L’amore del padre
fra i tasti della concertina

di corriere canadese del 9 June 2022

Proseguiamo la pubblicazione degli articoli dedicati all’immigrazione italiana in Canada, che prendono spunto dalla storia degli oggetti che gli emigrati hanno portato con sé nel viaggio dal Belpaese alla nuova terra. L’iniziativa rientra nel progetto “Narrarsi altrove, viaggio tra i cimeli e i luoghi dell’anima” della poetessa Anna Ciardullo Villapiana e della docente Stella Paola, con la collaborazione di Gabriel Niccoli, professore emerito dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’Italian-Canadian Archives Project (ICAP), network nazionale sotto i cui auspici opera il suddetto studio poetico.

WATERLOO - La concertina apparteneva a Carmine Vernile, l’aveva ricevuta in dono da suo padre per il suo undicesimo compleanno, nel 1941.

Carmine era originario di Mignano Monte Lungo, un piccolo paese in provincia di Caserta, sede del castello in cui abitò il famoso cavaliere Ettore Fieramosca, il personaggio storico che ispirò scrittori, registi e musicisti a celebrare in arte l’eroismo delle sue gesta. Carmine accetta il dono con entusiasmo e non riesce più a separarsene, l’oggetto diventa un compagno fedele, sinonimo di vita sociale, condivisione e allegria.

Carmine decide di portare con sé la sua concertina nel 1957, quando si imbarcò, con sua moglie Antonietta Caravaggio, sulla nave che li portò ad Halifax, destinazione Toronto.

La concertina viaggiava in un baule stretta tra lini e pentole. Il viaggio in mare sembrava interminabile. A differenza della loro identità, allora a pezzi, la concertina arrivò intatta, da allora le dita di Carmine sui tasti iniziarono ad intonare vecchie melodie scritte sul pentagramma di una nuova cultura, le braccia si allargavano ai venti freddi del nord e si chiudevano stringendo le proprie paure.

Sembra che la prima cosa che abbiano fatto i due sposi appena giunti a terra, dopo giorni trascorsi in mare, sia stata quella di aprire il baule per liberare dal buio il suono e il canto della loro terra, farlo sgorgare libero, dai tasti e dal petto, quasi a scongiurare con la musica la sensazione di sgomento e freddo provati all’arrivo.

Carmine iniziò da subito a lavorare nel settore edile e avviò un’azienda di scavi. Coltivò il suo orto in terra straniera e si prese cura della sua famiglia. Con sua figlia Daiene c’erano a volte degli screzi dovuti a scarti generazionali e culturali, eppure i due ritagliavano uno spazio in cui stavano veramente bene insieme, era lo spazio dedicato alla musica.

Quando Carmine insegnava a Daiene a suonare la concertina il loro legame diventava più forte, come le colate d’oro delle ciotole giapponesi, era proprio il suono a riempire le crepe. La musica, come luce, entrava nelle fessure, erano queste le più dolci carezze che Carmine riusciva a dare a sua figlia. Per Carmine era importante che Daiene conoscesse le note e le melodie della sua terra d’origine, prolungavano il canto insieme, il movimento delle loro dita si faceva preghiera.

Daiene (nella foto sopra) cresciuta con valori e aspetti tipici della cultura italiana si trasferisce a Kitchener dove inizia la sua carriera di giornalista in una rete televisiva locale, la CKCO-TV, e poi prosegue la sua carriera dedicandosi con grande successo alla politica. Candidata nel Partito Liberale vince le elezioni e diventa membro liberale dell'Assemblea legislativa dell'Ontario. Nel 2014 è stata nominata assistente parlamentare del Ministro della Ricerca e dell'Innovazione. In seguito Daiene ha prestato giuramento come Ministro del Turismo, della Cultura e dello Sport.

Nel 2020 Carmine, morendo, lascia la sua concertina alla figlia Daiene che la conserva nella sua casa di Waterloo come ricordo del legame speciale con suo padre costruito proprio sulle note della musica tradizionale Italiana.

