Voto all’estero, prepariamoci alla nuova bufera

di Francesco Veronesi del February 23, 2018
TORONTO - Allacciamoci le cinture e prepariamoci alla nuova bufera sul voto degli italiani all’estero. A scatenarla i dubbi che stanno emergendo nelle ultime ore sulla lista Free Flights to Italy e sul suo fondatore, tale Giuseppe (Joe) Macario. A lanciare l’allarme è stata la giornalista e blogger italiana Selvaggia Lucarelli che su Rolling Stones cerca di scoprire la reale identità del fondatore della lista, che nel Nord America presenta due candidati: lo stesso Macario, 36 anni e la madre Bettina Anna Maria Borrelli, pensionata di 71 anni. E qui siamo di fronte al primo rompicapo, perché cercare di capire chi sia veramente - dove viva e quale lavoro faccia - risulta estremamente complicato. Il Corriere Canadese, nella copertura della campagna elettorale in vista del voto, aveva contattato lo stesso Macario lo scorso 5 febbraio, chiedendogli direttamente delle informazioni sul suo conto e sulla seconda candidata. Macario ci aveva risposto testualmente: “36 anni, docente universitario a contratto in California; titolare di un’impresa nel settore informatico ed educativo, più precisamente nella realtà virtuale, realtà aumentata e mondi virtuali 3D, con uffici a Panamá (sede principale), Los Angeles, San Francisco, New York, Winnipeg (Manitoba); autore di due libri sullo stesso tema, di cui uno conservato nella Biblioteca del Congresso (Library of Congress) di Washington https://www.loc.gov”. In seguito abbiamo provato a verificare le informazioni fornite, senza ricevere alcuna conferma.
La vicenda ieri è stata ripresa anche da Repubblica, dove si sottolinea come, secondo numerose fonti, Macario non viva negli Stati Uniti come comunicato in precedenza, ma a Roma, con la madre. Ed emergono particolari inquietanti su una fitta rete di siti internet riconducibili a lui che non promettono nulla di buono.
Dubbi emergono anche sulle procedure di autenticazione della firma all’atto di deposito del simbolo: nel documento, reperibile nel sito del Viminale, appare la firma di un notaio - Luigi D’Alessandro - che sostiene ora di non aver autenticato la firma di Macario. E altri pesantissimi dubbi come ha rimarcato il direttore di ItaliachiamaItalia Ricky Filosa, stanno emergendo sulla reale presenza delle 500 firme necessarie per potersi candidare nella circoscrizione estero. Il problema è che moltissimi dei nostri connazionali nella nostra circoscrizione hanno già votato. E c’è chi ipotizza, tra i vari scenari possibili, anche il rischio annullamento delle schede in questione. In ogni caso prepariamoci, perché la bufera sta arrivando.

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TORONTO - In democrazia otteniamo la rappresentanza che ci meritiamo. Questa sera il Toronto Catholic District School Board (TCDSB) sceglerà una nuova presidenza.
Per chi non avesse seguito le vicende del partenariato in una join-venture tra il TCDSB e la Villa Charities Inc. (VCI), queste riflessioni potrebbero costituire una lezione illustrativa sui concetti di responsabilità, trasparenza e quindi definire una dichiarazione di intenti (scopi e obiettivi).
Lo scopo di Villa Charities -inizialmente conosciuta come Italian Canadian Benevolent Corporation, un’organizzazione comunitaria senza scopo di lucro- era quello di provvedere servizi culturali e sociali, su richiesta degli italo canadesi residenti nella GTA, e quello di promuovere e agire per i loro interessi nel più ampio contesto canadese. 
Non è ancora chiaro come Villa Charities e il suo “braccio di espansione” la VCI, si siano trasformate in una società privata con il proposito principale di costruire palazzi condominiali per anziani. 
Ed è anche opinabile come le entrate, provenienti da beni dei quali si sono appropriati e che intendono “migliorare”, saranno distribuite in base alla dichiarazione di intenti stabilita alla fondazione dell’ente. Il valore netto dei suoi beni immobili è tutt’altro che insignificante. 
Nel 2015 l’ammontare notificato era di 57 milioni e 672,463 dollari. Per lo stesso anno sono stati dichiarat entrate pari a 8 milioni e 880,347 dollari, dei quali 1,595,422 pervenuti da un’altra “organizzazione di beneficenza registrata” (forse Villa Charities Foundation?) 2 milioni e 20,708 dollari sono stati spesi in stipendi e compensi.

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