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Vini Zenato, eccellenza che nasce da umiltà, impegno, scienza e arte

Vini Zenato, eccellenza che nasce da umiltà, impegno, scienza e arte

Toronto – Al Corriere riceviamo molti inviti per presenziare a eventi o coprire presentazioni di vini. Molte di queste arrivano da agenzie e/o distributori che sono giustamente interessati a rendere nota la presenza dei loro prodotti al pubblico.
Alcuni di questi sono organizzati attraverso una agenzia governativa italiana. Probabilmente avete partecipato ad alcuni di questi eventi. Hanno il loro valore. È sempre stimolante imparare a conoscere nuovi prodotti. Sebbene, dopo un po’…
Franco Misuraca ha insistito che questo invito, da parte di Cipelli Wines, il promotore e distributore della linea di prodotti della Zenato Wineries (dalla Tenuta S. Cristina a San Benedetto di Lugana, vicino al Lago di Garda) sarebbe stato differente. Aveva ragione.

Primo, cosa molto importante, era il vino il vero protagonista della serata, nonostante l’opulenza del locale. Similarmente, la cena era stata preparata apposta per stimolare ed eccitare il palato proprio in funzione dell’abbinamento con il vino giusto.
Il cibo serviva proprio a togliere gentilmente il sapore del vino precedente e preparare le papille gustative al successivo – e non aveva alcuna pretesa di distrarre dal vino stesso. E non lo ha fatto.
Secondo, riguarda “l’esperienza con il vino”. Sin dall’arrivo, agli ospiti veniva servita la giusta quantità di vino come introduzione – i vini offerti secondo una graduatoria di carattere predefinita (la qualità per categoria era francamente impeccabile). I bicchieri non venivano riempiti di nuovo; invece, veniva presentato il nuovo vino.
Quando ci siamo seduti per iniziare la porzione di accompagnamento della cena, avevamo già gustato con piacere la LUGANA SAN BENEDETTO DOC e la LUGANA BRUT, questa generata esclusivamente dall’uva del Trebbiano di Lugana.
Potete immaginare che l’organizzazione e la gestione dell’evento non erano state lasciate al caso. I servitori dei circa 70-80 ospiti presenti dovevano essere stati selezionati per la loro abilità di ricordare chi aveva già bevuto cosa e in quale quantità.
Il Maestro Cerimoniere, Vincenzo Sposito, è stato discreto ma allo stesso tempo tempestivo nelle sue spiegazioni e introduzioni. Il capo chef, Chistopher Thompson (nonostante il suo nome, un italiano con origini nell’area del Lago di Garda) ha preparato proprio il giusto quantitativo, la giusta varietà e la giusta consistenza delle pietanze per esaltare il vino che sarebbe stato versato.
Siamo stati accompagnati verso il primo piatto con la S. CRISTINA CHARDONNY GARDA DOC, seguito dalla LUGANA RISERVA DOC Sergio Selection per deliziare i nostri sensi.
Ma la vere stelle dell’evento per me sono stati i vini rossi: ALANERA ROSSO VERONESE IGT, the VALPOLICELLA SUPERIORE DOC “RIPASSA” (servito con la seconda pietanza), il SANONINA MERLOT IGT e l’AMARONE (della Valpolicella) CLASSICO DOC durante il terzo piatto e chiudendo il dessert con l’AMARONE RISERVA DOCG Sergio Selection.
Erano come purosangue specificamente addestrati per deliziare.
Sono arrivati, come uno può immaginare, con il loro direttore/produttore/manager/vinicoltore, Alberto Zenato.
Ha spiegato con minuzia nei dettagli, per quelli interessati, la biologia, le interazioni ambientali e chimiche e gli adattamenti tecnologici da vino a vino per ogni singolo prodotto finito.
Zenato, un piacevole e premuroso individuo che trasudava la personalità di uno la cui attenzione e fermezza nella sua attività era diretta ad assicurare che le sue creazioni avrebbero superato le attese.
Un insegnante, un narratore, traboccava di orgoglio come se stesse per dire: ecco perché “questi vini sono re”.
Come Franco, anche lui aveva ragione.

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