Il sapore d’Italia
nella crostata della mamma

di corriere canadese del 2 June 2022

Proseguiamo la pubblicazione degli articoli dedicati all’immigrazione italiana in Canada, che prendono spunto dalla storia degli oggetti che gli emigrati hanno portato con sé nel viaggio dal Belpaese alla nuova terra. L’iniziativa rientra nel progetto “Narrarsi altrove, viaggio tra i cimeli e i luoghi dell’anima” della poetessa Anna Ciardullo Villapiana e della docente Stella Paola, con la collaborazione di Gabriel Niccoli, professore emerito dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’Italian-Canadian Archives Project (ICAP), network nazionale sotto i cui auspici opera il suddetto studio poetico.

KITCHENER - Jonathan Scarbossa ci ha parlato di una crostata alla nutella. Tra tutti gli oggetti che si posano sui mobili di casa sua che potenzialmente avrebbero potuto evocare le sue radici italiane attraverso il tatto, la vista, l’udito, Jonathan ha preferito l’olfatto e il sapore.

L’odore dolce dei suoi compleanni e il sapore di stanze affollate da parenti e amici, odore di forno caldo, aperto dalla mamma Cristina che col grembiule innevato di farina gli offre un sorriso.

L’oggetto evoca la leggenda di tradizione orale secondo cui l’origine della crostata, o di una sua variante, la pastiera, sia partenopea. Sembra che gli abitanti di Napoli abbiano portato alla loro sirena, Partenope, dei doni per invitarla a continuare a far risuonare le coste del suo canto.

A tutti gli ingredienti consegnati alla sirena sulla spiaggia da sette fanciulle gli era stato conferito un particolare significato: abbondanza, rinascita, forza, ricchezza, rinnovamento della vita, ringraziamento della natura. Le fanciulle consegnarono infine lo zucchero a simboleggiare la dolcezza del canto stesso di Partenope. La sirena accolse i doni con piacere e li consegnò agli dei, i quali ne fecero una crostata, che in seguito venne consegnata dalla sirena agli abitanti di Napoli come premio per la loro generosità.

Jonathan Sgarbossa (nella foto sopra) abita a Kitchener, suo padre Mauro è originario di  Bisuschio, in provincia di Varese, sua madre Cristina è nata in Canada da genitori italiani e ci ha vissuto per due anni. Infatti il padre di Cristina, Andrea Lagonia, emigrato a Kitchener diciannovenne, nel 1961, punto dalla nostalgia del suo paese d’origine, Pontegrande, a un certo punto della sua vita decise di ritornare in Italia, lasciando alle spalle genitori e fratelli. Non ritorna in Calabria, ma a Varese, dove intanto si erano trasferiti i genitori di sua moglie Maria. Qui si sentirono ancora più stranieri.

Dopo 15 anni, nel 1988 ritornano in Canada per visitare i suoi parenti. L’abbraccio della famiglia è stato più forte del desiderio di vivere in Italia, così Andrea e Maria si sono lasciati accarezzare dall’idea di una terza emigrazione. Cristina, su suggerimento del padre, fa otto mesi di esperienza in Canada, per imparare la lingua e avere un’idea del nuovo stile di vita e della cultura. Sua sorella rifiuta categoricamente l’idea di emigrare avendo una relazione amorosa che la lega a Varese. Gli anni passano, Cristina sposa Mauro e entrambi decidono di emigrare in Canada per poi essere raggiunti dai genitori di Cristina. I primi tempi si trovarono ad affrontare tutte le difficoltà di un lavoro in fabbrica, di adattamento ad una nuova lingua, ad una nuova cultura, ma l’entusiasmo giovanile e la perseveranza hanno fatto sì che le loro condizioni di vita migliorassero.

Jonathan ci ha parlato dei suoi viaggi in Italia, coi suoi genitori, a Bisuschio, e del suo giro in diverse città italiane con la squadra di calcio con cui gioca suo fratello Sebastian. “I feel Canadian but with strong Italian roots”, afferma ricordando le tradizioni, il cibo e la lingua dei suoi genitori, lingua che lui non parla, ma che capisce alla perfezione. Jonathan è particolarmente legato al foglio che contiene quella ricetta antica che, prima di essere stata scritta con la calligrafia di sua madre, era stata tramandata oralmente per almeno tre generazioni.

