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Fivizzano, ecco come si chiede scusa

Fivizzano, ecco come si chiede scusa

FIVIZZANO (Massa Carrara) – La Germania ha ufficialmente chiesto perdono all’Italia per le stragi naziste che nel 1944 causarono oltre 400 vittime a Fivizzano, in provincia di Massa Carrara: bambini, donne, anziani, barbaramente uccisi dalle ‘Ss’ agli ordini di Walter Reder.

A farlo è stato, ieri, nello storico borgo della Lunigiana, il presidente della Repubblica Federale Tedesca, Frank-Walter Steinmeier (nella foto), in visita insieme al capo dello Stato italiano Sergio Mattarella. Una visita organizzata proprio per commemorare le vittime degli eccidi nel 75° anniversario di quegli orribili fatti.

«Solo pochi tedeschi sanno quali terribili atrocità sono state commesse qui da tedeschi. Sono oggi davanti a voi come presidente federale tedesco e provo solo vergogna. Vergogna per quanto dei tedeschi vi hanno fatto. Mi inchino dinanzi ai morti delle stragi di Fivizzano. Vi chiedo perdono per i crimini perpetrati per mano tedesca».

Queste le parole, pronunciate in Italiano, di Steinmeier che ha scatenato applausi scroscianti e lacrime: sì, anche lacrime perché fra i presenti alla commemorazione c’erano anche i sopravvissuti delle stragi, in particolare quelli di Vinca e San Terenzo Monti, ormai molto anziani ma con il ricordo ancora vivo di quegli orrendi accadimenti.

Per il borgo di Fivizzano quella di ieri è stata una domenica speciale: la domenica “dei due Presidenti”, iniziata di prima mattina fra i preparativi nella piazzetta di fronte al Comune – dove Mattarella e Steinmeier hanno poi scoperto una targa commemorativa in ricordo della giornata – e nella vicina piazza Vittorio Emanuele presidiata, come il resto del borgo, da uno spiegamento impressionante di forze dell’ordine.

I due capi di Stato sono arrivati intorno a mezzogiorno: Mattarella in elicottero, Steinmeier in corteo presidenziale automobilistico da Pisa.

Dopo lo scoprimento della targa, i due Presidenti hanno percorso a piedi, insieme, una piccola stradina fra due ali di persone festanti per raggiungere la piazza centrale del paese dove li attendeva, nell’area- palco allestita per l’occasione, i sindaci di tutti i Comuni di Massa Carrara, le altre autorità e la folla – qualche centinaio di persone – assiepata nel cuore del borgo lunigianese.

Terminati gli interventi introduttivi del sindaco di Fivizzano, Gian Luigi Giannetti e del governatore della Toscana, Enrico Rossi, ha preso la parola il Capo dello Stato tedesco che con il suo discorso, dicevamo, ha commosso tutti ed è stato salutato da una standing ovation.

Poi è stata la volta di Mattarella. «Che alle giovani generazioni venga consegnato un mondo in pace dove l’odio e l’avversione fra i popoli siano banditi e a prevalere siano i valori del dialogo e del rispetto reciproco. Lo esige la civiltà. Lo esigono i morti di Fivizzano », ha detto, scatenando un’altra standing ovation.

Al termine della cerimonia, bagno di folla per i due capi di Stato che hanno lasciato il centro di Fivizzano per dirigersi all’ex Convento del Carmine dove hanno pranzato assaggiando prodotti e specialità locali: pasta al pesto, carni e vini della Lunigiana. Venticinque gli invitati, in un’atmosfera contenuta e sobria. Poi, la partenza.

Nella piazza del paese, durante le cerimonie, c’era anche un gruppo di giovani tedeschi provenienti da Tubinga per il progetto internazionale “La Marcia della Pace” .

«Siamo qui – hanno spiegato – perché molti dei nostri nonni durante la seconda guerra mondiale erano a combattere in queste zone. Vi chiediamo scusa e perdono per quanto accaduto. Noi desideriamo scoprire cosa hanno fatto esattamente i nostri padri e nonni, dov’erano, come si sono comportati… e vogliamo che simili orrori non abbiano più a ripetersi, in Europa e nel mondo».

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