Mario e Carlo, due voci
dell’italianità in Canada

di corriere canadese del July 14, 2022

Proseguiamo la pubblicazione degli articoli dedicati all’immigrazione italiana in Canada, che prendono spunto dalla storia degli oggetti che gli emigrati hanno portato con sé nel viaggio dal Belpaese alla nuova terra. L’iniziativa rientra nel progetto “Narrarsi altrove, viaggio tra i cimeli e i luoghi dell’anima” della poetessa Anna Ciardullo Villapiana e della docente Stella Paola, con la collaborazione di Gabriel Niccoli, professore emerito dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’Italian-Canadian Archives Project (ICAP), network nazionale sotto i cui auspici opera il suddetto studio poetico.

WATERLOO - Mario Congi è emigrato all’età di 22 anni, il 15 Maggio 1982, da San Giovanni in Fiore, un piccolo paese in provincia di Cosenza, e vive, da allora, a Waterloo. Come emblema della sua identità di italiano in Canada ci ha parlato del microfono (nella foto sopra), comprato nel 1994, che ancora oggi utilizza negli studi di Radio Italia CKWR, da dove fa sentire la sua voce in Ontario, nell'intento di diffondere la musica, lo sport, le notizie e la cultura italiana. Il microfono è importante non solo per le opportunità, soddisfazioni e riconoscimenti avuti in ventisette anni di volontariato, ma anche perché in quel microfono rimane intrappolato il ricordo del suo caro amico Carlo, con cui Mario ha condiviso ore ed emozioni nei lunghi anni di collaborazione in radio. Carlo Santarossa si è trasferito a Waterloo nel 1966, all’età di 16 anni, da Palse di Porcia in provincia di Pordenone. Si incontrarono nel 1987 sul posto di lavoro. Mario faceva rivestimenti interni, Carlo si occupava di quelli esterni nella costruzione di una delle tante sedi del McDonald. Ma la loro amicizia si è consolidata con gli incontri successivi al Cortina Club di Kitchener, posto frequentato da entrambi e da numerose famiglie di origine italiana.

Mario Congi e Carlo Santarossa

Carlo lavorava in radio dal 1992, essendone stato uno dei fondatori. Notò subito le doti di Mario da DJ nelle feste e la sua abilità nel presentare gli ospiti durante gli incontri culturali al Cortina Club. Lo invitò a visitare la sede degli studi di Radio Italia. Così, nel 1994, ebbe inizio una lunga collaborazione in radio che finì il 23 luglio del 2020 con la morte di Carlo. Mario e Carlo rappresentavano la voce della comunità italiana in Kitchener, una cittadina in gran parte abitata da tedeschi. A parte l'utilizzo della radio per trasmettere canzoni vecchie e nuove del loro paese d'origine, entrambi si fecero sostenitori di eventi culturali quali il Maggio Artistico, giorni dedicati all’italianità in collaborazione con il comune di Kitchener, incontri a sostegno delle squadre locali di calcio, picnic degli alpini, e così via, sempre alla ricerca di spazi dedicati a far conoscere e diffondere il made in Italy, la lingua, l'arte e la cultura italiana. Oggi Mario riempie gli spazi svuotati dalla presenza di Carlo con la poesia.

Dalla morte di Carlo, Mario infatti ha introdotto nel suo programma radio due spazi dedicati alla poesia e uno al cantautorato italiano, senza rinunciare alla musica popolare, specie quella di matrice alpina, tanto cara a Carlo.

Mario e Carlo intrecciarono foglie di porpora e neve coi fili d'erba, intrecciarono la foglia d'acero che cade sul bianco del multiculturalismo canadese con i colori della tradizione italiana, fecero un infuso, un’acqua magica simile all'acqua di Giovanni Battista, santo protettore del paese d'origine di Mario, in cui l'iperico, l'artemisia, la lavanda e la salvia venivano lasciati a macerare con il rosmarino per una notte intera, sicché al mattino la rugiada, delicatamente, potesse elargire i suoi poteri purificatori e divinatori e si potesse utilizzare l'acqua magica per scacciare i demoni, allontanare le streghe, garantire la fertilità e proteggere dalla peste, e dai fulmini durante il temporale, e persino dagli incubi notturni. Un'acqua miracolosa per tanti connazionali la voce di una radio che diffonde musica e poesia, che accomuna due persone, una proveniente dal Nord,  l’altra dal Sud, per rappresentare l’Italia intera con tutte le sue erbe dolci e amare che, da lontano, avremmo voluto ingoiare e che invece mastichiamo attraverso il suono dei nostri ricordi.

