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Voto all’estero, prepariamoci alla nuova bufera

Voto all’estero, prepariamoci alla nuova bufera

TORONTO – Allacciamoci le cinture e prepariamoci alla nuova bufera sul voto degli italiani all’estero. A scatenarla i dubbi che stanno emergendo nelle ultime ore sulla lista Free Flights to Italy e sul suo fondatore, tale Giuseppe (Joe) Macario. A lanciare l’allarme è stata la giornalista e blogger italiana Selvaggia Lucarelli che su Rolling Stones cerca di scoprire la reale identità del fondatore della lista, che nel Nord America presenta due candidati: lo stesso Macario, 36 anni e la madre Bettina Anna Maria Borrelli, pensionata di 71 anni. E qui siamo di fronte al primo rompicapo, perché cercare di capire chi sia veramente – dove viva e quale lavoro faccia – risulta estremamente complicato. Il Corriere Canadese, nella copertura della campagna elettorale in vista del voto, aveva contattato lo stesso Macario lo scorso 5 febbraio, chiedendogli direttamente delle informazioni sul suo conto e sulla seconda candidata. Macario ci aveva risposto testualmente: “36 anni, docente universitario a contratto in California; titolare di un’impresa nel settore informatico ed educativo, più precisamente nella realtà virtuale, realtà aumentata e mondi virtuali 3D, con uffici a Panamá (sede principale), Los Angeles, San Francisco, New York, Winnipeg (Manitoba); autore di due libri sullo stesso tema, di cui uno conservato nella Biblioteca del Congresso (Library of Congress) di Washington https://www.loc.gov”. In seguito abbiamo provato a verificare le informazioni fornite, senza ricevere alcuna conferma.
La vicenda ieri è stata ripresa anche da Repubblica, dove si sottolinea come, secondo numerose fonti, Macario non viva negli Stati Uniti come comunicato in precedenza, ma a Roma, con la madre. Ed emergono particolari inquietanti su una fitta rete di siti internet riconducibili a lui che non promettono nulla di buono.
Dubbi emergono anche sulle procedure di autenticazione della firma all’atto di deposito del simbolo: nel documento, reperibile nel sito del Viminale, appare la firma di un notaio – Luigi D’Alessandro – che sostiene ora di non aver autenticato la firma di Macario. E altri pesantissimi dubbi come ha rimarcato il direttore di ItaliachiamaItalia Ricky Filosa, stanno emergendo sulla reale presenza delle 500 firme necessarie per potersi candidare nella circoscrizione estero. Il problema è che moltissimi dei nostri connazionali nella nostra circoscrizione hanno già votato. E c’è chi ipotizza, tra i vari scenari possibili, anche il rischio annullamento delle schede in questione. In ogni caso prepariamoci, perché la bufera sta arrivando.