Una cartolina, poche righe
e tanto amore

di corriere canadese del August 4, 2022

Proseguiamo la pubblicazione degli articoli dedicati all’immigrazione italiana in Canada, che prendono spunto dalla storia degli oggetti che gli emigrati hanno portato con sé nel viaggio dal Belpaese alla nuova terra. L’iniziativa rientra nel progetto “Narrarsi altrove, viaggio tra i cimeli e i luoghi dell’anima” della poetessa Anna Ciardullo Villapiana e della docente Stella Paola, con la collaborazione di Gabriel Niccoli, professore emerito dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’Italian-Canadian Archives Project (ICAP), network nazionale sotto i cui auspici opera il suddetto studio poetico.

WATERLOO - La cartolina che Battista Congi conserva nella sua casa di Waterloo è stata scritta il 24 Dicembre 1940 da suo padre, Giovanni, in Libia. Catturato in Egitto dall’esercito inglese rimase prigioniero di guerra in Inghilterra fino al 1946. Destinataria della cartolina era Serafina Biafora, seconda moglie di suo padre Antonio, che viveva a San Giovanni in Fiore, in provincia di Cosenza. Poche righe scritte nella calligrafia di suo padre Giovanni. Un Augurio di Capodanno, che con semplicità desiderava fare arrivare alla sua famiglia italiana come segno della sua presenza. Battista ricorda che suo nonno Antonio Congi era stato costretto a partire nel 1935 in Africa. Al ritorno sua moglie Anna Iaquinta morì, perché malata di cuore, lasciandolo da solo con 5 figli. Antonio si risposò con Serafina e vissero insieme alla madre di lui. Probabilmente la cartolina era stata scritta proprio per sua nonna.

Finita la guerra e il lutto per la famiglia Congi iniziò il periodo di emigrazione. Giovanni emigrò in Belgio negli anni cinquanta, lasciando sua moglie Saletta Biafora e i loro cinque figli in San Giovanni in Fiore. Fece ritorno nel suo paese verso la fine degli anni sessanta. Per pochi anni vide la sua famiglia unita, poi i figli, ad uno ad uno, negli anni settanta iniziarono ad emigrare in Canada, finché i genitori, rimasti soli, non decisero di andare in pensione e di seguire i propri figli. Battista si trasferì a Waterloo nel 1973, fece ritorno in Italia pochi anni dopo, conobbe e sposò Caterina Fati, che lo raggiunse alcuni mesi dopo il loro matrimonio.

Battista (nella foto), oltre al suo lavoro di carrozziere, si è sempre distinto per il suo interesse nel partecipare e organizzare eventi culturali nella comunità italiana di Kitchener-Waterloo. Battista ricorda molti aneddoti sulla guerra raccontati da suo padre, specie in tarda età. Ha ereditato questa cartolina, e la conserva gelosamente in ricordo dell'affetto che li univa. Giovanni scrisse poche righe con la penna che diventava ghiaccio tra le sue dita; l’inverno africano era mite, eppure i suoi giorni erano coperti dal grande freddo della guerra e dalla lontananza da casa. Trascorse il Natale in un accampamento di soldati, in un clima di guerra e sotto cieli bagnati da pioggia, e nuvole di sangue. Si accostò ad altari costruiti con materiali bellici rinvenuti a caso, raccolti tra i relitti delle aree circostanti. Il suo pensiero si diresse verso casa, i suoi sogni “come aquile” attraversarono le acque libiche e posarono il loro capo sulle mani rugose e amorevoli della nonna.

Giovanni non ebbe molto da dire, o forse avrebbe voluto raccontare tutto il suo dolore, il suono dei fucili e dei cannoni amplificati dai suoi pensieri in bianco e nero. Avrebbe voluto esprimere con le parole la paura, il pianto, l’orrore e il disappunto nel sentire l’odore del sangue entrare nelle narici e soldati marciare al suono di un ideale di nazionalismo non suo. Ma sua nonna era vecchia, e stanca, le sarebbe bastato vedere la sua scrittura e sapere che era vivo. A Giovanni bastava far sentire la sua presenza nella sua casa, nel suo borgo natio, anche se solo attraverso poche macchie d'inchiostro. In quel momento non c’erano bandiere, né confini, era proprio il suo cuore “il paese più straziato”.

