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“Taglio degli eletti all’estero, delusione e amarezza”

“Taglio degli eletti all’estero, delusione e amarezza”

TORONTO – Con il “si” definitivo dell’Aula della Camera al taglio dei parlamentari, il disegno di legge costituzionale che riduce i deputati dai 630 attuali a 400 ed i senatori dagli attuali 315 a 200, è stato definitivamente approvato – martedì scorso – a Montecitorio.

Per quanto riguarda le circoscrizioni all’estero, i deputati passeranno dagli attuali 12 ad 8, mentre i senatori da 6 a 4, allorquando si svolgeranno nuove elezioni.

Il Corriere Canadeseha chiesto alle tre parlamentari elette per la circoscrizione Nord e Centro America cosa accadrà – in futuro – alla rappresentanza per gli italiani che risiedono all’estero.

Onorevole La Marca, sarà sempre più difficile rappresentare gli Italiani all’estero?
“È difficile negarlo. Otto deputati e quattro senatori si sentiranno di meno nella vita delle rispettive Camere e avranno un minor peso contrattuale verso il Governo. Mentre aumenta il numero dei cittadini all’estero, si manda un messaggio scoraggiante, di sottovalutazione, quando dovremmo invece raŽorzare la rete delle relazioni, anche istituzionali, per il bene dell’Italia. In secondo luogo, avere contatti fisiologici con gli elettori per interpretarne le esigenze e accoglierne le indicazioni sarà ancora più complicato e oneroso. Nella nostra ripartizione ci saranno un solo deputato e un senatore per un continente e mezzo. Tutto sarà più complicato”.

Lei è delusa dal voto del suo partito, favorevole al taglio?
“Sono delusa per la sostanza del provvedimento e per le sue conseguenze sul livello di rappresentanza degli italiani all’estero. Negli ultimi due passaggi, per le modalità di approvazione di una legge di riforma della Costituzione, si poteva solo votare a favore o contro, non più cambiarla. La vera delusione c’è stata quando, nel primo passaggio, abbiamo presentato noi eletti all’estero e il gruppo del Partito Democratico precisi emendamenti per lasciare invariato il numero dei parlamentari dell’estero e la maggioranza, allora di centro-destra, li ha respinti. Quella era la vera occasione per fermare questa deriva”.

Senatrice Alderisi, sarà sempre più di#cile rappresentare gli Italiani all’estero?
“Con la diminuzione del numero dei parlamentari eletti oltreconfine, senatori e deputati della Circoscrizione Estero dovranno dar voce a un maggior numero di nostri connazionali. Sarà quindi inevitabile l’aumento della distanza tra gli eletti – già oggi impegnati a rappresentare ripartizioni assai estese – ed elettori. Di conseguenza, è facilmente prevedibile un indebolimento del legame con chi vive fuori dall’Italia. A tutto ciò vanno poi aggiunti i dati, ormai più che noti, sul numero di nostri connazionali che lasciano il Paese e vanno a ingrossare le fila degli italiani residenti all’estero”.

È delusa dal voto favorevole espresso in Parlamento?
“Per chi, come me, ha raccontato dagli schermi di Rai International la nascita della Circoscrizione Estero, sin dalle sue prime fasi, questa giornata segna un momento di profonda amarezza e delusione. Questo oltraggio alla rappresentanza degli italiani all’estero – a cui mi sono fermamente opposta, in Senato, in occasione delle votazioni della riforma – avrà serie ripercussioni sulla rappresentanza di chi vive oltreconfine. In definitiva si tratta di una scelta illogica, scellerata e – soprattutto – anacronistica: gli iscritti all’Aire, che sfiorano ora mai i sei milioni, sono quasi raddoppiati dal 2006 e registrano un costante incremento”.

Onorevole Nissoli, sarà sempre più difficile rappresentare gli Italiani all’estero?
“Certo, la rappresentanza parlamentare all’estero era stata concepita come simbolica e non proporzionale al numero di elettori, quindi siamo già meno di quelli che dovremmo essere ed in aggiunta i residenti all’estero stanno aumentando. Infatti siamo una comunità grande, quasi 6 milioni di cittadini che dovrebbero avere gl stessi diritti di eleggere i propri rappresentanti di quelli residenti sul territorio. È chiaro, quindi che si è tradito lo spirito innovatore che caratterizzò l’istituzione della Circoscrizione estera avendo come obiettivo l’inclusione degli italiani all’estero nelle dinamiche istituzionali dell’Italia: una cosa già difficile adesso e ancora non realizzata pienamente, figuriamoci dopo un taglio del genere alla rappresentanza estera che veramente umilia gli italiani all’estero. Se tale riforma andrà in vigore, referendum permettendo, bisognerà lavorare seriamente per rafforzare la rappresentanza non parlamentare degli italiani all’estero, e cioè i Comites ed il CGIE, dando loro la possibilità di lavorare con adeguate risorse, per il bene delle nostre Comunità all’estero”.

È delusa dal voto favorevole espresso dalla Camera?
“Era un voto scontato. Io ed il mio partito (Forza Italia, ndr) siamo sempre stati favorevoli alla riduzione del numero dei parlamentari, ma una riduzione fatta con criterio e non con tagli lineari senza tener conto delle specificità come quella della Circoscrizione estera. Io avevo proposto lo stralcio della Circoscrizione estera da questa riforma per approfondire prima il sistema di rappresentanza all’estero per poi riformarla. Il Governo non ha voluto sentire la forza della ragione che ci dice che rappresentare gli italiani all’estero con questi tagli sarà molto difficile, inoltre eliminerà il pluralismo. Il taglio dei parlamentari di per sé non risolve il problema della funzionalità delle istituzioni italiane. Bisogna lavorare sulla modifica del bicameralismo perfetto, che rallenta molto i processi legislativi, e su un sistema che porti stabilità di governo, senza ribaltoni o altro”.

Giorgio Mitolo

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