CorrCan Media Group

INPS: volume enorme di arretrati, 2-3 anni di attesa

INPS: volume enorme di arretrati, 2-3 anni di attesa

TORONTO – La situazione è al limite del collasso. L’istituto nazionale della previdenza sociale INPS, avrebbe a tutt’oggi – da valutare e concedere – un volume enorme di domande, rimaste ancora in arretrato. Decine di migliaia in tutto il mondo.

Le attese per il rilascio delle pensioni di vecchiaia, superstiti, anticipate e ricostituzione di pensione possono arrivare sino a 2-3 anni.

Abbiamo chiesto il perchè a Vincenzo Ghiandoni, direttore per il Canada del patronato 50&Più Enasco.

Cosa sta succedendo?
“Il processo per le pensioni internazionali è arrivato ad un minimo di 18 mesi di attesa per chi faccia domanda o di pensione di vecchiaia, o di anzianità, o di reversibilità. Il richiedente la pensione deve aspettare che Ottawa processi la parte che riguarda il Canada e deve trasmetterla all’INPS – appesantita dagli arretrati – agli uffici di L’Aquila, predisposti per le convenzioni internazionali. I tempi si stanno allungando anche perchè l’INPS ha bisogno di almeno 6-12 mesi per le valutazioni. Il tempo complessivo sfiora quindi i 3 anni di attesa. In Italia, la normativa di legge è chiara e prevede che tutte le pensioni internazionali debbano essere lavorate in 120 giorni, ma non viene mai rispettata”.

Per quale motivo?
“Perché probabilmente ci sono talmente tante pratiche, diverse migliaia, in lavorazione che non riescono a processarle tutte. Abbiamo richiesto un incontro a settembre, con l’INPS, nel quale loro hanno promesso di controllare le pratiche che sono in sospeso. A novembre è previsto un nuovo incontro con il presidente responsabile dell’area per le relazioni internazionali dell’INPS”.

E con il nuovo governo, in Italia, qualcosa potrebbe cambiare?
“Ovviamente quando si insedia un nuovo governo ed una nuova amministrazione le cose rallentano, per poi riprendere con le nuove direttive. Tutti i sistemi ed i servizi amministrati dallo Stato, compreso quello pensionistico, sono soggetti a delle attese sino a che non vengano diramate eventualmente nuove e diverse norme in materia. È una situazione che si trascina oramai da anni, ed ora si sta anche complicando, di pari passo con l’aumento del numero di domande per la pensione. Non sono state implementate tutte quelle direttive che avrebbero dovuto essere realizzate ed oggi l’INPS si trova in emergenza. Ma emergenze del genere andrebbero previste ed affrontate con tempismo”.

Cosa sta facendo l’INPS oggi?
“L’INPS sta inviando delle lettere di “indebito” che riguardano le dichiarazioni dei redditi fatte lo scorso marzo. Tutti i pensionati che ricevano queste lettere prima del 31 dicembre 2019 si rechino presso un qualsiasi u¡cio di patronato per vedere se sia possibile cancellare l’indebito”.

Cos’è l’indebito?
“Tutte le pensioni italiane sono soggette ad una dichiarazione dei redditi relativa al richiedente, che cambiano a seconda della tipologia. Se il pensionato supera un certo reddito, dovrà essere restituita all’INPS l’eccedenza risultante nella pensione stessa. L’esempio classico è rappresentato dalla quattordicesima. Ogni luglio i pensionati ricevono una quattordicesima dal valore di 250 dollari, di cui però non si ha diritto se il pensionato supera il limite dei 13.500 dollari di reddito annuo. In questo caso, se l’INPS accerta che la persona ha ricevuto la quattordicesima ma che – al tempo stesso – il suo reddito sia superiore a quel limite, la somma di 250 dollari diventa un indebito e andrà restituita all’istituto”.

Ci sono scadenze importanti da ricordare ai nostri pensionati?
“Tutti i pensionati che sono titolari di pensioni INPS sono soggetti alla cosiddetta certificazione per l’esistenza in vita. La campagna inizierà a febbraio 2020, per poi concludersi entro la fine di giugno. Qualora i pensionati non abbiano ricevuto la lettera dalla Citibank, relativa alla certificazione per l’esistenza in vita – entro febbraio 2020 – si rechino comunque presso un patronato al fine di valutare se necessitino ad ogni modo di provare (all’INPS, ndr) la loro esistenza in vita, un procedimento che possiamo svolgere online”.

Nel frattempo, l’onorevole Francesca La Marca – parlamentare per la circoscrizione centro e nord america – aveva già sollevato questa problematica, lo scorso luglio, in seno ad un incontro avvenuto con il direttore centrale pensioni dell’INPS, Luca Sabatini, e con il responsabile dell’area relazioni internazionali, Salvatore Ponticelli.

La Marca – come riportato da un’intervista concessa all’AISE- aveva discusso delle problematiche emerse riguardo ai servizi assistenziali e previdenziali erogati (all’estero) dall’INPS, sottolineando il “di£uso disagio derivante dalla lentezza nel disbrigo delle pratiche nelle varie sedi INPS competenti per le aree territoriali estere”.

I dirigenti dell’INPS hanno replicato che “le pratiche arrivano già con mesi di ritardo da parte dei centri operativi dei diversi paesi esteri che provvedono alla suddivisione ed all’invio in Italia”.

Gli stessi funzionari dell’istituto di previdenza hanno auspicato un miglioramento del servizio – per quanto riguarda le pratiche internazionali – grazie all’immissione nelle strutture operative di circa 3000 nuovi assunti.

Giorgio Mitolo

More in Italia