Anna Ciardullo Villapiana

Ed ecco la poesia di Anna Ciardullo Villapiana, ispirata dalla storia di di Battista Congi e della sua famiglia.

Scrivo con la penna che diventa
ghiaccio tra le dita immobili
sul foglio di una terra straniera, lontana.
Balbetto un Augurio
che lascio scivolare come lacrima
e immagino che tra le tue mani rugose e inferme
di vecchia madre
ci sia il mio cuore a pulsare
la notte santa di Natale.
Sono prigioniero di memorie lasciate essiccare sul campo
come conchiglie incrostate alle loro ancore.
Le loro catene
legano i racconti di chi è partito, di chi ha aspettato,
di chi è soldato.
Navigano
si intrecciano alle onde come i morti alle vite,
come i luoghi ai riflessi.
Sono cartoline scritte nelle grigie cappelle
che costruimmo nelle nostre tende
su altari di lacrime e calici di sangue.

Anna, Stella e Gabriel: tre prof alla ricerca delle radici italiane

TORONTO - Le professoresse Anna Ciardullo Villapiana e Stella Gualtieri Paola stanno lavorando con entusiasmo e passione al progetto fra storia, cultura e poesia che si propone di raccontare, in modo nuovo, le tante vicende che hanno avuto come protagonisti, spesso silenziosi e sconosciuti, i tantissimi connazionali arrivati in Canada dal Belpaese.

Vicende che le due insegnanti conoscono bene, essendo entrambe di origine italiana e residenti in Canada.

Stella, la cui famiglia proviene da Figline Vegliaturo, in provincia di Cosenza, Calabria, è nata in Sault Ste. Marie, Ontario, e vive con suo marito a Waterloo. Insegna alla Resurrection Catholic Secondary School e per lei l'insegnamento è molto più che lavoro. È una vocazione profonda. Si impegna tantissimo ad aiutare gli studenti a scoprire se stessi attraverso qualsiasi curriculum - religione o lingue. Nella scoperta della sua Italianità, Stella si è dedicata allo studio della diaspora proprio come la sua collega e poetessa Anna Ciardullo Villapiana.

Anna, nata a Cosenza dove ha vissuto per circa trent’anni, nel 2003 si è trasferita in Canada dove, sposata, con due figli, ha iniziato la carriera di insegnante di Italiano e di interprete e dove ha potuto coltivare una passione che la accompagna fin dall'adolescenza: quella per la poesia. Qui, infatti, Villapiana ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Percorsi Interiori” nel 2007, seguita nel 2015 da “Frammenti di Luce” e nel 2018 da “Al di là del mare, Dialoghi DiVersi”. Stimata socia dell’AICW (Association of Italian Canadian Writers) ha partecipato a molte iniziative e svariate conferenze per la conservazione della lingua e tradizione italiane nella realtà canadese notoriamente multiculturale. È inoltre co-chair della Waterloo Chapter Committee dell’Italian Canadian Archives Project (ICAP), una rete di beneficenza fondata per connettere e coinvolgere comunità, gruppi locali, individui, esperti e istituzioni pertinenti-come archive e musei- in tutto il Canada al fine di preservare e rendere accessibile il patrimonio italocanadese.

E proprio questo suo percorso nell'Italianità l'ha portata a elaborare, insieme a Stella, con la collaborazione del professor Gabriel Niccoli dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’ICAP, il progetto in questione che, come si era detto in precedenza, trova adesso spazio nelle pagine del Corriere Canadese: ogni settimana, dunque, il nostro giornale racconta storie di immigrazione dall'Italia, partendo da un oggetto caro a chi è partito, per scelta o necessità, spesso lasciando "pezzi" di cuore nel Belpaese ma a volte portandosene qualcuno con sé.

Da queste storie, Villapiana si è lasciata ispirare per comporre poesie, sia in Italiano che in Inglese, intense ed emozionanti, che pubblicheremo insieme ai racconti degli emigrati.

Qui sotto, il trailer del progetto, realizzato con poesie di Anna Ciardullo Villapiana, letture di Gianluca Lalli e Stella Paola e musiche di Francesco DeGregori, Gianluca Lalli e Juneyt.

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