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Dall’immigrazione al nodo sicurezza, i regali di Natale per la comunità

Dall’immigrazione al nodo sicurezza, i regali di Natale per la comunità

Dall’immigrazione al nodo sicurezza, i regali di Natale per la comunità

TORONTO – La slitta è bella carica, i pacchi sono sistemati con cura e perizia, le renne stanno consumando l’ultimo pasto prima del tour de force che porterà il loro padrone in giro per il mondo a distribuire regali, sorrisi e grida di gioia ai bimbi di ogni Nazione.

Siamo ormai alla vigilia e anche al Corriere abbiamo preparato una bella lettera con una lista di possibili regali per la nostra comunità.

Il primo è che il Natale e il nuovo anno portino pace, salute e serenità. Lo sappiamo, stiamo forse chiedendo troppo. Allora possiamo ricalibrare il tiro.

Ci piacerebbe che venisse affrontato seriamente, una volta per tutte, il problema delle gang e delle armi da fuoco nella Greater Toronto Area.

In città quest’anno sono stati consumati 72 omicidi, mentre 587 persone sono rimaste ferite da colpi d’arma da fuoco. John Tory ci può mettere tutta la buona volontà del mondo, ma non può risolvere il problema da solo.

Serve una reale collaborazione tra i tre livelli di governo e i vari corpi di polizia e non basta, come viene sempre fatto, uno stanziamento di fondi una tantum per l’assunzione di qualche poliziotto in più.

È necessario un radicale cambiamento, bisogna aggredire con rabbia e perseveranza le cause sociali ed economiche che alimentano il fenomeno, quelle sacche di povertà ed emarginazione che costituiscono il terreno fertile dove nasce e si sviluppa la cultura della violenza.

Un secondo regalo che ci piacerebbe trovare sotto l’albero è la modifica del sistema che regola le dinamiche migratorie del Canada.

Dopo anni di silenzi e immobilismo, finalmente al dicastero dell’Immigrazione abbiamo un politico italocanadese, Marco Mendicino, che conosce la portata del problema.

La nostra speranza è che il nuovo ministro abbia il coraggio di rimettere mani sull’Express Entry: l’ideale sarebbe cancellarla, ma ci basterebbe vedere delle profonde modifiche di quei meccanismi che penalizzano gli italiani desiderosi di venire a vivere e lavorare in Canada.

Nella lista non può certo mancare un pensiero a Doug Ford. I primi 18 mesi di governo del nostro premier sono stati disastrosi – e qui siamo benevoli, visto che siamo vicini al Natale – e tra le tante politiche scellerate del suo governo, la medaglia d’oro spetta certamente agli sciagurati tagli al settore dell’istruzione.

In questo caso l’esecutivo ha davvero sbagliato bersaglio. Vuole perseguire una politica di rigore nei conti e taglio delle spese? Bene, lo faccia, ma che non si tocchi il settore scolastico.

Altro che tagli, per la scuola si dovrebbe avviare una nuova stagione di investimenti e di impegno della Provincia nella tutela degli studenti. Quindi stop ai tagli e via l’innalzamento dei limiti per gli studenti per classe.

D’altronde non siamo tutti fortunati come Andrew Scheer, che aveva un partito che pagava le rette delle scuole private per i suoi figli. E qui si apre un ulteriore capitolo, quello del provveditorato cattolico. Che negli ultimi tempi non sta dando un bello spettacolo di sé, tra accuse, veleni, denunce, minacce, azioni disciplinari. Basta.

I nostri fiduciari dovrebbero dare il buon esempio: sarebbe il caso di mettere da parte invidie personali, ripicche, gelosie. E riportare un minimo di decoro dentro questa organizzazione.

L’ultima richiesta era pronta da tempo, ma siamo costretti a metterla da parte, perché il sindaco di Toronto ci ha bruciato sulla tempistica. Ci sarebbe piaciuta una bella bloccata d’ossigeno sulle tasse di proprietà, che negli ultimi anni sono salite di pari passo con l’inflazione. Ma Tory ci ha fatto un bello scherzetto. Da qui al 2025 aumenteranno del 10,5 per cento. Un bel salasso da parte di chi, occhio e croce, non sarà rieletto sindaco per la terza volta.

Buon Natale.