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Dai girotondi alle Sardine, il vuoto della politica e la voglia di piazza della società civile italiana

Dai girotondi alle Sardine, il vuoto della politica e la voglia di piazza della società civile italiana

TORONTO – La causa scatenante è sempre la stessa: inadeguatezza della classe dirigente, vuoto della politica, malessere verso i partiti incapaci di dare risposte concrete alle reali esigenze della gente.

Il movimento delle Sardine è diventato il fatto politico delle ultime due settimane in Italia.

Migliaia di persone hanno partecipato al flash mob del 14 novembre che ha riempito la piazza a Bologna in concomitanza con la manifestazione del leader leghista Matteo Salvini.

È stata una contestazione pacifica, ironica, alla quale hanno partecipato migliaia di persone che non condividono le istanze sovraniste e populiste dell’ex ministro dell’Interno.

Ma la nascita e l’esplosione del movimento – che ha poi ripetuto le manifestazioni a Modena, Reggio Emilia, Rimini e altre città italiane – è anche un sintomo di malessere generalizzato nei confronti dei partiti di centrosinistra che non riescono più a intercettare e rappresentare una fetta della popolazione e dell’elettorato italiano.

Si ripete nella sostanza quanto successo nel 2002 con i movimenti dei Girotondi, nati per contestare il governo Berlusconi ma fortemente critici anche nei confronti dell’allora leader diessino Massimo D’Alema. Ma non solo.

Lo stesso Movimento Cinque Stelle nasce come esperienza politica che dà continuità al “Va«a Day”organizzato da Beppe Grillo che vide proprio a Bologna – guarda caso… – una folla oceanica che battezzò il nuovo corso politico. E non è un caso che questa nuova esperienza delle Sardine – per ora solamente di piazza, in futuro vedremo – sia nata proprio nel momento di massima difficoltà del M5S, che da forza di opposizione è diventata forza di governo e che in tutti gli ultimi appuntamenti alle urne non è stata più in grado di sfondare nell’elettorato.

Il continuo ritorno alla piazza, le inquietudini della società civile, la contestazione dello status quo confermano il progressivo distacco della base nei confronti delle formazioni di centrosinistra.

Da un lato abbiamo la Lega che viaggia a gonfie vele, vola nei sondaggi e continua la sua opera di penetrazione in tutte le regioni italiane. Dall’altro abbiamo un Pd che sta pagando a caro prezzo la scelta della responsabilità durante la crisi di governo di agosto.

Salvini continua a giocarsi le carte della sicurezza, dell’immigrazione incontrollata, andando a toccare alcuni nervi scoperti dell’elettorato e i partiti di centrosinistra non riescono frenarlo.

Ed è per via di questa debolezza e questa fragilità che quella parte dell’elettorato che rifiuta il messaggio leghista decide di tornare in piazza, si auto organizza, cerca di dare senso e direzione al proprio dissenso.

Il movimento delle Sardine, pur nelle sue contraddizioni, mette a nudo le carenze della sinistra italiana, esattamente come avevano fatto i Girotondi di Francesco Pardi e Nanni Moretti all’inizio del millennio.

Ma questo può anche essere un fattore positivo per le forze politiche che si oppongono al leghismo dilagante: dovrebbero fare tesoro degli errori del passato e capire il perché non si riesce più ad intercettare il malcontento e il malessere di una parte del proprio elettorato.

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Indovinelli
Nov Wed ,2016