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“Si è vinta una battaglia, c’è da vincere la guerra”

“Si è vinta una battaglia, c’è da vincere la guerra”

Si è vinta una battaglia, c’è da vincere la Guerra. La battaglia cui mi riferisco e che finalmente si è riusciti a dare un taglio al rapporto tra il Toronto Catholic School Board e Villa Charities Inc.
Mi chiedo cosa c’è di cattolico nella speculazione edilizia; mi chiedo cosa c’è di educativo nel costruire dei condomini di 3000 appartamenti; mi chiedo inoltre quale potrebbero essere i  benefici che la comunità italiana potrebbe trarre da tutto ciò.
Dopo circa un anno di proteste, riunioni, marce, raccolte firme e lettere di protesta, dove anche la presenza politica è stata esemplare e determinante nel proteggere gli interessi della nostra comunità, la continua adesione del Corriere Canadese che quotidianamente ci ha informato, senza il quale contributo saremmo ancora al punto di partenza.
Quindi la saga continua.
È necessario che, con la stessa volontà continuiamo a lavorare ed impegnarci, come sempre, per porre fine a questo scempio che si perpetua da anni.
Villa Charities Inc, che mai nome fu più inadeguato, siccome di caritatevole nella loro gestione non c’è niente, continua come se niente fosse nella macchinazione, con il solo scopo di beneficiare per un proprio interesse personale, nel voler abbattere il Columbus Centre.
Il direttivo di Villa Charities, continuando a nascondere alla comunità le vere ragioni che la spinge in questa squallida crociata, si nasconde dietro piccoli personaggi insignificanti (quali un avvocaticchio e portaborse) che loro malgrado non sanno niente al riguardo. Continuano imperterriti a non voler soddisfare le richieste  pervenute da tutte le parti; richieste di chiarimenti del loro rapporto con il Toronto Catholic District School Board, richieste di chiarificare il loro impegno nella costruzione di un palazzo e cosi via. 
In poche parole il direttivo di Villa Charities Inc si deve dimettere.
Questi personaggi non hanno ragione di continuare ad amministrare qualcosa che non è di loro proprietà; questi sono solo e soltanto fiduciari che non meritano nessuna fiducia.
Perchè lo abbiamo visto nel corso degli ultimi anni che hanno soltanto pensato ai loro affari, la cui trama è degna di una produzione cinematografica. 
Questi personaggi, volendo buttarci un altro po’ di fumo negli occhi, hanno speso, negli ultimi mesi del 2017, una fortuna, promuovendo attività sociali, culturali, artistiche presso il Columbus Centre, ripescando un pezzo grosso cui era stato dato il benservito qualche tempo fa. Questa mossa ci fa ancora una volta capire la pochezza con cui questi burattinai si muovono, prima allontanando uno dei dirigenti poi richiamandolo allo scopo infimo di pubblicizzare il centro comunitario prima di essere abbattuto.
Quindi da un lato spingono per l’abbattimento del centro e per la costruzione di un palazzo, dall’altro spendono una montagna di soldi pubblici per sponsorizzare queste attività che in passato erano scontate. 
In questo lungo anno di lotta ho incontrato migliaia di persone, ognuna con la sua storia e con il suo passato, ognuna con il suo mestiere e con il suo stipendio. In più occasioni questi amici mi hanno confidato di innumerevoli donazioni, allo scopo di costruire il centro comunitario poi chiamato Columbus Centre.
Questo è divenuto negli anni a seguire un punto di riferimento e di orgoglio per tutti i cittadini italiani; un lascito di quei concittadini che avrebbero voluto vedere figli, nipoti e pronipoti essere parte di quella comunità che per loro valeva tanto quanto la propria famiglia. 
Un Centro intenzionato a dare continuità alle future generazioni e per l’impegno profuso dalla comunità italiana nel contribuire a costruire ed a far crescere questo grande paese, per il senso di appartenenza, per avere un luogo dove potersi aggregare e discutere, fare progetti e per costruire, non per abbattere.  
Franco Misuraca
Toronto
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