CorrCan Media Group

Rogers cerca di far confermare alla Corte la sua “arroganza di privilegio” come diritto

Rogers cerca di far confermare alla Corte la sua “arroganza di privilegio” come diritto

Rogers cerca di far confermare alla Corte la sua “arroganza di privilegio” come diritto

TORONTO – Charles Dickens, uno di grande statura nella letteratura inglese, potrebbe aver descritto l’etica e cultura aziendale di Rogers Communication come: “Devo avere tutto io in modo che altri possano avere meno di niente”.

Il gruppo CorrCan Media è stato uno dei sette candidati a rispondere ad un Bando emesso dalla CRTC per una Stazione televisiva nazionale con obiettivo di produrre notiziari multilingue con una prospettiva (dal punto di vista) canadese, e programmi etnici.

Il Bando era stato emesso nel maggio 2017, quando l’OMNI Regional di Rogers ha chiesto un rinnovo della licenza, dopo aver abbandonato i notiziari multilingue sulle stesse stazioni OMNI nel 2015, nonostante le condizioni inerenti nella licenza.

Nel maggio del 2019, la CRTC ha rinnovato la licenza richiesta dalla Rogers, ha ridotto le condizioni per tale licenza descritte nel Bando, ha ripristinato la componente regionali e ha consentito una partnership con un’emittente le cui azioni sono controllate da un’entità straniera.

La CRTC ha respinto le altre domande, senza dare alcun motivo fornito. Tuttavia, in base ai fascicoli consultati da uno degli altri ricorrenti (dopo il fatto), il presidente della Rogers e/o il suo delegato hanno incontrato il presidente della CRTC in diverse occasioni durante il periodo di valutazione delle domande. Questa possibilità è stata offerta solo alla BCE (Bell), un altro richiedente.

Quattro dei candidati respinti hanno presentato una petizione al Governo, ai sensi della s. 28 della legge sulla radiodiffusione, mentre due di loro hanno anche chiesto il permesso di ricorrere alla Corte federale d’appello, il cui permesso è stato negato, quindi i meriti della non accettazione non sono mai stati esaminati. CorrCan, dopo che il Governo ha rifiutato la petizione di nuovo senza motivo, affidandosi alla legge sul multiculturalismo e alla Carta dei Diritti, ha avviato un ricorso in tribunale.

Corrcan ha chiesto un riesame giurisdizionale per motivi costituzionali.

Rogers, ovviamente non citato come Rispondente nella revisione giudiziaria di Corrcan della decisione del Governo di negare a Corrcan una licenza di trasmissione, ha presentato una mozione per far aggiungere la Rogers come Rispondente accanto al governo.

La mozione è stata presentata in una aula di tribunale 4A al 180 Queen St.W.,Toronto, col giudice prothonotary (magistrato per la gestione dei casi) Angela Furtanello.

Forbes valuta Rogers a $ 26,6 miliardi. Il team legale della Rogers ha insistito sul diritto della società di essere inclusa come co-rispondante sulla base della necessità di proteggere i suoi interessi finanziari. La licenza ha un potenziale valore lordo annuo di $20 milioni. Sì, questo è meno dello 0,0008% del valore di mercato di Rogers.

“Una volta che un beneficio commerciale diretto è stato conferito [in virtù di una concessione di licenza] … qualsiasi modifica a tale [decisione] ha un effetto negativo sul beneficiario”, ha ipotizzato il loro team legale, aggiungendo che questo sarebbe “ingiusto per Rogers … anche se ci fosse solo un rischio” di benefici avversi con conseguenti perdite potenziali in entrate e statura, ciò costituirebbe una concorrenza, ha insistito.

L’avvocato della Corrcan, Rocco Galati, ha sostenuto che la Rogers non ha alcun interesse, né è influenzata dalla domanda della Corrcan che cerca semplicemente una base costituzionale e una propria licenza separata, senza alcun effetto su quella della Rogers. Galati ha ribadito che l’argomentazione della Rogers equivale a una riconfigurazione di argomenti inesistenti per soddisfare la loro posizione e cercare lo status prematuro come interveniente in tribunale nella più ampia discussione costituzionale.

“Rogers teme la concorrenza, e allora? La concorrenza è alla base di tutti i nostri principi economici e democratici”, ha sostenuto Galati, aggiungendo senza i cosiddetti peli sulla lingua, che la concorrenza è sostenuta dalla legge e che i tentativi di soffocare tale concorrenza sono di fatto contro la legge.

Galati ha sostenuto che il caso da valutare tratta il diritto del ricorrente di presentare ricorso contro gli “eccessi di autorità” del governatore in consiglio (GoC). Citando esempi di giurisprudenza e nelle relative sezioni della Carta, ha sottolineato che tali diritti appartengono ai richiedenti come diritto costituzionale. Tali diritti non appartengono a una società terza che presenta tipo “povero me” sulla potenziale concorrenza ai suoi profitti aziendali.

Il GoC possiede le risorse e la capacità di affrontare le sfide costituzionali senza aiuto del privato con interesse commerciale. Consentire a un’entità societaria – in questo caso la Rogers – lo status di co-Difensore in causa o®usca le responsabilità del GoC come anche l’integrità del diritto costituzionale riservato al singolo cittadino quando esso ritiene i suoi diritti potenzialmente violati dallo stesso governo con l’incarico di proteggerli.

Peggio ancora quando fatto in associazione con un “terzo” che semina pretese vaghe e speculative di “potenziali rischi di concorrenza” – la Rogers, per chi non l’avesse capito.

La società è il classico esemplare di mega avidità di chi è dotato di un monopolio (grazie alle istituzioni pubbliche) nel settore della radiodiffusione che garantisce finanziamenti pubblici per la trasmissione e la produzione per conto di tutti i “gruppi etnici”.

Gli avvocati della Rogers hanno anche ammesso che il loro cliente aveva accesso alle petizioni dei richiedenti al Governo e che, inoltre, avevano fornito una relazione per “informare” il GoC prima della sua decisione. A nessuno degli altri firmatari è stata fornita tale agevolazione per contestare le premesse che conteneva.

Il giudice (Prothonotary) Furtanello si è riservato di decidere sulla richiesta di Rogers di affiancarsi al Governo ed al Ministro della Giustizia nel corso della loro difesa dello Statuto canadese.