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Soldi per tutti, ma per Trudeau è un’occasione mancata

Soldi per tutti, ma per Trudeau è un’occasione mancata

TORONTO – Diciamocela tutta. Quella del Budget 2019 rappresenta una grande occasione mancata per il Justin Trudeau.

Come era ampiamente prevedibile, la manovra di quest’anno si è ridotta a una lista infinita di provvedimenti squisitamente elettorali, una distribuzione a pioggia di denaro per accontentare un po’ tutti tenendo conto di due fattori principali: spostare l’attenzione del pubblico dallo scandalo SNC-Lavalin e mettere il primo tassello in vista del voto federale di ottobre.

Nei nuovi piani di spesa del governo – per un totale di 22,8 miliardi di dollari – il primo ministro e Bill Morneau hanno cercato di dare il contentino a tutti: dai millenials ai baby boomers, dai giovani agli anziani, passando per gli aborigeni, gli enti locali, i veterani, gli studenti, senza dimenticare il fronte immigrazione, il settore agricolo, l’ambiente, le infrastrutture. Ma a nostro avviso, in questa cascata di stanziamenti, progetti a lunga scadenza, piani quinquennali e fondi a perdere, manca una misura simbolo, un elemento innovativo e rivoluzionario capace di catturare l’immaginario collettivo dell’elettorato canadese.

Il primo ministro, ad esempio, poteva essere più coraggioso sul versante pharmacare e dare una forte accelerata verso un piano nazionale sui farmaci. Invece, nonostante i ripetuti segnali dei mesi scorsi che andavano verso questa direzione, sono stati stanziati appena 35 milioni per la creazione dell’ennesima agenzia – la Canadian Drug Agency – con compiti e funzioni estremamente vaghi, coordinare cioè il lavoro delle province per una generica riduzione del prezzo dei medicinali.

Il primo ministro, allo stesso tempo, poteva dare un segnale forte per la creazione di un childcare nazionale: sono anni che si parla di questo ambizioso piano che dovrebbe coinvolgere tutte le province ma anche in questo caso è mancata la reale volontà di passare dalla fase propositiva a quella attuativa.

Insomma, se ne riparlerà in futuro. Anche di fronte a una delle tante emergenze che stiamo vivendo, quella abitativa, il governo si è mostrato timido e titubante. La misura contenuta nel budget sulle facilitazioni per l’acquisto della prima casa potrebbe anche essere efficace, ma è troppo tecnica e complicata per smuovere le masse e incidere in modo significativo sul consenso e sulle intenzioni di voto. Insomma, la strategia del “diamo un po’ a tutti quanti” per non scontentare nessuno potrebbe anche non pagare, in termini di rendiconto elettorale.

Forse sarebbe stato meglio mettere sul tavolo due-tre progetti più ambiziosi capaci di indicare una strategia per il futuro prossimo, quanto meno per la prossima legislatura. Così non è stato.

Vedremo se gli elettori accetteranno questa visione all’insegna del vivacchiare o se punteranno a qualcosa di nuovo.

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Indovinelli
Nov Wed ,2016