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Tutte le porte aperte quando arriva la Befana

Tutte le porte aperte quando arriva la Befana

MONTIGNOSO – Se in italia si chiudono i porti, a Montignoso, piccolo Comune in provincia di Massa Carrara nell’estremo Nord della Toscana, si aprono le porte. A tutti. Anche – anzi: soprattutto – a chi si presenta mascherato.

Accade ogni anno nella notte fra il 5 e 6 gennaio, la “famigerata” notte della Befana o, meglio, della “Pefàna” come la chiamano in questo paese all’ombra delle Apuane. E anche nello scorso weekend più di duemila persone, attirate da una tradizione che a.onda le sue radici nell’antichità, hanno riempito le viuzze del borgo con maschere, scope e fantasia. Fra risate e scampanellii, “pefàne” e “pefàni” (perché c’è anche la versione maschile della “vecchina”) hanno visitato tutte le case aperte, una per una, ricevendo ogni volta abbracci, salumi e vino a fiumi. A prescindere.

Porte spalancate anche nell’abitazione del sindaco del paese, Gianni Lorenzetti: musica “a palla” e cibarie per tutti. «La ’Pefàna’ – spiega il primo cittadino – è un evento unico su tutto il territorio, a Montignoso le porte delle abitazioni si aprono a tutti, le paure e le insicurezze vengono lasciate da parte e le festa assume il suo significato più vero e completo… la tradizione, l’allegria e l’accoglienza diventano una cosa unica e condivisa da tutti».

Ma c’è di più. Come in una sorta di Carnevale, qui c’è anche il concorso per premiare le maschere più belle. Così, in ogni festa della “Pefàna” a Montignoso si eleggono i gruppi mascherati giudicati migliori. Quattordici le “squadre” partecipanti all’edizione del 2019: La pefàna nel mondo, Il matrimonio dei pefàn, La pefàna Iolanda, La pefàna che al baja, Movimento 5 Sera, Pentolaccia, I Scalamati, Ecopefàna porta a porta onde a lo metto, La pefàna delle frazioni, La casa de las pefànas, Pittipefàna, Per smaltire 7 metri di salsicce, La pefàna e gli scalamati, Quelli di sasso.

Il primo premio (“Originalità”, ovvero il quadro del pittore montignosino Franco Vasini passato di mano in mano ad ogni edizione, due metri di salsicce e un quadro in acquerello di una giovane artista montignosina) è andato al gruppo Movimento 5 Sera, il cui slogan era «Libertè, egalitè, pefanitè. Datese da be’».

Il secondo premio (“Tradizione”, una cena in un locale di Montignoso) è andato a La pefàna delle frazioni, mentre il terzo e ultimo premio (“Simpatia”) al gruppo La pefàna Iolanda che ha vinto cinque metri di salsicce offerti dalle associazioni Il Borgo Incantato e Proloco Montignoso.

Dopo la premiazione, la lunga notte è proseguita fra musica e balli in piazza dove le maschere hanno fatto le ore piccole. In terra apuana quella della Befana è una tradizione radicatissima, tant’è che quella di Montignoso è solo la più celebre, ma è in realtà una delle tantissime.

Nel capoluogo, Massa, le Befane ’ufficiali’ sono tante: c’è quella che scende dal cielo e che atterra all’aeroporto del Cinquale la mattina del 6 gennaio; c’è quella che viene dal mare e che approda nel pomeriggio dell’Epifania sulla spiaggia di Ma- La Befana arriva sulla spiaggia di Marina di Massa con i sommozzatori del Centro Sub Alto Tirreno (Foto Paola Nizza) rina di Massa, “scortata ” dai sommozzatori del Centro Sub Alto Tirreno; c’è quella che arriva – sempre nel giorno dell’Epifania – in sidecar in piazza degli Aranci, nel centro di Massa, e che dà una mano alla ’collega’ del Telefono Azzurro che, scortata dalla Polizia Penitenziaria (sotto la maschera c’è una volontaria del carcere apuano, che organizza iniziative per i figli dei detenuti), porta doni e dolciumi a tutti i bambini presenti; c’è quella che viene dai monti, sulle Apuane, scendendo nella Valle del Frigido per la gioia di tutti i piccoli abitanti dei paesi più alti.

La tradizione è forte anche in Lunigiana, cioè nell’entroterra della provincia apuana: qui, in un paese chiamato Equi (nel Comune di Fivizzano) che è celebre per le sue grotte carsiche, la Befana… piove dal cielo: la “vecchietta”, vestita di tutto punto, si lancia infatti da un’altezza di trenta metri atterrando proprio all’ingresso della grotta, lanciando doni e dolcetti ai bimbi che la aspettano con il naso all’insù.

Infine, fra le tante feste apuane della Befana, ce n’è un’altra molto particolare e con un significato profondo come quella di Montignoso. Nella frazione di Quercia, Comune di Aulla, alla vigilia dell’Epifania i bambini si riuniscono nella piazza del paese e distruggono i loro fucili e pistole giocattolo, davanti a tutti, sotto lo sguardo vigile del parroco, Don Roberto Turini. Un gesto di pace in un mondo pieno di guerra, che viene ripetuto da diversi anni.

Proprio il borgo di Quercia era già noto per un record… epifanico: la calza del paese, che ogni anno viene calata dal campanile della chiesa, con i suoi 25 metri di lunghezza era entrata nel 1989 nel Guinness dei Primati. E ancora oggi, ogni anno, delizia quanti visitano il paesino.

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