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Conte: «Serve attenzione». Le nuove misure

Conte: «Serve attenzione». Le nuove misure

Conte: «Serve attenzione». Le nuove misure

ROMA – Una prova difficile, che ha messo a dura prova il sistema-Italia, e che ancora non è stata superata nonostante i dati confortanti delle ultime settimane (focolai a parte). Anzi, si apre adesso un nuovo fronte: quello dei giovani, come emerge dagli ultimi dati.

Non sono giorni facili per il Governo guidato da Giuseppe Conte che ha fatto il punto della situazione e che annuncia nuovi provvedimenti. «È stata una prova molto difficile per tutto il Paese – ha detto il premier – e per tutti i cittadini. In parte lo è ancora, anche se adesso ci siamo meglio attrezzati e la risposta del sistema sanitario sicuramente sarà più pronta, anche in caso di cattive evenienze. Con alcune regole precauzionali possiamo affrontare anche la stagione estiva con relativa tranquillità. Abbiamo rinforzato le nostre strutture ospedaliere, abbiamo effettuato tanti test, abbiamo una maggiore conoscenza, più diffusa. Si è formata una cultura su questo virus che nei primi tempi ci sfuggiva, ma dobbiamo stare attenti».

Il Governo sta dunque pensando ad una proroga di alcuni divieti e ad un incremento dei controlli. Il che significa stato d’emergenza prorogato fino a fine anno e nuove misure per contrastare il coronavirus, compreso il divieto d’ingresso per i cittadini provenienti da alcuni Paesi a rischio: in particolare, il Governo dovrebbe prorogare il divieto d’ingresso in Italia a chi, anche mediante triangolazioni, arriva da Armenia, Bahrein, Bangladesh, Kuwait, Oman, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord, Moldova, Brasile, Cile, Panama, Perù e Repubblica Dominicana, mentre resterà l’obbligo di quarantena di 14 giorni per chi proviene dagli Usa.

I nuovi provvedimenti, che saranno varati entro il 14 luglio – quando scadranno le disposizioni attualmente in vigore per contenere l’epidemia – , saranno illustrati martedì al Parlamento dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ma già trapelano anticipazioni: secondo quanto riferisce il Corriere della Sera, resterà l’obbligo nei luoghi chiusi, quando non si può rispettare il distanziamento, di indossare la mascherina; stop invece all’obbligo dei guanti che, secondo le Regioni, se utiizzati in modo errato “possono rappresentare un rischio aggiuntivo”; continuerà l’obbligo di sanificazione dei locali, così come quelli di misurare la temperatura e di mettere a disposizione dispenser di disinfettante per le mani in uffici e negozi; nei locali pubblici bisognerà lasciare le proprie generalità; resterà in vigore il divieto di assembramento e proseguiranno i controlli nei luoghi della movida e sulle spiagge, mentre sulle sagre, sulle fiere di paese e sulle feste estive si preannunciano controlli più stringenti. A proposito di movida, dovrebbe slittare la riapertura delle discoteche al chiuso (anche se le Regioni potrebbero concedere deroghe assumendosene la responsabilità).

Probabilmente a motivare quest’ultima ipotesi c’è il crescente allarme-Covid fra i giovani. L’età media dei positivi al coronavirus si sta infatti abbassando: nell’ultimo mese i ragazzi under 18 infetti sono quintuplicati, passando dal 2% al 9,43% dei nuovi casi. Quasi uno su dieci.

A lanciare l’allarme è il direttore sanitario dello “Spallanzani” di Roma, il dottor Francesco Vaia, che ha dichiarato a Il Messaggero che «l’abbassamento dell’età nei nuovi positivi è evidente. Da un lato ci preserva da un incremento di casi gravi, dall’altro deve essere un campanello per invitare tutti a maggiore prudenza». Negli ultimi 30 giorni, l’età media degli infetti è stimata intorno ai 47 anni. Un dato fortemente in calo rispetto alla media di 61 anni registrata all’inizio della pandemia.

«Ai giovani dobbiamo chiedere maggiore prudenza, perché per loro le conseguenze sono meno gravi – ha aggiunto Vaia – ma se il virus continua a circolare rischia di raggiungere le persone più fragili. Il tasso di mortalità tra i giovani è molto basso: fino al 30 giugno sono decedute soltanto venti persone al di sotto dei 30 anni. A destare maggior preoccupazione infatti è la fascia di popolazione tra gli 80 e i 90 anni, dove la letalità arriva oltre il 40%».

L’impressione è che a far abbassare l’età media degli infetti sia stato il “via libera” a tavolini all’aperto e piazze piene, con relativi assembramenti. «Dovremo fare attenzione ai mesi invernali, quando torneremo nei locali chiusi» è l’avvertimento di Vaia.

Proprio per questo il Governo proverà a correre ai ripari varando nuove misure per evitare un rischiosissimo “liberi tutti”. Una situazione, quella della movida, che effettivamente appare paradossale rispetto a ciò che succede negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie, nei centri commerciali e nei negozi dove mascherine e distanziamento sociale restano obbligatori.