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Niagara: il gioiello turistico dell’Ontario pronto a riaprire

Niagara: il gioiello turistico dell’Ontario pronto a riaprire

Niagara: il gioiello turistico dell’Ontario pronto a riaprire

TORONTO – Il turismo canadese ha preso una batosta, a causa della pandemia di Covid-19. Indifesi, i vari governi, federale e provinciale, hanno stabilito delle misure costringendo la gente di “stare a casa”. Hanno allo stesso tempo ordinato la chiusura temporanea di tutte le imprese non essenziali. Questi sono stati gli approcci per isolare il virus e mitigare gli impatti negativi del Covid-19.

Forse più di ogni altra industria, per generare commercio, il turismo si basa sulla libera circolazione del popolo. Quale posto migliore del comune di Niagara Falls per iniziare a capire le sfide da superare verso la normalizzazione?

Il Corriere Canadese è stato lieto di condurre un’intervista esclusiva con il sindaco di Niagara Falls, Jim Diodati, per discutere di come le misure federali/provinciali hanno un impatto sul turismo della regione e quali passi stanno prendendo i comuni di Niagara per attirare i turisti.

Con i comuni provinciali del Niagara essenzialmente chiusi da marzo, il settore turistico deve essere precipitato. Che tipo di aiuto chiedete al governo per recuperare le perdite economiche degli ultimi tre mesi?
“Non per colpa nostra, siamo stati “chiusi”, e capiamo perché. Ma, con i confini bloccati e nessuna delle attrazioni aperte, l’opportunità di ottenere introiti è stata ridotta al nulla. Inoltre, anche se le attrazioni/ristoranti/casinò sono rimasti “chiusi”, quelle aziende hanno ancora regolari costi fissi e operativi necessari per tenerli “pronti alla ripartenza”, anche se non sono aperti al pubblico. Quindi, abbiamo fatto una richiesta di 94 milioni di dollari al governo [federale] per aiutare a recuperare quei costi operativi subiti negli ultimi tre mesi. La nostra preoccupazione, in questo preciso momento, è che questi costi non sono ancora stati affrontati”.

Altre industrie e località hanno sofferto. Alcuni potrebbero chiedersi cosa rende la vostra città e la vostra regione più meritevoli di attenzione dal governo. Tutti vogliono sopravvivere.
“Vero. Considerate questo: Le Cascate del Niagara è la destinazione preferita #1 in tutto il Canada. Mentre, sul piano nazionale, il turismo vale circa il 10% della nostra economia, qui in Niagara è molto più importante (il turismo del Niagara rappresenta il 14% dell’economia locale). Il motivo numero uno che spinge i turisti verso il nostro territorio è soprattutto motivato dal desiderio di vedere le cascate. Questo territorio, Niagara Falls – la regione e la città – offre un “buffet di svago e di divertimento” eccezionale. Purtroppo, in questo momento, non c’è “niente sul buffet”. È tutto chiuso. S’immagini, il nostro territorio attira 14 milioni di persone all’anno. Dei 40.000 posti di lavoro creati dall’industria, il 98% di questi dipendenti è stato licenziato (temporaneamente, si spera). Il casinò, da solo, impiega 4.500 persone. Anche se gli alberghi sono considerati un servizio essenziale dalla Provincia e rimangono aperti, tutte le altre attrazioni e ristoranti hanno chiuso. Non ci sono visitatori”.

Il Governo regionale ha appena annunciato che lo “Stato di emergenza” sarà esteso sino alla fine di giugno. Che tipo di impatto prevede le sul turismo nella regione?
“Sarà duro. Il nostro periodo più importante dell’anno sono i “100 giorni d’estate” – quei mesi tra il primo giugno e la Festa del Lavoro (Labour Day). È essenziale per la sopravvivenza del turismo e di tutti i suoi imprenditori per aiutarli ad andare avanti durante l’inverno. Se questi “100 giorni” vengono diminuiti, si pone un problema molto più grande da affrontare. Vogliamo fare tutto il possibile per aiutare a sostenere queste imprese”.

Che cosa sta facendo Niagara per aiutare i comuni che ne rappresentano le sue componenti?
“La prima fonte di entrate nei comuni è l’imposta sugli immobili. Tutti i comuni hanno differito il pagamento dell’imposta sugli immobili, degli interessi e delle sanzioni fino alla fine di giugno. Lo stesso vale per le aziende commerciali risultate “chiuse”. Abbiamo offerto loro lo stesso periodo di pausa nel pagamento delle tasse; tuttavia, quel denaro deve venire da qualche parte. I comuni sono considerati un servizio essenziale, quindi dobbiamo sempre svolgere gli obblighi verso la cittadinanza e pagare le nostre bollette. Quando l’industria del turismo non può pagare le sue bollette, c’è un effetto “trickle-down”. Inoltre, per legge, nessuna amministrazione comunale è autorizzata ad incorrere in un deficit di bilancio. Tutti i comuni saranno costretti a rimanere al verde a meno che qualcosa non cambi. Per questo chiediamo assistenza dai governi provinciali e federali per aiutarci a continuare a svolgere gli affari”.

