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Robin Hood al contrario: togliere ai più deboli per dare ai più ricchi

Robin Hood al contrario: togliere ai più deboli per dare ai più ricchi

TORONTO – Al peggio non c’è mai fine.

Al disastroso bilancio di questi primi otto mesi di governo Ford, l’esecutivo conservatore nelle ultime settimane ha aggiunto la classica ciliegina sulla torta: la riforma complessiva del programma sull’assistenza alle famiglie con figli autistici a carico.

Cambiamenti – effettivi a partire da aprile – che hanno provocato polemiche e proteste, con i genitori sul piede di guerra, con i provveditorati scolastici che denunciano l’inadeguatezza dei fondi stanziati e con i sindacati degli insegnanti che bocciano le modifiche.

Il punto di partenza parte da una constatazione oggettiva: il governo ha deciso di sacrificare sull’altare del Dio “bilancio e conti in ordine” il benessere della categorie più deboli della nostra società.

Lo aveva già fatto con il congelamento degli aumenti previsti dello stipendio minimo – che a partire da gennaio doveva passare da 14 a 15 dollari l’ora – e con la cancellazione di una serie di riforme nel settore occupazionale che prevedevano l’introduzione di un numero minimo di giorni di malattia pagati dal datore di lavoro (come peraltro avviene in tutti i Paesi civili).

La giustificazione: gli imprenditori sono stati danneggiati e quindi bisogna tornare indietro. Il modus operandi del governo Ford – l’autoproclamato “Governo della Gente” – è sempre lo stesso: prendere di mira le classi meno abbienti e favorire quelle più agiate. Il nostro premier è diventato una sorta di Robin Hood alla rovescia.

Lo stesso meccanismo, inaccettabile, si è ripetuto con la riforma dei programmi per i bambini e i ragazzi autistici. Abbiamo assistito a una drastica riduzione dei fondi, che ha portato alla cancellazione di numerosi programmi di sostegno.

Questo costringerà numerose famiglie che utilizzavano i programmi provinciali a mandare i figli autistici a scuola: secondo la ministra Lisa Thompson, sono 1.106 i bambini autistici in Ontario non ancora inseriti nel sistema scolastico, su un totale di circa 40mila.

Il governo stanzierà ai provveditorati 12.300 dollari per ogni nuovo bambino autistico iscritto a scuola. Sam Hammond, presidente della Elementary Teachers’ Federation of Ontario, accusa il governo di voler scaricare sugli insegnanti una responsabilità che dovrebbe invece essere gestita dagli educatori specializzati nei programmi per i bambini autistici, “per un problema – ha aggiunto – che ha creato il governo con il taglio dei programmi provinciali”.

Questioni di priorità politiche. Come quella che ha portato alla sciagurata decisione del premier Doug Ford di abolire il ministero provinciale dell’Immigrazione nella fase di formazione del suo governo, a.dando compiti e funzioni al ministro dei Bambini, della Comunità e dei Servizi Sociali Lisa MacLeod: l’Ontario in questo momento non ha un ministro per un settore chiave dell’intera economia e demografia del nostro Paese, l’immigrazione.

Nel frattempo, quando era necessario avviare un dibattito proficuo a Queen’s Park sui possibili eンetti di queste riforme, abbiamo dovuto assistere attoniti e sbalorditi a un tira e molla infinito nell’assemblea parlamentare sul tentativo-farsa di nomina da parte del “premier della Gente” del suo amico Ron Taverner alla guida dell’Ontario Provincial Police, prima che questo avesse il buongusto di ritirare la propria candidatura.

È proprio vero, al peggio non c’è mai fine. E abbiamo il lieve sospetto che anche nei prossimi mesi questa massima sarà pienamente confermata a Queen’s Park.

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Nov Wed ,2016