i bambini dall’ideologia LGBT”, una retorica piuttosto popolare nella base conservatrice e nella chiesa cattolica.
Tuttavia, questo ha attirato critiche tra i cittadini inclusi quelli della Diaspora.
Lo stretto rivale di Duda, il sindaco di
Varsavia, Rafa Trzaskowski, candidato della Coalizione Civica (KO) è stato un sostenitore dei diritti LGBT. Il ritardo nelle elezioni ha permesso a Trzaskowski, di entrare in gara e guadagnare terreno politico.
Trzaskowski si è impegnato a far sanare
la frattura emergente con l’Unione Europea.
Il PIS si trova in conflitto con l’Unione europea per la sua controversa riforma e controllo sui tribunali. Il partito è stato accusato di erosione dello stato di diritto da quando è entrato al potere nel 2015.
Il 12 luglio determinerà se Duda vincerà il suo secondo mandato quinquennale e consentire al partito al governo, PiS, di continuare la sua linea politica in Polonia.