Anna Ciardullo Villapiana

Ed ecco la poesia di Anna Ciardullo Villapiana, ispirata dalla storia di Mario Congi e Carlo Santarossa

In una stanza angusta
mi accosto alle tue labbra
e ne ripeto la voce.
L’eco di un’onda imperfetta
vibra e oscilla tra il suono di due lingue
tra serenate, versi e calci di rigore.
La musica del passato
si espande e diventa popolo
il ritmo dei tamburi
induce alla trance e ci sentiamo morsi dalla nostalgia
distesi con la mente sul selciato dei vicoli antichi
andiamo alla ricerca di reliquie
intrecciando foglie di porpora e neve
coi fili d’erba.
Mentre insieme assaporiamo il dolce e l’amaro di due terre
masticando il suono di ciò che vive col ricordo di ciò che muore.

Anna, Stella e Gabriel: tre prof alla ricerca delle radici italiane

TORONTO - Le professoresse Anna Ciardullo Villapiana e Stella Gualtieri Paola stanno lavorando con entusiasmo e passione al progetto fra storia, cultura e poesia che si propone di raccontare, in modo nuovo, le tante vicende che hanno avuto come protagonisti, spesso silenziosi e sconosciuti, i tantissimi connazionali arrivati in Canada dal Belpaese.

Vicende che le due insegnanti conoscono bene, essendo entrambe di origine italiana e residenti in Canada.

Stella, la cui famiglia proviene da Figline Vegliaturo, in provincia di Cosenza, Calabria, è nata in Sault Ste. Marie, Ontario, e vive con suo marito a Waterloo. Insegna alla Resurrection Catholic Secondary School e per lei l'insegnamento è molto più che lavoro. È una vocazione profonda. Si impegna tantissimo ad aiutare gli studenti a scoprire se stessi attraverso qualsiasi curriculum - religione o lingue. Nella scoperta della sua Italianità, Stella si è dedicata allo studio della diaspora proprio come la sua collega e poetessa Anna Ciardullo Villapiana.

Anna, nata a Cosenza dove ha vissuto per circa trent’anni, nel 2003 si è trasferita in Canada dove, sposata, con due figli, ha iniziato la carriera di insegnante di Italiano e di interprete e dove ha potuto coltivare una passione che la accompagna fin dall'adolescenza: quella per la poesia. Qui, infatti, Villapiana ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Percorsi Interiori” nel 2007, seguita nel 2015 da “Frammenti di Luce” e nel 2018 da “Al di là del mare, Dialoghi DiVersi”. Stimata socia dell’AICW (Association of Italian Canadian Writers) ha partecipato a molte iniziative e svariate conferenze per la conservazione della lingua e tradizione italiane nella realtà canadese notoriamente multiculturale. È inoltre co-chair della Waterloo Chapter Committee dell’Italian Canadian Archives Project (ICAP), una rete di beneficenza fondata per connettere e coinvolgere comunità, gruppi locali, individui, esperti e istituzioni pertinenti-come archive e musei- in tutto il Canada al fine di preservare e rendere accessibile il patrimonio italocanadese.

E proprio questo suo percorso nell'Italianità l'ha portata a elaborare, insieme a Stella, con la collaborazione del professor Gabriel Niccoli dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’ICAP, il progetto in questione che, come si era detto in precedenza, trova adesso spazio nelle pagine del Corriere Canadese: ogni settimana, dunque, il nostro giornale racconta storie di immigrazione dall'Italia, partendo da un oggetto caro a chi è partito, per scelta o necessità, spesso lasciando "pezzi" di cuore nel Belpaese ma a volte portandosene qualcuno con sé.

Da queste storie, Villapiana si è lasciata ispirare per comporre poesie, sia in Italiano che in Inglese, intense ed emozionanti, che pubblicheremo insieme ai racconti degli emigrati.

Qui sotto, il trailer del progetto, realizzato con poesie di Anna Ciardullo Villapiana, letture di Gianluca Lalli e Stella Paola e musiche di Francesco DeGregori, Gianluca Lalli e Juneyt.

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