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Tony Fusco, fondatore, condanna il progetto della VCI

Tony Fusco, fondatore, condanna il progetto della VCI

TORONTO – Durante l’incontro di mercoledì alla Beth Torah Synagogue è stata letta un lettera spedita da Tony Fusco nella quale viene condannato l’operato della nuova dirigenza di VCI e viene criticata la decisione di demolire il Columbus Centre. Abbiamo deciso di pubblicare la lettera in Italiano e in Inglese.

Foto: Ultimo a destra, Tony Fusco con il plastico di Villa Colombo, nel 1974

 

“In conformità ad un invito fatto dal direttivo di Villa Charities Inc., nel settembre 2017, sento necessario da parte mia rafforzare la mia risposta negativa ai soci e alla direzione di Villa Charities Inc.
Sulla base dei fatti, o meglio sulla mancanza di essi, la mia risposta di quella sera era inconfutabilmente contro la proposta di un partenariato tra la VCI e il TCDSB,  benevolmente sottoposta a me e ai miei colleghi ex presidenti.
Quella sera (e mai da allora) non mi è stata presentata, né ho trovato, una ragione significante sul perché la comunità italo canadese debba partecipare ad un accordo di vendere ora una proprietà della comunità stessa, al TCDSB oppure ad un qualsiasi altro acquirente o acquirenti. Nessun accurato dato finanziario e le proiezioni sottopostomi avevano un senso.
Il resoconto finanziario verbale fu appoggiato senza prove così come quello sullo stato del Columbus Centre, e che cioè lo stesso stava cadendo a pezzi e sarebbero stati necessari milioni di dollari per rimetterlo in sesto.
Le mie personali indagini fatte con personale esperto in materia, hanno smentito questa cosa, dato che i problemi del Centro sono collegati più alla mancanza di manutenzione e riparazioni, piuttosto che a cause più serie richiedenti la demolizione.
Sono molto lieto che gli edifici sono strutturalmente solidi, anche se trascurati gravemente dall’amministrazione attuale e dai membri della direzione della VCI.
In seguito sono state fornite dichiarazioni sul fatto che era contemplato l’inserimento del provveditorato cattolico come partner prezioso in questo progetto.
Grazie ad ulteriori indagini sono arrivato alla conclusione che il TCDSB non è il partner ideale, assumendo che un partner sia necessario, e secondo la mia opinione non lo è. 
Inoltre, cercando di individuare quali benefici potesse apportare alla comunità un progetto edilizio in comune, non sono riuscito a trovare qualcosa o programmi che il progetto in società provvederebbe alla comunità e che la stessa non ne usufruisca già nelle strutture e i programmi attuali provvisti dal Columbus Centre.
 Un’altra indagine riguardante i piani di ridefinizione dell’area e di costruzione, sottoposti prima al Comune di Toronto ed ora all’OMB (Ontario Municipal Board, ndr) mostrano una strada pubblica, che divide il suolo del Columbus Centre in due parti distinte. Sulla base della proposta presentatami, questa strada è risibilmente inutile e ingiustificabile, pensando ai bisogni attuali della comunità circostante
Priverebbe  della sua tranquillità e pace il sito abitato da gente anziana che vive a Casa Del Zotto, Casa Caboto e Villa Colombo, quest’ultima come risaputo, è la base originale dov’è stato deposto il seme della comunità italo canadese. 
Mi oppongo nella maniera più assoluta ad un cambiamento così drammatico della configurazione del Campus del Columbus Centre. In seguito al nostro incontro di settembre, è stato reso noto che nel gennaio 2017, il TCDSB ha acquistato un appezzamento di terreno dalle Suore del Buon Pastore, per la somma di diciotto milioni di dollari, cosa non comunicata da nessuna delle due direzioni, ma emersa grazie alle ricerche di altre parti. 
Bisogna anche aggiungere una voce (probabilmente valida) che il TCDSB sarà obbligato ad acquistare un’altra simile quantità di acri da Villa Charities, per una cifra più o meno simile, portando la spesa totale a  trentasei milioni di dollari solo per l’acquisizione del terreno necessario al progetto.
Questo fa pensare che il provveditorato stia seguendo un obiettivo diverso da quello di costruire una nuova (non necessaria) scuola e ha troppi soldi in mano, tanto da costringermi a riorientare la porzione delle mie tasse municipali, destinate all’Istruzione, verso le scuole pubbliche e non più al Catholic School Board. 
Sfortunatamente, non ho più ricevuto informazioni che mi inducano a cambiare idea. 
Al contrario, bisognerebbe proprio essere ciechi per non rimanere impressionati dalla schiacciante disapprovazione espressa dalla comunità italo canadese, i tesserati del Columbus Centre e altre nuove comunità canadesi che hanno protestato per opporsi all’ingiustificabile progetto (di demolizione, ndr). Io credo che il danno causato dalle azioni irresponsabili di Villa Charities, nella malvagia scelta di unirsi al TCDSB, rappresenta una battuta di arresto al mandato e la missione del gruppo di proprietari originali del sito del Columbus Centre, chiamato Italian Canadian Benevolent Corporation. 
È consapevolezza comune che i terreni attuali di Villa Charities, acquisiti con manovre legali di dubbia chiarezza, siano cresciuti di valore nella scorsa decade, con la probabilità che questo valore continui ad aumentare con la crescita della città e l’insufficienza di terreno. 
Affrontando il problema, la mia opinione è che la direzione di Villa Charities non abbia rispettato i suoi obblighi per trasparenza e responsabilità, com’è rimarcato nel Charitable Institutions Act dell’Ontario. E questo è stato evidenziato alla direzione già nel 2013, nella mia lettera di dimissioni dal consiglio direttivo di Villa Charities Foundation. 
Questo modus operandi di Villa Charities continua a peggiorare da allora, come testimoniato da lamentele e osservazioni di  numerosi soggetti interessati.  
Per tutte le ragioni espresse in questa lettera e alla luce del mio lungo coinvolgimento in tutti gli aspetti del Columbus Centre, Villa Charities e soprattutto Villa Colombo, devo assolutamente schierarmi contro l’attuale proposta sottoscritta dai direttori di Villa Charities Inc e del TCDSB…e concludo con un Amen!!”.
Tony Fusco
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