Una chiave per aprire
la porta dei ricordi

di corriere canadese del 16 June 2022

Proseguiamo la pubblicazione degli articoli dedicati all’immigrazione italiana in Canada, che prendono spunto dalla storia degli oggetti che gli emigrati hanno portato con sé nel viaggio dal Belpaese alla nuova terra. L’iniziativa rientra nel progetto “Narrarsi altrove, viaggio tra i cimeli e i luoghi dell’anima” della poetessa Anna Ciardullo Villapiana e della docente Stella Paola, con la collaborazione di Gabriel Niccoli, professore emerito dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’Italian-Canadian Archives Project (ICAP), network nazionale sotto i cui auspici opera il suddetto studio poetico.

WATERLOO - La chiave (nella foto sopra) appartiene ad Elena Cerilli, risale a più di cento anni fa. Apriva la porta dell’umile casetta materna, le è stata consegnata da suo zio Roberto nel 2003, quando andò in Italia, in visita, a riscoprire i luoghi della sua infanzia e delle sue radici.

Mafalda, la mamma di Elena, viveva in quella casa con altre undici persone, a Quattro Strade, piccolo paese in provincia di Frosinone.

Dalle foto che ci ha mostrato Elena, durante l’intervista, si vede una gradinata ripida, tipica delle costruzioni dei centri storici dei piccoli paesini italiani, che termina con una porta di legno. Il giorno del matrimonio dei genitori di Elena i gradini erano occupati da ospiti eleganti, in posa (nella foto sotto, cliccare per ingrandirla).

In una foto più recente (sotto), invece, c’è il verde dell’erba cresciuta tra un gradino e l’altro, il muro è dissestato e la porta chiusa di un colore blu acceso, simile alle porte di un capolavoro del cinema d'animazione, Monsters & Co, porte che mettevano in contatto due mondi col rischio di contaminazione reciproca. In questo caso i due mondi comunicanti vengono aperti proprio da quella chiave che restituisce al passato le stanze della memoria e ne conserva le immagini raccolte lungo il cammino, una chiave che ruota al contrario nella mente di Elena, uno scatto dopo l’altro.

Nei ricordi di Elena la chiave apriva l’uscio di un ambiente spazioso con un grande camino al centro della stanza. Dalla finestra si scorgeva un pozzo che non ha più acqua ma sui cui argini un tempo Mafalda si sedeva a pettinare i suoi lunghi capelli, “il pozzo d’amore” ritrovato da Rocco, che, come Ungaretti, nel suo cammino a ritroso nella memoria, vede Mafalda approdare “come una colomba fra l’aria del meriggio”, cogliendo per lei “arance e gelsumini”. Erano i frutti del suo amore, che le avrebbe offerto per una vita intera.

Rocco, il padre di Elena, era emigrato in Canada nei primi anni ‘50 ed era rimasto a lavorare in una miniera a Sudbury. Nel 1957 fece ritorno in Italia e conobbe Mafalda Schietroma, appena quindici giorni dopo l’incontro i due giovani si sposarono e partirono.

Rocco rimase a lavorare, per trentacinque anni, alla Inco, miniera canadese nota per la sua produzione di nichel e per le sue significative quote di mercato nel rame, nei metalli preziosi e nel cobalto. Nonostante le attività della miniera abbiano avuto un forte impatto ambientale nel dopoguerra per le emissioni di anidride solforosa causando piogge acide e, negli anni successivi, l’elevata esposizione della popolazione locale al piombo, all'arsenico e al nichel aerodisperso, Rocco morì all'età di ottantadue anni, dopo una vita di sacrifici ma sempre conservando un gran senso dell’umorismo e coltivando le sue passioni, dalla caccia alla pesca, al giardinaggio.

Elena (nella foto sopra) è orgogliosa delle sue radici italiane, ricorda con piacere i suoi viaggi in Italia da bambina e le estati trascorse nella casa materna affollata, dietro quella porta blu. Conserva una foto di sua madre seduta sul pozzo e una del matrimonio dei suoi genitori con alle spalle proprio quella porta blu la cui chiave sembrerebbe aprire e sanguificare scorci di vita che restituiscono sacralità al passato.

