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La scuola e Covid-19, adesso riemergono i problemi del passato

La scuola e Covid-19, adesso riemergono i problemi del passato

La scuola e Covid-19, adesso riemergono i problemi del passato

TORONTO – Tra poco più di un mese più di due milioni di studenti e circa 140mila insegnanti torneranno a scuola in Ontario. Con l’inizio del nuovo anno scolastico, dopo la fine traumatica di quello precedente lo scorso marzo a causa della pandemia di Covid-19, dobbiamo prepararci ad affrontare una situazione ricca di incognite e punti interrogativi.

Il governo provinciale, la scorsa settimana, ha presentato il suo piano per il rientro a scuola, mentre ieri i provveditorati hanno consegnato al ministro dell’Istruzione pubblica Stephen Lecce le loro linee guida per garantire la sicurezza degli studenti. È del tutto evidente che siamo di fronte a un contesto problematico e nuovo che non ha soluzioni certe. In tutto il mondo i vari governi sono alle prese con lo stesso rompicapo: tutelare il bisogno degli studenti di ritornare in classe senza compromettere la loro sicurezza di fronte al rischio contagio.

Ma qui in Ontario paghiamo dazio a problemi che caratterizzano l’intero settore dell’istruzione da molto tempo e che la pandemia ha solamente riproposto. Così come le inadempienze, le incongruenze nelle case di cura a lunga degenza erano presenti ben prima dell’arrivo del Covid, anche la fragilità del nostro sistema didattico era preesistente al coronavirus. Di fronte a scuole sempre più vecchie e classi sovraffollate, il governo Ford dal 2018 ha portato avanti una discutibile politica di taglio delle risorse per l’istruzione, accompagnato dal braccio di ferro con gli insegnanti per il rinnovo del contratto concluso repentinamente in concomitanza con lo scoppio della pandemia.

I quattro mesi di insegnamento online dallo scorso marzo hanno avuto esiti disastrosi e hanno messo in evidenza la generale impreparazione e inadeguatezza del corpo docenti al necessario salto tecnologico per utilizzare a pieno i nuovi mezzi e in nuovi strumenti didattici. La colpa non è dei singoli insegnanti, ma dei provveditorati che hanno mostrato la cronica incapacità nella gestione del sistema scolastico.

Come abbiamo già sottolineato, non esiste una formula magica per il rientro sicuro degli studenti a scuola. In Ontario gli alunni a partire dal grado 4 dovranno indossare la mascherina per tutta la giornata. Altre province in Canada e altri Stati hanno invece deciso di fare diversamente. Uno dei problemi di fondo, che in sostanza ci ha accompagnato lungo tutta la pandemia, è la mancanza di una linea comune dei cosiddetti esperti.

La scorsa settimana, ad esempio, il Sick Kids di Toronto ha pubblicato una nuova lista di raccomandazioni dopo quella già presentata a luglio, con la quale si consiglia la mascherina obbligatoria solamente per gli studenti delle superiori. Il 61 per cento degli esperti interpellati dal Sick Kids si è dichiarato contrario all’obbligo di mascherina per gli alunni delle elementari, mentre il 39 si è detto favorevole. In questo caso il governo chi dovrebbe ascoltare? L’esecutivo ha scelto la linea della prudenza, nonostante numerosi ritengano addirittura rischioso e controproducente questo obbligo: come gli adulti, anche i bambini toccheranno continuamente la mascherina rischiando di contaminarla.

Il sovraffollamento delle classi in quasi tutte le scuole dell’Ontario, alimentato anche dalla politica dei tagli del governo Ford, di fatto impedisce di applicare lo strumento più efficace che abbiamo in mano contro il Covid-19, il distanziamento fisico. Per ovviare a questo problema in altre giurisdizioni sono state trovate delle soluzioni fantasiose che però potrebbero rivelarsi efficaci.

In Quebec, ad esempio, il governo ha deciso di dividere tutte le classi fino al grado 9 in “gruppi bolla” di 6 studenti che non dovranno mantenere la distanza fisica tra loro: in caso di contagio, sarà immediato il tracciamento dei soggetti a rischio. Anche in Spagna per materne ed elementari, dove è difficile far rispettare le distanze sociali, si sta studiando il modello delle “classi bolla”, gruppi di 25 studenti che interagiscono soltanto fra loro, senza contatti con il resto della scuola.

In Italia le linee guida approvate dal ministero indicano l’obbligo di mascherina solamente quando lo studente esce dalla propria classe, anche se le singole regioni avranno una certa autonomia nell’implementazione del piano del governo.

In Ontario dovremo aspettare i dati della curva epidemiologica delle prossime settimane per capire quale tipo di scenario ci troveremo di fronte in concomitanza con l’avvio del nuovo anno scolastico. L’auspicio è che il governo faccia tesoro di questa situazione, frutto anche degli errori del passato, e torni a investire pesantemente sulle nostre scuole.