CorrCan Media Group

Togliti tu che mi metto io

Togliti tu che mi metto io

TORONTO – Essere Leader non è mai facile, soprattutto quando sei inevitabilmente circondato da persone per le quali sei, come si dice, il biglietto del pasto più importante. Non puoi mai essere sicuro delle loro lealtà o delle loro priorità.

A una settimana dalla elezioni federali, sono emerse alcune questioni di fondo che dovrebbero suscitare preoccupazione in Justin Trudeau.

Tanto per cominciare, il Corriere Canadese è stato scrupoloso – troppo, direbbero alcuni – nella sua obiettività quando si tratta di coprire questioni nazionali e provinciali. Siamo orgogliosi di affrontare i “problemi”. Chiamalo sensibilità per la percezione che potremmo essere più favorevoli a una Parte piuttosto che a un’altra. Sia ben chiaro: riceviamo zero dollari dal governo federale.

La Canadian Broadcasting Corporation (CBC), che beneficia di almeno 1,7 miliardi di dollari all’anno in stanziamenti governativi, non sembra soffrire dello stesso difetto. O non gliene importa. Quando, nei primi giorni della campagna elettorale, Justin Trudeau ha rifiutato di partecipare a un dibattito in lingua inglese sponsorizzato dalla rivista MacLean’s, la CBC “gli ha servito d’ombrello” trasmettendo, in diretta, a livello nazionale, una manifestazione di parte da Winnipeg. Un raduno locale partitico di interesse – forse – a circa 200 fedelissimi della sezione locale del suo partito.

Intanto, la CBC è un’emittente nazionale con il mandato di scoprire e distribuire (anche propagare) la nostra identità nazionale. Qualche cittadino malizioso potrebbero suggerire che si trattava di un insensibile licenziamento della diversità politica della nazione e della sua importanza per il processo democratico. Potrebbe anche aver indicato un soffio di partigianeria, dal momento che un Trudeau incontestato stava benissimo tra una folla adulatrice, mentre gli oratori nel dibattito si tagliavano a cubetti su una stazione televisiva poco guardata.

Non siamo ne’ maliziosi ne’ invidiosi. Siamo critici e analisti della politica senza distinguere fra le parti. E ci siamo anche offerti di ospitare un dibattito su questioni relative agli interessi di 7,7 milioni di Allofoni in Canada, o, in alternativa, ai nostri lettori italiani che numerano 1,5 milioni del nostro quotidiano cartaceo (a pagamento) e 3 milioni sui social media, ogni anno.

Ritornando al punto. La CBC, venerdì scorso, ha deciso di portare il Partito Conservatore del Canada (CPC) in tribunale per una violazione del copyright e del “diritto morale” di un giornalista alla sua proprietà intellettuale – cioe’, leggendo il notiziario. Il CPC aveva usato un montaggio di 17 secondi da dibattiti e interviste, finanziati dal contribuente pubblico, come parte della sua campagna pubblicitaria su annunci radiofonici, televisivi e sui social media (nessuno con noi, sfortunatamente). Il CPC è molto favorevole al ritaglio del finanziamento della CBC.

Il messaggio era chiaro: dal punto di vista della CBC (forse supportato dai loro sondaggi) Trudeau aveva perso il dibattito lunedì e quindi avevano bisogno di fare di tutto per fermare l’emorragia. I primi risultati nei sondaggi disponibili pubblicamente non lo confermano, ma dal dibattito in lingua francese di giovedì i numeri non sembravano incoraggianti.

A partire da sabato sera, il Bloc Quebecois godeva il sostegno popolare di 35% nel Quebec e l’NDP ha registrato una ripresa arrivando al 18% in tutto il Paese, entrambi a spese liberali. Gli strateghi liberali si affrettarono a organizzare una manifestazione in cui pensavano di poter radunare facilmente folle: quella vasta fascia di collegi elettorali (11) nell’area di Brampton-Mississauga all’ ovest di Toronto – la “baronia privata” di un Navdeep Bains, spesso definito come Vice Primo Ministro di Brampton.

Si dice che i suoi occhi siano concentrati come un laser sulla poltrona di Trudeau e che accetterebbe con favore ogni occasione per mettere in mostra una buona dimostrazione di forza.

Solo che ora Jagmeet Singh, il cui fratello è un MPP NDP di Brampton, è emerso dai dibattiti come il nuovo “Re dei Sikh”; più che un nuovo aspirante Vice Primo Ministro da Brampton, ma come il vero creatore di re o Primo Ministro. Come Ujjal Dosanj nella Columbia Britannica 25 anni fa.

Jagmeet, negli ultimi due dibattiti ha affermato che avrebbe sostenuto solo un governo guidato da Trudeau. I Sikh avranno capito il messaggio: puoi preferire Trudeau e votare ancora per Jagmeet. Dì addio a Bains.

In tale ottica, venerdì sera, c’erano 1.000 membri portoghesi e italiani del sindacato Liuna Local 183 (56.000 membri in totale) che celebravano 72 giovani vincitori di borse di studio. Ahmed Hussen, la scelta di Bains per il ministero dell’immigrazione, ha presentato un breve discorso.

Lo stress di un’elezione deve aver fatto sì che Ahmed dimenticasse che Trudeau lo aveva nominato alla carica e che il Leader liberale aveva bisogno del suo sostegno. Ho ascoltato attentamente che lui menzionasse il nome di Justin.

La folla era molto educata. Non l’ho sentito menzionare il nome del leader.

Stranamente, gli strateghi liberali non sono riusciti a trovare 15 minuti nell’itinerario del leader per farsi che passasse a salutare i giovani. Sono sicuro che sarebbe stato il benvenuto.

Un altro sindacato, i Carpenters Local 27, sta apparentemente cercando di correggere quella svista offrendo di sponsorizzare un comizio a Vaughan nel corso della settimana.

More in Il Fondo
Indovinelli
Nov Wed ,2016