Anna Ciardullo Villapiana

Ed ecco la poesia di Anna Ciardullo Villapiana, ispirata dalla storia di Elena Cerilli e della sua famiglia.

Ruota al contrario
la chiave dei ricordi
uno scatto
e salgo le scale.
Ti vedo mentre pettini i capelli
al pozzo.
Sento i tuoi respiri pesanti scagliarsi sulle pietre
nel buio di una miniera di terre lontane.
Un altro scatto
e l’abito di nozze striscia sui gradini.
Sento l’odore e il suono del mare
che cullava i passi incerti sulla nave.
Mare
dove tornai bambina
ad aprire quella porta
e a scaldarmi al fuoco del camino.
La chiave gira, gira, gira nella mente
non apre porte
ma tesse fili di seta
che vestono il passato di amore e di sacralità.

Anna, Stella e Gabriel: tre prof alla ricerca delle radici italiane

TORONTO - Le professoresse Anna Ciardullo Villapiana e Stella Gualtieri Paola stanno lavorando con entusiasmo e passione al progetto fra storia, cultura e poesia che si propone di raccontare, in modo nuovo, le tante vicende che hanno avuto come protagonisti, spesso silenziosi e sconosciuti, i tantissimi connazionali arrivati in Canada dal Belpaese.

Vicende che le due insegnanti conoscono bene, essendo entrambe di origine italiana e residenti in Canada.

Stella, la cui famiglia proviene da Figline Vegliaturo, in provincia di Cosenza, Calabria, è nata in Sault Ste. Marie, Ontario, e vive con suo marito a Waterloo. Insegna alla Resurrection Catholic Secondary School e per lei l'insegnamento è molto più che lavoro. È una vocazione profonda. Si impegna tantissimo ad aiutare gli studenti a scoprire se stessi attraverso qualsiasi curriculum - religione o lingue. Nella scoperta della sua Italianità, Stella si è dedicata allo studio della diaspora proprio come la sua collega e poetessa Anna Ciardullo Villapiana.

Anna, nata a Cosenza dove ha vissuto per circa trent’anni, nel 2003 si è trasferita in Canada dove, sposata, con due figli, ha iniziato la carriera di insegnante di Italiano e di interprete e dove ha potuto coltivare una passione che la accompagna fin dall'adolescenza: quella per la poesia. Qui, infatti, Villapiana ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Percorsi Interiori” nel 2007, seguita nel 2015 da “Frammenti di Luce” e nel 2018 da “Al di là del mare, Dialoghi DiVersi”. Stimata socia dell’AICW (Association of Italian Canadian Writers) ha partecipato a molte iniziative e svariate conferenze per la conservazione della lingua e tradizione italiane nella realtà canadese notoriamente multiculturale. È inoltre co-chair della Waterloo Chapter Committee dell’Italian Canadian Archives Project (ICAP), una rete di beneficenza fondata per connettere e coinvolgere comunità, gruppi locali, individui, esperti e istituzioni pertinenti-come archive e musei- in tutto il Canada al fine di preservare e rendere accessibile il patrimonio italocanadese.

E proprio questo suo percorso nell'Italianità l'ha portata a elaborare, insieme a Stella, con la collaborazione del professor Gabriel Niccoli dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’ICAP, il progetto in questione che, come si era detto in precedenza, trova adesso spazio nelle pagine del Corriere Canadese: ogni settimana, dunque, il nostro giornale racconta storie di immigrazione dall'Italia, partendo da un oggetto caro a chi è partito, per scelta o necessità, spesso lasciando "pezzi" di cuore nel Belpaese ma a volte portandosene qualcuno con sé.

Da queste storie, Villapiana si è lasciata ispirare per comporre poesie, sia in Italiano che in Inglese, intense ed emozionanti, che pubblicheremo insieme ai racconti degli emigrati.

Qui sotto, il trailer del progetto, realizzato con poesie di Anna Ciardullo Villapiana, letture di Gianluca Lalli e Stella Paola e musiche di Francesco DeGregori, Gianluca Lalli e Juneyt.

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