Il governo federale ha stanziato 4,5 milioni di dollari destinati per il marketing nella sua regione per contribuire al ritorno ad una “nuova normalità”. Saranno sufficienti? Come intendete utilizzare questi fondi per invogliare i canadesi a tornare nella Regione?
“Abbiamo già pronta una campagna di “riapertura”, di recupero completo. Con parte di questi fondi saremo in grado di lanciare la nostra campagna strategica di promozione di Niagara Falls come luogo sicuro e sano in cui soggiornare e giocare. Una volta che il Governo darà il via libera alla ‘fase due’ della riapertura, Niagara sarà assolutamente pronta con protocolli completi da implementare. I turisti potranno essere garantiti di venire a visitarci in modo sicuro. Anche i dipendenti del settore saranno in grado di andare al lavoro ed essere al sicuro”.

Il confine tra Canada e gli Stati Uniti rimane chiuso ai trasferimenti non essenziali. E, se dovesse rimanere chiusa per ancora molto tempo questa frontiera tra i nostri Paesi, cosa potrebbe accadere?
“I turisti provenienti dagli Stati Uniti e dall’estero rappresentano il 33% delle persone che vengono a Niagara. Con la chiusura della frontiera, sappiamo di perderli quasi tutti. Però non vogliamo precipitarci nell’aprire il confine. Comprendiamo la situazione e vogliamo che il confine si riapra al momento giusto per tutti noi. Per esempio, oggi il New York State (NYS) è l’epicentro delle in fezioni da Covid-19 negli Stati Uniti. Il fatto che confiniamo con il NYS, una giurisdizione con dieci volte il tasso di infezione dell’Ontario, è una preoccupazione per Niagara (in realtà, il 75% dei casi di Covid-19 nel NYS rimane attivo). NYS ha circa 19,5 milioni di abitanti, l’Ontario ne fa 14,5 milioni (la regione di Niagara ne ha meno di mezzo milione). Non vediamo l’ora di accogliere i nostri amici e familiari americani, e auguriamo solo un miglioramento di salute prima, poi li ospiteremo a braccia aperte. Lo considero come “dolore a breve termine per un guadagno a lungo termine”. Sappiamo che questo ci mette in una situazione difficile, ma crediamo che applicando le risorse a disposizione nelle misure e con le quantità appropriate, investendo nei settori dove renderanno di più, sopravviveremo a questa sfida”.

Una volta che la Regione dà il “go forward” nella fase due, quali misure prenderà Niagara per creare un ambiente sicuro per gli ospiti “pronti a ritornare”?
“Niagara si sta preparando ora con misure proattive in vista della fase due della “riapertura”. Stiamo installando sipari di plexiglass, mettendo a disposizione per il pubblico mascherine e guanti, un inventario di gel igienizzanti e spray antimicrobici. Per affrontare le distanze fisiche, abbiamo delimitazioni sul terreno in modo che le persone possano monitorare e prestare attenzione alla spaziatura verso loro stessi facilmente. Stiamo lavorando con il settore innovativo di Niagara per l’utilizzo di nuove tecnologie in merito alla salute. Stiamo già utilizzando un’azienda con sede a Niagara che produce attrezzature igienicizzanti, che abbiamo già installato e stiamo testando in alcune delle nostre attrazioni. Utilizza una combinazione di gas di perossido di idrogeno e luce ultravioletta UV per uccidere germi e batteri, o virus come il Covid-19. Abbiamo anche commissionato visori facciali e mascherine cosiddette “di tranquillità” che saranno prontamente disponibili presso le nostre attrazioni. C’è tutta una lista di cose che abbiamo in corso, di modo che saremo pronti ad accogliere i nostri ospiti in modo sicuro. Vogliamo mantenere i nostri ospiti in visita, e i dipendenti che servono i nostri ospiti, protetti l’uno dall’altro. Se non vi dispiace, vorrei fare un po’ di autopromozione: nel recente numero di una rivista dedicata ai viaggi internazionali – The Discoverer- Niagara Falls si è classificata tra le dieci città più sicure del mondo (le Cascate del Niagara classificate al nono posto, mentre nessun’ altra città canadese è stata menzionata). Vogliamo mantenere questa classifica, non solo per quanto riguarda la sicurezza personale, ma per la sicurezza da germi e da virus”.