Angela Maria Pirozzi ringrazia gli elettori del Nord e Centro America

di Redazione del March 7, 2018
È un sentimento di profonda gratitudine quello che ho provato nelle ultime ore durante lo spoglio elettorale, ed è un sentimento che si consolida sempre più in me.
Una profonda gratitudine nei confronti dell’elettorato italiano in Nord America che, nelle ultime settimane, con la scheda elettorale tra le mani, ha deciso di premiare la competenza di una donna che, prima ancora di essere un politico, è una professionista, una moglie e una mamma.
Ha deciso di premiare, cioè, la voglia di riscatto di una comunità, quella italiana, che è stata protagonista di una delle più grandi diaspore della storia.
È un sentimento di gratitudine, il mio, verso le migliaia di persone che, io e mio marito Antonio, abbiamo avuto la fortuna di incontrare nelle poche settimane di campagna elettorale che hanno preceduto il voto.
Ho ancora i loro visi impressi nei miei occhi e il loro ricordo indelebile nel mio cuore.
Quelle stesse persone che con il loro voto mi hanno permesso di essere la candidata al Senato più suffragata tra i candidati residenti in Nord America; avrei voluto e potuto vincere ma, purtroppo, la stortura creata dall’emendamento di Maurizio Lupi alla legge elettorale estera, ha portato alla elezione di una candidata residente in Italia.
Affrontare la mia campagna elettorale con il dolore della perdita del mio amato papà Enzo, scomparso circa un mese fa, è stato davvero duro per me; sapevo che non sarebbe stato facile, ma avevo deciso di dedicare a lui il mio risultato.
E, la mia gente, la mia comunità, stringendo le mie mani, guardandomi negli occhi e offrendomi tutto il proprio supporto e conforto, ha saputo darmi la carica di cui avevo bisogno per offrirmi al loro consenso.
Grande, straordinaria e meravigliosa questa comunità italiana: stare tra loro, ascoltare le loro storie meravigliose e sentirmi amata, mi ripaga di ogni sforzo elettorale.
Potrei ripartire anche oggi stesso per una nuova campagna elettorale che mi portasse a incontrare tutte le persone che ho conosciuto in queste ultime quattro settimane!
Vorrei ringraziare ognuno di loro singolarmente, così come vorrei ringraziare, con un abbraccio ideale chi ha fatto parte del mio team elettorale e che insieme a me e ad Antonio, spesso, la notte non ha dormito o ha saltato i pasti, in nome di un ideale di libertà e di uguaglianza. Non lo dimenticherò, mai!
 
Angela Maria Pirozzi Giannetti
 
 

 

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Alberto Milan 
(image credits - google images - From the web - www.nataliemaclean.com)
 
 
Egr. On.Joe Volpe,
Ho letto la lettera che l'avvocato Galati ha scritto al Corriere Canadese e Condivido al 100% che mai parola più appropriata sia stata usata per descrivere l’attuale Presidente degli Stati Uniti d' America: "Cafone".
Oggi, grazie ad una lingua, la nostra, che continua ad impreziosirsi nel tempo e' I' epiteto che si affibbia ad una persona maleducata, altezzosa, imprudente e culturalmente povera.
E' l'avvocato Galati che deve scusarsi prima di tutto con gli italiani del sud indirettamente gratificandoli di essere una massa di zoticoni e poi con i "cosidetti italiani del nord".
Nicola aiutami tu. Alcuni secoli fa, Napoli era la città più popolosa d’Italia ed era una prassi comune che gente del circondario si recasse in Città a far spesa. Famiglie con numerosa prole circolando a Napoli attaccati ad una fune evitando di smarrirsi nella ressa. "Chilli co' a fune" così chiamati dai Napoletani cittadini, non necessariamente in tono dispregiativo.
Da qui nasce la parola cafone che nulla toglie a chi ha origini contadine. E sempre in omaggio alla lingua che parliamo, non mi stupirei che in men che non si dica quando vogliasi etichettare qualcuno arrogante, screanzato e culturalmente avaro, la parola cafone venga sostituita con ii suo superlativo "Trump!!!" 
 
 
Nota dell’editore. Molto interessante il riferimento alla fune. Ricorda una prassi che addirittura è in uso da noi a Toronto, con gli alunni delle scolaresche elementari spesso attaccati a delle corde quando vanno in gita a downtown...
 
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