Beghe condominiali tra i conservatori, rischiamo tutti quanti

di Francesco Veronesi del February 28, 2018
TORONTO - Forse dovremmo iniziare a preoccuparci. O forse no. Da un lato possiamo tirare un sospiro di sollievo perché, salvo un ulteriore inimmaginabile colpo di scena, ci siamo ormai lasciati alle spalle la vergognosa telenovela su Patrick Brown, con le sue mille contraddizioni, le zona d’ombra, le accuse e i veleni. Ma dall’altro - e questa è la nota dolente - è che la classe dirigente del Progressive Conservative ha dato il peggio di sé in questo ultimo mese, dalla drammatica conferenza stampa di Brown del 24 gennaio dopo le accuse lanciate nei suoi confronti da un servizio su CTV, fino all’inaspettato, ma inevitabile epilogo di lunedì, quando l’ex leader è stato costretto a gettare la spugna e ad abbandonare ogni ambizione di riconquistare la guida del Progressive Conservative.
Fino al 23 gennaio il partito - almeno in apparenza - era unito e coeso, con il caucus fedelmente attorno al suo leader, nettamente in testa in tutti i sondaggi, pronto a lanciare il guanto di sfida alla premier Kathleen Wynne da una posizione di forza.
La vicenda Brown è stata un terremoto politico che ha lasciato macerie, divisioni, invidie, veleni e sospetti. A pochi giorni dalla nomina del nuovo leader continuano ad emergere problemi sul tesseramento, difficoltà sui codici elettronici inviati agli iscritti per poter votare, mentre non è stato ancora comunicato quanti saranno gli aventi diritto al voto, dopo la scoperta delle tessere fantasma gonfiate fino a 200mila e oltre dalla precedente amministrazione. 
Detto questo, vale la pena fare anche un’altra considerazione. Non spetta a noi giudicare Brown, i suoi comportamenti e le sue eventuali - e tutte da dimostrare - violazioni del codice etico come denunciato dall’mpp conservatore Randy Hillier all’Integrity Commissionar David Wake.  Ma è del tutto evidente che buona parte dello scandalo Brown sia stato alimentato dall’interno, sia stato un “inside job” caratterizzato da un continuo flusso di documenti e anticipazioni filtrate alla stampa da dentro il partito, dalla ristretta cerchia di - ex - fedelissimi di cui Brown si era circondato, e che evidentemente vedendo che la nave stava affondando hanno preferito mettersi il salvagente cambiando casacca nella corsa alla leadership.
In mezzo ci siamo noi, i cittadini che vivono in Ontario e che seguono attoniti lo sviluppo quotidiano della “saga PC”. Questa è gente che si sta candidando alla guida della principale provincia canadese. E se adesso siamo stati di fronte a delle beghe condominiali interne al Progressive Conservative, dall’8 giugno il rischio è di ritrovarsi i medesimi protagonisti di questo strampalato siparietto in salsa tory a dover governare e prendere decisioni di fondamentale importanza sul nostro sistema sanitario, sul nostro sistema scolastico e universitario, sul nostro sistema di tutele nel lavoro, e così via. 
Uno scenario da incubo, un salto nel buio che fa venire i brividi solo a pensarci.  

Potrebbero interessarti...

TORONTO - In democrazia otteniamo la rappresentanza che ci meritiamo. Questa sera il Toronto Catholic District School Board (TCDSB) sceglerà una nuova presidenza.
Per chi non avesse seguito le vicende del partenariato in una join-venture tra il TCDSB e la Villa Charities Inc. (VCI), queste riflessioni potrebbero costituire una lezione illustrativa sui concetti di responsabilità, trasparenza e quindi definire una dichiarazione di intenti (scopi e obiettivi).
Lo scopo di Villa Charities -inizialmente conosciuta come Italian Canadian Benevolent Corporation, un’organizzazione comunitaria senza scopo di lucro- era quello di provvedere servizi culturali e sociali, su richiesta degli italo canadesi residenti nella GTA, e quello di promuovere e agire per i loro interessi nel più ampio contesto canadese. 
Non è ancora chiaro come Villa Charities e il suo “braccio di espansione” la VCI, si siano trasformate in una società privata con il proposito principale di costruire palazzi condominiali per anziani. 
Ed è anche opinabile come le entrate, provenienti da beni dei quali si sono appropriati e che intendono “migliorare”, saranno distribuite in base alla dichiarazione di intenti stabilita alla fondazione dell’ente. Il valore netto dei suoi beni immobili è tutt’altro che insignificante. 
Nel 2015 l’ammontare notificato era di 57 milioni e 672,463 dollari. Per lo stesso anno sono stati dichiarat entrate pari a 8 milioni e 880,347 dollari, dei quali 1,595,422 pervenuti da un’altra “organizzazione di beneficenza registrata” (forse Villa Charities Foundation?) 2 milioni e 20,708 dollari sono stati spesi in stipendi e compensi.

Comments are closed.

Il quotidiano italiano in Canada
© Copyright M.T.E.C. Consultants LTD.
3800 Steels Ave. W., Suite 300, Vaughan ON, Canada
Reset della password
Per favore inserisci la tua email. Riceverai una nuova password via email.