CorrCan Media Group

Fusione FCA-PSA, l’influenza sul mercato nordamericano

Fusione FCA-PSA, l’influenza sul mercato nordamericano

TORONTO – Il Corriere Canadese ha chiesto a Flavio Volpe (nella foto), presidente dell’APMA – l’associazione dei produttori di componenti automobilistici in Canada – che influenza possa esercitare la fusione tra FCA e PSA sul mercato nordamericano.

Secondo lei cosa rappresenta questa fusione?
“La fusione darà vita alla quarta casa automobilistica più grande del mondo e darà a PSA un’opportunità per tornare sul mercato nordamericano con un prodotto competitivo, dando a FCA nuove piattaforme per svecchiare il prodotto realizzato in Nord America”.

Diverse case automobilistiche vivono un periodo di crisi…
“Questa fusione è frutto della visione di Sergio Martinez per creare forza attraverso il consolidamento. Ogni casa automobilistica si trova ad affrontare costi di capitale sempre più elevati, per la creazione di nuove tecnologie ed a causa di turbative commerciali e normative sui principali mercati. Una rete internazionale di produzione e distribuzione aiuta un’azienda automobilistica a distribuire tali rischi”.

Quale l’impatto per i produttori di componenti automobilistici in Canada?
“Nuove piattaforme potenzialmente fornite da PSA, per i prodotti Chrysler realizzati a Brampton e Windsor, significano un futuro potenzialmente più sicuro per i fornitori canadesi di ricambi automobilistici”.

Qual è al momento lo status del settore che lei rappresenta?
“L’industria automobilistica canadese è leader mondiale nella produttività e nel progresso tecnologico. Dipende fortemente dal fatto che le case automobilistiche si impegnano a produrre automobili in Canada e le sue fortune aumentano e diminuiscono a seconda degli impegni delle case automobilistiche”.

Qual è il suo punto di vista sulla politica dell’amministrazione Trump per il settore automobilistico?
“L’amministrazione Trump si occupa solo della sua sopravvivenza e rielezione per il 2020. Il settore automobilistico è un attore secondario nel suo cinico gioco di vanità. La sua posizione è stata spesso antitetica alla dinamica della crescita degli investimenti automobilistici. Se c’è stato qualche vantaggio, è stato del tutto accidentale”.

More in Interviste