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Nissoli: “Ridiamo la parola agli elettori”. La Marca: “Ricollocare la crisi in Parlamento”

Nissoli: “Ridiamo la parola agli elettori”. La Marca: “Ricollocare la crisi in Parlamento”

TORONTO – Quella di oggi potrebbe rivelarsi una giornata decisiva per il futuro di questa legislatura. Il Corriere Canadese ha intervistato le parlamentari che rappresentano la ripartizione Nord e Centro America per la circoscrizione estero della Camera dei Deputati, le onorevoli Francesca La Marca e Fucsia Nissoli. A loro abbiamo chiesto un giudizio su questa crisi.

Nissoli: “Questa crisi come tutte le crisi è negativa per il benessere e lo sviluppo di qualsiasi Paese. Tuttavia quando ci sono dei vicoli ciechi bisogna avere la forza di ripartire e di correggere la rotta per trarre beneficio e trasformare la crisi stessa in opportunità”.

La Marca: “È una crisi che covava nelle viscere di una maggioranza troppo spuria per essere solida e credibile. Nello stesso tempo, è il risultato di una scelta cinica perché legata ad un calcolo opportunistico di uno dei partner – la Lega di Salvini – di lasciare il Paese senza una guida alla vigilia di scadenze importanti (legge di bilancio e possibile aumento dell’IVA in una situazione di stagnazione economica) per un puro calcolo elettoralistico, pur di andare all’incasso di sondaggi elettorali favorevoli”.

Quale potrebbe essere la soluzione per uscire dalla crisi?

Nissoli: “Se ne può uscire nei modi e nelle forme che indica la Costituzione. L’Italia ha una delle Costituzioni più belle al mondo, la saggezza in essa contenuta sarà la stella polare che attraverso il nostro Presidente della Repubblica ci guiderà alla soluzione. Ovviamente ci saranno sempre differenza di vedute starà ai leader dei partiti trovare le convergenze necessarie per la governabilità oppure per individuare il percorso adeguato per tornare presto al voto. Personalmente ritengo che sarebbe il caso di ridare la parola agli elettori evitando la formazione di nuove maggioranze”.

La Marca: “Intanto, ricollocando la crisi in un ambito parlamentare e costituzionale. Quella italiana è una democrazia rappresentativa che ha nel Parlamento il suo ineludibile asse di rotazione e nell’equilibrata iniziativa del Presidente della Repubblica una funzione fondamentale. Se il Presidente Conte, dopo le sue dichiarazioni al Senato andrà da Mattarella a dimettersi, credo che il Capo dello Stato non possa fare altro che verificare con i gruppi politici se esista in Parlamento una maggioranza concorde nell’affrontare alcuni punti dirimenti, come ad esempio la preparazione del bilancio, il riassorbimento dell’aumento dell’IVA, la ripresa di un dialogo costruttivo a livello europeo e altro. Se questa verifica sarà positiva, in una prospettiva temporale tutta da definire, allora il Parlamento sarà chiamato a pronunciarsi, altrimenti non ci resta che il voto, nei tempi decisi da Mattarella, non da Salvini”.

Qual è la soluzione migliore per gli italiani all’estero?

Nissoli: “Ritengo che per gli italiani all’estero sarebbe importante riformare finalmente il voto all’estero prima di nuove elezioni, cosa che questo Governo aveva promesso ma non ha mantenuto! Ora temo che non ci siano più i tempi per questa riforma. Peccato che si tornerà a votare all’estero, ancora una volta con uno spreco enorme di risorse economiche e con i plichi che vagano in tutto il mondo senza raggiungere l’indirizzo esatto! La soluzione migliore per gli italiani all’estero sarebbe quella di avere un Governo attento alle loro poche esigenze. Ogni nostro connazionale che, vivendo all’estero ed a prescindere dai successi, personali, continua a sentirsi un po’ orfano di quell’Italia che, troppo spesso, ha lasciato a malincuore. Un insieme di sentimenti che varrebbero una riflessione profonda sulla incapacità, spesso, di questo nostro Paese, di riconoscere i propri figli come tali. In fondo, basterebbe un po’ di amore per tenere unita questa incredibile famiglia, che va ben oltre i soli confini nazionali”.

La Marca: “Per gli italiani all’estero, anche in caso di prosecuzione della legislatura, sarebbe migliore la soluzione che non comportasse l’impegno della riduzione lineare dei parlamentari eletti nella circoscrizione Estero. Gli eletti all’estero sono un’esperienza in più, una possibilità di confronto con altre realtà, non un inutile peso, come hanno detto i fautori della “riforma” che speriamo resti sotto le macerie della crisi. Più in generale, sarebbe un gran bene per loro un governo il più stabile possibile, aperto al mondo. L’Italia, che ha un’estrema necessità di sviluppare sempre di più la sua dimensione internazionale, è anche più consapevole di dover utilizzare meglio le sue migliori strategie globali, tra le quali la lingua e la cultura, così come le reti delle business community di origine italiana che sono certamente molto importanti. Ricordo che al Fondo per la lingua e la cultura all’estero nel 2021 mancheranno 50 milioni, senza i quali si rischia seriamente di ricadere all’indietro”.

Il Corriere Canadese ha formulato le medesime domande alla senatrice Francesca Alderisi, la quale ha però preferito declinare la nostra richiesta d’intervista, “in attesa di conoscere l’esito degli eventi relativi al 20 agosto”.

Giorgio Mitolo

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