Dalla crostata si sente l’odore del passato e di una terra che ha ospitato i suoi genitori per poco, ma si effonde anche il sapore della sua infanzia, dei suoi giochi e delle sue feste di compleanno riscaldate dall’affetto sincero di parenti e amici.

Anna Ciardullo Villapiana

Ed ecco la poesia di Anna Ciardullo Villapiana, ispirata dalla storia di di Jonathan Scarbossa e della sua famiglia.

Il chiaroscuro
del dolce passato
prende il sapore delle radici
e si adagia sulle mani del figlio
che si sente italiano
pur masticando i lemmi di una lingua straniera.
Ingoia lo zucchero,
che gli evoca un canto antico, partenopeo
si scioglie sulla lingua la nostalgia
di navi su cui viaggiarono i suoi antenati.
La madre scrisse
con inchiostro blu
la sua infanzia
sul foglio
e gliela offrì
ad ogni compleanno.
Consumarono insieme
al sapore del dolce
il rito dell’esser nati orfani
in  terre che sentirono madri.

Anna, Stella e Gabriel: tre prof alla ricerca delle radici italiane

TORONTO - Le professoresse Anna Ciardullo Villapiana e Stella Gualtieri Paola stanno lavorando con entusiasmo e passione al progetto fra storia, cultura e poesia che si propone di raccontare, in modo nuovo, le tante vicende che hanno avuto come protagonisti, spesso silenziosi e sconosciuti, i tantissimi connazionali arrivati in Canada dal Belpaese.

Vicende che le due insegnanti conoscono bene, essendo entrambe di origine italiana e residenti in Canada.

Stella, la cui famiglia proviene da Figline Vegliaturo, in provincia di Cosenza, Calabria, è nata in Sault Ste. Marie, Ontario, e vive con suo marito a Waterloo. Insegna alla Resurrection Catholic Secondary School e per lei l'insegnamento è molto più che lavoro. È una vocazione profonda. Si impegna tantissimo ad aiutare gli studenti a scoprire se stessi attraverso qualsiasi curriculum - religione o lingue. Nella scoperta della sua Italianità, Stella si è dedicata allo studio della diaspora proprio come la sua collega e poetessa Anna Ciardullo Villapiana.

Anna, nata a Cosenza dove ha vissuto per circa trent’anni, nel 2003 si è trasferita in Canada dove, sposata, con due figli, ha iniziato la carriera di insegnante di Italiano e di interprete e dove ha potuto coltivare una passione che la accompagna fin dall'adolescenza: quella per la poesia. Qui, infatti, Villapiana ha pubblicato la sua prima raccolta di poesie “Percorsi Interiori” nel 2007, seguita nel 2015 da “Frammenti di Luce” e nel 2018 da “Al di là del mare, Dialoghi DiVersi”. Stimata socia dell’AICW (Association of Italian Canadian Writers) ha partecipato a molte iniziative e svariate conferenze per la conservazione della lingua e tradizione italiane nella realtà canadese notoriamente multiculturale. È inoltre co-chair della Waterloo Chapter Committee dell’Italian Canadian Archives Project (ICAP), una rete di beneficenza fondata per connettere e coinvolgere comunità, gruppi locali, individui, esperti e istituzioni pertinenti-come archive e musei- in tutto il Canada al fine di preservare e rendere accessibile il patrimonio italocanadese.

E proprio questo suo percorso nell'Italianità l'ha portata a elaborare, insieme a Stella, con la collaborazione del professor Gabriel Niccoli dell’Università di Waterloo e membro del consiglio di amministrazione dell’ICAP, il progetto in questione che, come si era detto in precedenza, trova adesso spazio nelle pagine del Corriere Canadese: ogni settimana, dunque, il nostro giornale racconta storie di immigrazione dall'Italia, partendo da un oggetto caro a chi è partito, per scelta o necessità, spesso lasciando "pezzi" di cuore nel Belpaese ma a volte portandosene qualcuno con sé.

Da queste storie, Villapiana si è lasciata ispirare per comporre poesie, sia in Italiano che in Inglese, intense ed emozionanti, che pubblicheremo insieme ai racconti degli emigrati.

Qui sotto, il trailer del progetto, realizzato con poesie di Anna Ciardullo Villapiana, letture di Gianluca Lalli e Stella Paola e musiche di Francesco DeGregori, Gianluca Lalli e Juneyt.

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