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Non ci resta che boicottare i candidati paracadutati da Roma

Non ci resta che boicottare i candidati paracadutati da Roma

TORONTO – Non è mai il veleno a uccidere, ma la dose. E noi italiani residenti all’estero di veleni, schiaffi in faccia e umiliazioni che arrivano dal nostro Belpaese ne abbiamo sopportati e subiti da sempre. Dopo le polemiche sull’ultimo referendum costituzionale – quando si è creata una fronda bipartisan per chiedere che venisse accantonato il nostro sacrosanto diritto al voto – adesso è la volta di un nuovo veleno, quello contenuto nell’articolo 6 della nuova legge elettorale, che garantisce anche agli italiani residenti in Italia di candidarsi nelle circoscrizioni estere. In questo caso però, contro questo veleno esiste un antidoto che abbiamo già in mano: boicottare alle prossime elezioni i candidati che saranno paracadutati nelle circoscrizioni al di fuori dei confini nazionali.
Il nostro punto di vista è estremamente semplice e lineare: a prescindere dai programmi dei singoli partiti, mettendo da parte steccati ideologici e divisioni politiche, inviteremo i nostri lettori a non votare quei candidati che, per interesse di partito, di equilibrio tra le diverse correnti interne, saranno catapultati all’estero, magari in qualche circoscrizione considerata sicura. Che tuttavia, tanto sicura non sarà più, se è vero che l’ondata di indignazione verso l’emendamento Lupi è stata forte e bipartisan da parte dei parlamentari eletti all’estero e da numerosi esponenti di spicco delle varie comunità italiane fuori dal Belpaese. 
Il ruolo di senatore e deputato eletto all’estero è estremamente delicato. Gli eletti devono portare a Roma le istanze che emergono dalle comunità italiane nelle varie circoscrizioni, devono fungere da raccordo tra le istituzioni romane e la fitta rete associativa, istituzionale e diplomatica degli italiani all’estero. Il tutto, accompagnato dalla diffidenza che la classe politica italiana nutre nei loro confronti. Come è possibile immaginare che un candidato paracadutato da Roma riesca a fare un lavoro migliore, senza conoscere le singole realtà locali e i problemi degli italiani all’estero?
Insomma, ci vogliono commissariare. Noi non ci stiamo, pronti al boicottaggio, senza se e senza ma, di qualsiasi candidato imposto agli italiani all’estero dalle segreterie dei partiti.