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In Italia il governo temporeggia. La Marca e Ferri: “L’accordo è positivo”

In Italia il governo temporeggia. La Marca e Ferri: “L’accordo è positivo”

ROMA – SÌ o no? L’accordo economico e commerciale globale divide il governo italiano, tra il “no” del M5S e il “nÌ” della Lega: il vicepremier Matteo Salvini ha già avuto modo di sparare zero sul Ceta (“con quell’accordo, toglieremmo qualsiasi protezione per la salute e qualsiasi barriera ai prodotti provenienti da Oltreoceano, oltretutto senza tutelare il made in Italy”) mentre il suo ministro dell’Agricoltura, il leghista Gian Marco Centinaio, dopo aver inizialmente seguito la linea del leader, ha cambiato idea (“le aziende dicono sta andando bene…”).

Risultato: l’accordo in Italia è al palo. Al momento c’è stato soltanto il voto in Commissione Affari Esteri (hanno votato a favore il Pd e Forza Italia, contro M5S, Sinistra Italiana, Gruppo Misto e Lega), quindi il testo deve ancora superare il dibattito parlamentare per poi approdare sul tavolo del Presidente della Repubblica. Niente è stato ancora ratificato, anche se l’accordo è già in vigore in una sorta di fase sperimentale.

L’onorevole Francesca La Marca, deputata del Pd eletta nella Circoscrizione Estero e componente della sezione bilaterale Italia Canada, da noi contattata ieri, conferma l’ambiguità della posizione del governo che “sembra ammorbidirsi rispetto alle cose dette alcuni mesi fa. Evidentemente governare comporta una responsabilità concreta e più elevata rispetto alla propaganda fatta dall’opposizione. Proprio oggi (ieri, ndr), alla Camera, si è avuta conferma di questo tendenziale cambiamento in occasione della risposta che il Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro, ha dato nel corso di un question time”.

“In sostanza, ha detto che i ministri competenti stanno raccogliendo le opinioni delle organizzazioni professionali su quanto è accaduto in questi mesi di prima applicazione, opinioni che sembrano convergenti nel rilevare la positività di questa iniziale esperienza. Il mio augurio – prosegue l’onorevole La Marca – è che questo processo di maturazione politica e di responsabilizzazione degli esponenti del governo in merito a una scelta di così grande rilievo, qual è quella del Ceta, faccia il suo corso e si riconosca l’evidenza dei fatti”.

“E’ ormai chiaro che le conseguenze positive per tutti i partner interessati sono certamente più numerose e probanti rispetto ai timori di un’invasione incontrollata del mercato italiano di prodotti canadesi e di una concorrenza sleale verso le numerose tipicità italiane. Insomma, la prova dei fatti è sempre più convincente delle posizioni astratte e ideologizzanti e delle chiacchiere propagandistiche. Per quanto mi riguarda, sia come parlamentare che come componente del Pd, farò tutto il possibile perché la razionalità, l’apertura e lo spirito di collaborazione prevalgano sulla chiusura, sull’isolamento e sul propagandismo”.

“I nostri governi sono sempre stati favorevoli al Ceta – commenta l’onorevole Cosimo Maria Ferri, deputato del Pd e membro della sezione bilaterale Italia Canada – e lo siamo ancora: l’accordo non contiene i rischi paventati da Lega e M5S, lo ha ribadito anche la Commissione Europea: inoltre, è importante valorizzare al massimo il rapporto Italia-Canada intensificandolo, anche e soprattutto alla luce della forte presenza italiana in quel Paese. E poi i risultati della fase sperimentale dell’accordo stanno pagando. Indubbiamente deve esserci la disponibilità, da parte del governo del Canada, a migliorare l’accordo tenendo conto delle giuste istanze sollevate dalla Coldiretti, in particolare in merito alla sicurezza ed alla qualità dei prodotti da importare in Italia. Istanze che potrebbero essere accolte con facilità, trovando un giusto punto di equilibrio”.

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