CorrCan Media Group

Salvini cannibalizza i Cinquestelle; Centrosinistra, serve progetto unitario

Salvini cannibalizza i Cinquestelle; Centrosinistra, serve progetto unitario

TORONTO – Vola la Lega alle elezioni regionali. Un voto, quello di domenica, che conferma concretamente quanto ci avevano raccontato i sondaggi degli ultimi mesi a livello nazionale.

Il partito di Matteo Salvini continua a catturare nuovi consensi a scapito degli alleati di governo, penetrando in aree geografiche e nel tessuto sociale italiano tradizionalmente poco recettive al messaggio leghista.

Il 27 per cento conquistato a livello proporzionale è sorprendente, se si pensa che alle politiche del 4 marzo 2018 la Lega non era andata oltre il 13,8 per cento e che alle ultime elezioni regionali del 2014 il partito non si era nemmeno presentato, facendo convogliare i suoi – pochi, almeno all’epoca – voti in Forza Italia.

E se la Lega è la vincitrice indiscussa di questa consultazione, il Movimento Cinque Stelle è il grande sconfitto.

La batosta presa domenica indica chiaramente il malcontento strisciante nella base grillina, vuoi per le insofferenze provocate dall’alleanza di governo con la Lega, vuoi per le mille contraddizioni di questi ultimi otto mesi, dal Tav al Tap, passando per la crisi diplomatica con la Francia – dove, paradossalmente, la colomba Salvini cerca di ricucire con Parigi contro i falchi Di Maio e Di Battista – la posizione del governo sulla crisi venezuelana.

Il Movimento Cinque Stelle nel marzo 2018 prese quasi il 40 per cento, diventando la principale forza politica in Abruzzo. Nel voto di domenica, invece, non è andata oltre il 20,2 per cento, perdendo oltre 200mila voti in meno di un anno. Un tracollo clamoroso, che i vertici pentastellati hanno subito cercato di minimizzare, con poca convinzione peraltro.

È evidente che il clima da campagna elettorale permanente sta premiando Salvini a scapito dell’alleato di governo. La situazione economica non aiuta, con la recessione tecnica e con un progressivo rallentamento della crescita registrato in tutta Europa, con pesanti conseguenze soprattutto in Italia.

Nel centrosinistra i dati sono contraddittori. Il Pd in termini percentuali registra una contrazione, ma la il cartello allargato delle forze progressiste che hanno appoggiato Giovanni Legnini supera il 31 per cento dei consensi.

È evidente che si debba ripartire lungo questo solco, quello delle alleanze allargate, del progetto unitario, del coinvolgimento della società civile e dell’associazionismo. Da soli, si fa poca strada.

More in Il Fondo
Indovinelli
Nov Wed ,2016