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Chi e perché può riaprire le attività economiche

Chi e perché può riaprire le attività economiche

Chi e perché può riaprire le attività economiche

TORONTO – La fase due del piano dell’Ontario per “riaprire” l’economia inizia già dal 12 giugno – la giornata di domani – almeno per una parte della provincia. Le ’catene’ imposte dal Covid-19, che hanno provocato tantissime pressioni economiche e chiusure temporanee, saranno tra non molto rilasciate.

Ci sono delle condizioni (indicatori chiave) da soddisfare prima di passare alla fase due della normalizzazione. Eccone alcune tra le più importanti: una diminuzione – assoluta e in termini relativi ai giorni precedenti – nel tasso di contagi, maggiore capacità di ricezione ospedaliera nel caso di un ritorno del virus, e notevoli progressi nella quantità di test effettuati. Il piano per la fase due e il rilancio che partirà venerdì sono notizie incoraggianti per le aziende selezionate nelle aree dell’Ontario autorizzate a riaprire.

La città metropolitana di Toronto (GTA) ed i comuni vicini tra cui Hamilton, Niagara, Windsor/Essex, Haldimand/Norfolk e Lambton County (tutti parte del Golden Horseshoe) non sono state ancora approvate per l’iniziativa. Questa notizia non sarà una sorpresa per quei tanti che hanno monitorato i dati forniti dalle varie agenzie di sanità pubblica (ASP) in tutto l’Ontario.

L’Ontario riferisce 31,341 casi positivi confermati (10 giugno). Il grafico 1 mostra una ripartizione di dove si sono verifi cati questi casi. Sulla base dei valori forniti dalle ASP, vediamo che quasi l’87% di tutti i casi dell’Ontario si verifica nelle aree sovraelencate.

Si tratta di un numero significativo dal momento che il Ministero della salute dell’Ontario riferisce che le unità sanitarie pubbliche nella GTA rappresentano il 67,4% di tutti i casi positivi nella regione. Il governo sta andando avanti con la “riapertura” regionale basata sui consigli di funzionari sanitari esperti e sui dati da essi forniti a supporto.

Il grafico due illustra i casi che rimangono “attivi” nella regione. Sulla base dei dati messi a disposizione tramite le ASP, le zone dell’Ontario a cui permesso il via nella fase 2 rappresentano il 3,1% di tutti i casi che rimangono attivi nella Regione.

Le zone che non hanno ancora soddisfatto le linee guida provinciali per la “riapertura” rappresentano quasi il 97% di tutti i casi che rimangono attivi in Ontario. L’Ontario continuerà a monitorare le tendenze locali e a emettere una relazione sullo stato di avanzamento (ogni lunedì) sulle ASP fermate ancora nella prima fase.

La ministra della Sanità dell’Ontario, Christine Elliot, ha dichiarato: “Se gli indicatori di salute pubblica miglioreranno a livello locale, i vari comuni avranno il via libera per entrare nella seconda fase nel seguente venerdì”.

Parte della risposta fondamentale per combattere Covid-19 è quella di tracciare i casi positivi e individuarli. Questi dati sono in continua evoluzione. Il monitoraggio di tali dati importanti può essere reso ancora più impegnativo in caso di ritardi nella creazione di report.

I numeri messi a disposizione dal Ministero dell’Ontario sembrano presentare alcune incongruenze con quelle segnalate da varie ASP e poi messe a disposizione del pubblico. I dati resi disponibili vengono aggiornati in varie situazioni, non sempre aderente ad una normativa coerente, rendendo difficile comprendere la complessa situazione di Covid-19. Il monito è chiaro: risolvete i problemi di questa logistica e poi si parlerà di ripartenza economica.