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Casa Italia, ecco la svolta positiva

Casa Italia, ecco la svolta positiva

WINDSOR – Egregio Direttore, innanzitutto voglio ringraziarLa per il Suo compito nell’informare la comunità Italiana delle tematiche della nostra comunità. 
È stato appunto alla  massiccia copertura  del Corriere  Canadese sul Columbus Centre  ed altro a far  constatare che alcuni progetti della Comunità di Toronto sono soggetti a cambiamenti radicali e la comunità Italiana ha avuto l’opportunità di reagire. 
I dirigenti  del Columbus Centre avrebbero dovuto avere l’indulgenza di usare  più trasparenti e dovrebbe poi  essere stata responsabilità di istituzioni quali  il Congresso Italo Canadese, CIBPA e il Comites di essere più vigilanti nel  tutelare il patrimonio della comunità Italiana. 
Sono stato Predidente del Comites per pochi mesi mi sono reso conto della situazione e mi sono dimesso per  far eleggere un Comites forte e rappresentativo, come dichiarai al Suo giornale, per trattare tra l’altro appunto queste tematiche: il Columbus Centre, Casa Italia e la festa della Repubblica.
Ora che il nuovo Comites è stato eletto, ai quali componenti faccio i miei più sentiti auguri e offro la mia cooperazione, vorrei reiterare e soffermarmi un attimo sulle tematiche appunto nominate. 
Mi auguro che i dirigenti e le persone involte nel Columbus Centre possano trovare una soluzione e preservare e amministrare ciò che è stato costruito in marmo e travertino non per essere demolito ma essere tramandato a future generazioni sia nella struttura fisica quanto quella culturale che rappresenta.  
Questo Centro, con le sue facilità potrebbe essere stato l’alternativa  invocata ma non  considerata, per  ospitare la festa della Repubblica Italiana. Pochi ne parlano, parecchi  si sono astenuti dalla partecipazione a questo evento ma i fatti sono che se il Consolato Generale di Toronto avesse usato le stesse energie dedicate per questo evento con in mente le necessità finanziarie della comunità,  usando il Columbus Centre come alternativa,  non ci sarebbe stato bisogno da parte di Villa Charities di avvallare il prestito al North York School Board per mantenere lo studio della lingua italiana.
Quest’ammissione mi porta alla terza tematica da me riferita: Casa Italia. Circolano voci  che alcuni investitori siano interessati a sviluppare questo posto offrendo un compenso di  $ 25,000.000.00. 
Dopo queste “voci” fu chiamata una pubblica riunione in maggio scorso nella quale  tutto fu smentito e fatto presente comunque che sarebbero stati necessari nei prossimi  anni $ 5,000.000.00 per mettere in stato di efficienza l’edificio. 
Certamente né il governo Italiano e né la comunità spenderà una lira per tale progetto e allora? Considerando che:  
A)  Questo edificio dovrà essere sistemato, per necessità di cose, prima o poi i piani verranno noti per l’esigenza della situazione stessa. 
B)   Il nuovo edificio dovrebbe includere:
La sede del Consolato Generale Italiano,  gli Uffici della Camera di Commercio Italiana e  L’istituto Italiano di Cultura tutti Enti sotto  la giurisdizione e responsabilità del Governo Italiano.  
C)   Il governo Italiano, (non parliamo poi dei nostri rappresentanti del Governo Italiano) vengono sempre meno alle necessità finanziarie della  comunità Italiana per mantenere lo studio della lingua italiana e la nostra cultura e altro.
D)  Questo  edificio è patrimonio della comunità e tale dovrebbe rimanere.
Fatte le suddette considerazioni  e a cospetto dell’impellente  situazione da risolvere, aderendo  agli appelli  per suggerimenti e al fine di far si che veramente questo patrimonio restasse a beneficio di tutta la comunità per anni a venire per mantenere la nostra cultura e lo studio della nostra lingua  in maniera permanente e sicura proporrei quanto segue: 
1) Che sia formata una fondazione Italiana. 
2) Che il direttivo, a base di  volontariato,  di tale tale fondazione sia  composto dagli esecutivi del Comites, del Congresso Italo Canadese  distretto di Toronto e di Canadian Italian Business Professional Association (C.I.B.P.A.) di Toronto
3) Che il compenso vociferato sia versato a beneficio di suddetta  fondazione
4) Che gli introiti di tale fondazione siano usati per mantenere lo studio della nostra lingua cultura in tutta la circoscrizione consolare di Toronto.
 Casa Italia, ripeto, è un patrimonio della comunità Italiana e che tale patrimonio rimanga per anni a venire nelle vesti della fondazione rispettando le intenzioni di tutti coloro che a partire dal 1934 hanno contribuito ad accumulare questo tesoro per future generazioni.
Ancora una volta la ringrazio egregio Direttore del Suo compito di mantenere il Suo giornale vettore non solo di notizie e informazioni ma prova tangibile  della nostra cultura Italiana seconda a nessuna.
Sentitamente
 
Luigi Tosti
Ex  Presidente del Comites
 

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