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In bilico il concorso straordinario per la scuola 

In bilico il concorso straordinario per la scuola 

In bilico il concorso straordinario per la scuola 

ROMA – Ora c’è la data, ma permane l’incertezza. Dal 22 ottobre, infatti, dovrebbe partire la prova scritta del concorso straordinario per i docenti delle medie e delle superiori con almeno tre anni di servizio svolti dal 2008 ad oggi.

Dopo mesi di polemiche, un braccio di ferro durissimo coi sindacati, la mediazione del premier Conte, si parla dunque di una data per il concorso tanto atteso per 32mila posti messi a bando e per il quale ci sono state oltre 64mila domande.

Il bando, giunto a lezioni già iniziate, sebbene non metterà in cattedra di ruolo gli insegnanti precari (di qui il record di supplenti con cui è partita la scuola in emergenza Covid, ndr) lo farà retroattivamente dal prossimo anno, per quei candidati che riusciranno a passarlo con successo. Ai vincitori del concorso, infatti, sarà riconosciuta la decorrenza giuridica del rapporto di lavoro dal 1 settembre 2020.

Ma nemmeno l’annuncio ha placato le proteste, sia tra i politici che tra i sindacati di categoria. I nodi irrisolti preoccupano infatti le diverse sigle sindacali, incluso il fatto che i docenti in quarantena non avranno una prova supplettiva. E il concorso diventa oggetto di un nuovo scontro politico in maggioranza – tra il Partito Democratico ed il Movimento 5 stelle – in un momento di già forte fibrillazione e dibattito sul Mes.

I dem chiedono un rinvio, mentre i grillini replicano che non se ne parla nemmeno. Dopo il rinvio del concorso straordinario deciso prima dell’estate per limitare il rischio dei contagi e la nuova data fissata ieri dalla ministra Lucia Azzolina, ora il Pd chiede un ulteriore slittamento: “Farlo ora significa stressare le scuole, che verranno private di molti docenti, i quali andranno a sostenere le prove del concorso. Avremmo preferito farlo a ridosso delle vacanze di Natale“, ha spiegato la responsabile istruzione dei dem Camilla Sgambato.

Il timore del Nazareno è che tra poche settimane gli studenti si ritrovino di nuovo senza professori – considerato che sono oltre 64mila i precari che hanno fatto domanda – anche se va detto che il ministero dell’Istruzione ha organizzato tutto in più giorni proprio per limitare disagi e assembramenti.

Lo scritto si terrà in più tranche dal 22 ottobre al 9 novembre nei laboratori informatici degli istituti e in alcune aule universitarie dislocate su tutto il territorio nazionale.

Per Lena Gissi, del sindacato Cisl scuola, “ci saranno problemi per coloro che dovessero trovarsi in quarantena e vogliono fare il concorso: per ora non ci sono risposte dal Ministero, bisogna vedere quali misure di sicurezza vengono messe in campo”.

Secondo Pino Turi del sindacato Uil scuola “sul corpo debilitato della scuola si vuole, dopo le graduatorie provinciali, introdurre un altro stress che il sistema non potrà reggere – sottolinea Turi -. È così difficile capire che sotto pressione non si lavora bene?” ha concluso.