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Il TCDSB nelle mani della gang del sei e mezzo

Il TCDSB nelle mani della gang del sei e mezzo

TORONTO – Anomalo. Questo è il termine più obiettivo ed educato che posso pensare per la riunione del TCDSB, tenutasi lunedì scorso per eleggere il presidente, il vice presidente e i capi dei rispettivi comitati operativi.
Non è iniziato bene: il cappellano responsabile della “cerimonia del giuramento” (come rinnovo dell’impegno da parte dei fiduciari agli obiettivi religiosi del Board) non si trovava da nessuna parte. Triste presagio o un segno al Direttore che Dio non vuole avere niente a che fare con certe operazioni?
Cinici e satirici tenetevi pronti. I sostenitori del Columbus Centre preparano le loro difese.
Tutte le decisioni sono state consolidate nelle discussioni interpersonali dietro le quinte, come c’era da aspettarsi, ma l’insistere nella charade del voto “segreto”/ non segreto, sconvolge la mente. 
Per dirla in poche parole. Dopo che le nomine hanno preso un volto e  sono state debitamente  approvate, i Trustee scrivono il nome del loro candidato preferito su un foglio/scheda e lo firmano. Ci sono dodici Trustee. Due scrunitatori quindi, leggono i due nomi. del candidato e del Trustee che lo ha votato.
Grazie alla trustee Nancy Crawford per aver insistito che questo costituisce un aspetto fondamentale del voto segreto. La sua candidata, Barbara Poplawski, in uno stile molto rigido, è riuscita a leggere i suoi appunti senza menzionare almeno una volta strategie didattiche o educazionali. Era stata eletta per la prima volta nel 1979 e pare sia la veterana del Board. Questa è la prima volta da presidente. L’istruzione non sembra essere una priorità tra i suoi elettori di Etobicoke, ma, a giudicare dal suo discorso, sono consumati dalla preoccupazione per la povertà infantile, (ora al 27% nella città, secondo i suoi ricercatori). 
Solo preoccupati, attenzione, non intenzionati a trovare strategie per sopperire alle necessità.
Barbara Poplawski si è “guadagnata” il sostegno della presidente uscente Angela Kennedy, le quali capacità nel condurre riunioni ha lasciato perplessa la maggior parte dei partecipanti a quella maratona del sedici novembre scorso. La Kennedy vuole candidarsi per i Conservatori nelle prossime elezioni. Tali presidenti costituiscono usualmente un grande “bottino” per i partiti politici. I Conservatori non si sono affrettati ad assicurarle un posto, ma è ancora presto.
Anche Jo-Anne Davis, un’altra aspirante deputata -ma con i Liberali- era dalla sua parte. I Liberali ugualmente non si precipitano ad assicurarle una nomina; forse l’attuale ministro si sente minacciato dalla competizione. Forse, come la Kennedy, anche lei ha la mente altrove. Maria Rizzo, fedele sostenitrice dell’NDP, almeno in passato, con il suo pensiero fisso di demolire il Columbus Centre per rimpiazzarlo con una nuova scuola, – cattedrale nel deserto -,  ha mandato giù un boccone grande come se stessa, accontentandosi della vicepresidenza. 
Il voto di Gary Tanuan è stato blindato il sedici novembre, quando questa cerchia di luminari pedagoghi ha approvato una moratoria sulla chiusura di una scuola, fino alla prossime elezioni provinciali,  consentendo così ad una delle sue scuole, che conta solo 56 iscritti, di rimanere aperta. 
A proposito, questo significa un’intera scuola con tre classi al massimo, per tutti gli otto livelli. Una sana e buona strategia. 
Probabilmente non è entrato nella loro testa che la decisione sarà uno scomodo intralcio elettorale per il ministro. Deve aver avuto la rassicurazione di Jo-Anne Davis che i Liberali nella zona non ne faranno conto. 
A Tanuan sarà arrivato di sicuro il ringraziamento dal suo amico e alleato, il deputato Conservatore. L’ulteriore voto di sostegno di Patrizia Bottoni in favore di Barbara Poplawski ha suggellato l’accordo per questo gruppo. L’apporto professionale e l’esperienza di Anne Andrachuk, anche lei già presidente, non sono bastati per riguadagnarsi la fiducia. Stessa sorte per il compagno concorrente Frank D’Amico. 
A loro il sostegno dei fiduciari Sal Piccininni e Joe Martino per entrambi i round. Il Trustee Mike Del Grande, anche lui ex presidente, ha invece dato il suo appoggio alla Andrachuck nel primo scrutinio, ma ha poi invalidato la scheda in segno di contrarietà alla procedura, nel secondo scrutinio. li appartenenti al gruppo della Andrachuck sono stati esclusi dalla distribuzione del “bottino” dopo il vittorioso colpo di stato, nessuno di loro è stato eletto presidente o vice dei comitati operativi. 
Ugualmente per Patrizia Bottoni, è stata anche lei ignorata. 
Si deduce che non tutti i voti hanno lo stesso valore.
Le elezioni non arriveranno presto abbastanza.