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Permessi di lavoro, italiani ancora in difficoltà

Permessi di lavoro, italiani ancora in difficoltà

TORONTO – Cambiano i numeri, si modificano le cifre, le statistiche e le percentuali, ma il dato di fondo è sempre lo stesso: il complesso, obsoleto e farraginoso sistema dell’immigrazione canadese penalizza chi vuole emigrare dall’Italia.

La scorsa settimana abbiamo analizzato i dati relativi alle residenze permanenti ottenute dagli italiani e abbiamo messo in luce come i numeri siano del tutto residuali.

Ora invece focalizzeremo la nostra attenzione sui permessi di lavoro, un altro complesso filone dell’intero sistema dell’immigrazione del nostro Paese.

In questo frangente, e questa è una piccola consolazione, i valori riscontrati per gli italiani sono leggermente migliori rispetto a quello delle Pr Card. Ma nel complesso anche in questo caso l’Italia continua a recitare un ruolo del tutto marginale rispetto a moltissimi altri Paesi.

Secondo i dati del ministero dell’Immigrazione ottenuti dal Corriere Canadese, dal 2015 all’aprile del 2018 7.440 italiani hanno ottenuto il permesso di lavoro attraverso l’International Mobility Program, un meccanismo entrato in vigore poco più di tre anni fa che va ad a. ancarsi all’Express Entry approvata dall’ex governo conservatore.

Nello stesso arco di tempo il governo federale ha distribuito poco più di 684mila permessi di lavoro ad altrettanti cittadini stranieri. In tutto gli italiani hanno ottenuto l’1,08 per cento dei permessi.

A fare la parte del leone, come nel caso delle Pr Card, è sempre l’India, che dal 2015 ha acquisito poco meno di 100mila permessi di lavoro.

Ma dal podio arrivano le due sorprese. Al secondo posto, infatti, troviamo gli Stati Uniti a quota 92.125, mentre in terza posizione sale la Francia con 67.085 permessi di lavoro. Seguono la Cina (63.815), il Regno Unito (32.215), l’Australia (31.650), la Corea del Sud (28.500) e il Giappone (24.210).

È evidente come il fattore linguistico abbia in questo caso giocato un fattore decisivo, confermato anche dall’ottimo risultato ottenuto dall’Irlanda, con 19.050 permessi di lavoro in poco più di tre anni.

Molto positivi, rispetto ai dati delle Pr Card, sono i numeri relativi alla Germania (21.955), Brasile (15.445) e Messico (9.195).

Un discorso a parte meritano invece i dati delle Filippine. Dal 2015 al 2018 poco più di 17mila filippini hanno ottenuto il permesso di lavoro in Canada attraverso questo programma: si tratta di un numero abbastanza alto, ma proporzionalmente minore rispetto ai valori delle residenze permanenti.

Per quanto riguarda altri Paesi che tradizionalmente rappresentano bacini migratori signifi cativi per il Canada, la Polonia nell’arco di tempo preso in esame ha ottenuto 5.015 permessi di lavoro, mentre il Portogallo non è andato oltre i 2.175.

Insomma, ancora una volta siamo davanti a numeri che fanno rifl ettere, in particolare se si pensa che lo stesso International Mobility Program era stato creato con l’intento di eliminare alcuni passaggi burocratici e permettere un contatto più diretto tra il datore di lavoro e i lavoratori stranieri temporanei.