Il Covid e la politica
dividono i canadesi

di Mariella Policheni del April 5, 2022

TORONTO - Tensioni, perdita di contatto tra i membri della famiglia e molti litigi. Da un nuovo sondaggio condotto dal Canadian Hub for Applied and Social Research dell’Università del Saskatchewan risulta che sempre più canadesi si stanno allontanando a causa della divergenza di opinioni su varie tematiche, molti sono arrivati addirittura a ridurre i contatti con amici o familiari.

E sono circa tre su quattro le persone interpellate che hanno affermato di ritenere che la società sia diventata più polarizzata. Ad essere enormi fonti di divisioni sono i temi della vaccinazione e del coronavirus. Il 72% delle persone che hanno preso parte al rilevamento hanno affermato senza ombra di dubbio che la pandemia di Covid-19 non ha di certo cementato le famiglie mentre per il 73% a creare attrito tra amici e parenti sono state le elezioni federali del 2021.

La situazione - con tutte le problematiche annesse e connesse - non è di certo facile da gestire: il 40% ha riferito di aver ridotto i contatti con qualcuno della sua cerchia di familiari ed amici. “C’è stata così tanta retorica amplificata negli ultimi due anni dall’inizio della pandemia, e molta della retorica è davvero servita a dividere le persone, sia che quella divisione sia effettivamente reale o sia solo percepita”, ha detto a The Canadian Press il direttore della ricerca Jason Disano.

Le misure anti-coronavirus, le mascherine obbligatorie, le vaccinazioni sono questioni emotive perfette per riuscire a far arrabbiare e far innalzare un muro con genitori, figli, parenti ed amici.

Disano ha affermato che le risposte del campione di persone intervistate sembrano essere influenzate dalla loro inclinazione politica. Ad esempio, nelle Canadian Prairies, le risposte sono state in linea con le policy conservatrici.

Il sondaggio ha suggerito che gli abitanti delle Prairies erano più propense di quelle delle altre regioni a credere che i problemi della lotta ai cambiamenti climatici e del divieto delle armi d’assalto stessero dividendo i canadesi. Nel Central Canada, tuttavia, agli intervistati il pensiero che il divieto delle armi fosse un argomento di divisione non li ha proprio sfiorati. “Vediamo molte policy identitarie che stanno prendendo piede in Canada, che hanno preso piede negli Stati Uniti, in particolare negli ultimi cinque o sei anni - ha detto Disano - stiamo assistendo a una sorta di trasposizione nel nostro Paese. E questo è un problema”.

A fare eccezione, secondo Disano, sono gli intervistati in Quebec. Il fatto che un bisticcio relativo al Covid o alla politica possa dare il colpo di grazia ad alcune amicizie o portare a un boicottaggio di parenti, per la maggior parte dei residenti nella provincia francofona non ha alcun senso. Dai risultati del sondaggio è emerso che sono proprio loro - al contrario delle persone che abitano nella parte occidentale del Canada, British Columbia inclusa - i meno favorevoli a ridurre i contatti a causa di opinioni divergenti.

Quando si tratta di elencare quali argomenti siano in grado di unire i canadesi, gli intervistati hanno affermato che le disposizioni sugli aiuti internazionali (55%) e l’aumento della diversità etnica (53%) sono quelli in prima linea.

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