Anna Ciardullo Villapiana

Ed ecco la poesia di Anna Ciardullo Villapiana, ispirata dalla storia di Daiene e della sua famiglia.

La morte lascia un vuoto che il tempo riempie di voci e suoni.
Tocco i tasti e penso alle tue mani,
alle tue braccia che si stringevano,
si allargavano
all’urto delle onde di un passato
ormai assorbito su sabbie fredde e lontane.
Era una crepa d’oro la musica
a tenere intatta  la ciotola
del nostro amore,
amore intrappolato tra quei tasti
che sento vivo ogni volta che li sfioro,
ogni volta che quel suono
mi prende la mano e mi parla di te.

Anna, Stella e Gabriel: tre prof alla ricerca delle radici italiane

TORONTO - Le professoresse Anna Ciardullo Villapiana e Stella Gualtieri Paola stanno lavorando con entusiasmo e passione al progetto fra storia, cultura e poesia che si propone di raccontare, in modo nuovo, le tante vicende che hanno avuto come protagonisti, spesso silenziosi e sconosciuti, i tantissimi connazionali arrivati in Canada dal Belpaese.

Vicende che le due insegnanti conoscono bene, essendo entrambe di origine italiana e residenti in Canada.

Stella, la cui famiglia proviene da Figline Vegliaturo, in provincia di Cosenza, Calabria, è nata in Sault Ste. Marie, Ontario, e vive con suo marito a Waterloo. Insegna alla Resurrection Catholic Secondary School e per lei l'insegnamento è molto più che lavoro. È una vocazione profonda. Si impegna tantissimo ad aiutare gli studenti a scoprire se stessi attraverso qualsiasi curriculum - religione o lingue. Nella scoperta della sua Italianità, Stella si è dedicata allo studio della diaspora proprio come la sua collega e poetessa Anna Ciardullo Villapiana.

Anna, nata a Cosenza dove ha vissuto per circa trent’anni, nel 2003 si è trasferita in Canada dove, sposata, con due figli, ha iniziato la carriera di insegnante di Italiano e di interprete e dove ha potuto coltivare una passione che la accompagna fin dall'adolescenza: quella per la poesia. Qui, infatti, Villapiana ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Percorsi Interiori” nel 2007, seguita nel 2015 da “Frammenti di Luce” e nel 2018 da “Al di là del mare, Dialoghi DiVersi”. Stimata socia dell’AICW (Association of Italian Canadian Writers) ha partecipato a molte iniziative e svariate conferenze per la conservazione della lingua e tradizione italiane nella realtà canadese notoriamente multiculturale. È inoltre co-chair della Waterloo Chapter Committee dell’Italian Canadian Archives Project (ICAP), una rete di beneficenza fondata per connettere e coinvolgere comunità, gruppi locali, individui, esperti e istituzioni pertinenti-come archive e musei- in tutto il Canada al fine di preservare e rendere accessibile il patrimonio italocanadese.

E proprio questo suo percorso nell'Italianità l'ha portata a elaborare, insieme a Stella, con la collaborazione del professor Gabriel Niccoli dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’ICAP, il progetto in questione che, come si era detto in precedenza, trova adesso spazio nelle pagine del Corriere Canadese: ogni settimana, dunque, il nostro giornale racconta storie di immigrazione dall'Italia, partendo da un oggetto caro a chi è partito, per scelta o necessità, spesso lasciando "pezzi" di cuore nel Belpaese ma a volte portandosene qualcuno con sé.

Da queste storie, Villapiana si è lasciata ispirare per comporre poesie, sia in Italiano che in Inglese, intense ed emozionanti, che pubblicheremo insieme ai racconti degli emigrati.

Qui sotto, il trailer del progetto, realizzato con poesie di Anna Ciardullo Villapiana, letture di Gianluca Lalli e Stella Paola e musiche di Francesco DeGregori, Gianluca Lalli e Juneyt.

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