CorrCan Media Group

Autogol di Trudeau in una fase dove serve l’unità della politica

Autogol di Trudeau in una fase dove serve l’unità della politica

Autogol di Trudeau in una fase dove serve l’unità della politica

TORONTO – Justin Trudeau ha ottenuto quanto voleva. Nel braccio di ferro con Andrew Scheer, il primo ministro è riuscito a far approvare alla Camera la mozione che calendarizza i lavori parlamentari delle prossime settimane secondo una scaletta strettissima: un’unica seduta alla settimana, il mercoledì, quando i partiti d’opposizione potranno chiedere conto dell’operato del governo di fronte all’emergenza Covid-19, e due sedute virtuali, il martedì e il giovedì, con la presenza di tutti i 338 deputati della House of Commons.

La proposta della maggioranza liberale, fortemente osteggiata dal Partito Conservatore – che voleva tre sedute alla settimana – è passata grazie al sostegno del Bloc Quebecois e dell’Ndp.

Lo stato di salute di una democrazia lo si misura dalla qualità e della forza dell’opposizione, e non del governo. Anche in una fase di estrema emergenza provocata dalla pandemia, l’esecutivo dovrebbe essere pronto non solo a rispondere direttamente alle legittime domande dei partiti d’opposizione sulle scelte che vengono fatte, ma anche ad ascoltare le eventuali proposte che vengono avanzate dagli altri partiti.

Siamo di fronte a una sfida epocale di carattere sanitario, economico, sociale. La nostra vita è cambiata, milioni di persone hanno perso il posto di lavoro, migliaia di canadesi hanno contratto il Covid-19 e di questi oltre 1.700 sono morti. E l’emergenza durerà ancora a lungo, settimane, forse mesi, mentre quando avremo superato la fase peggiore, ci troveremo davanti a una società profondamente cambiata, che dovrà attrezzarsi con strumenti efficaci per evitare una seconda ondata del contagio.

Partendo da questo scenario, è evidente che il governo deve e dovrà prendere delle decisioni molto delicate, che avranno degli effetti sulle nostre vite per molti anni. Per questo motivo sarebbe necessario che le scelte dell’esecutivo vengano passate al vaglio capillare delle opposizioni direttamente in parlamento. Sempre con la massima cautela e con la massima prudenza, con la responsabile riduzione del numero di deputati ammessi alla House of Commons per rispettare la regola del distanziamento sociale.

Ma serve sentire la voce di tutti. Serve capire se anche dai banchi dell’opposizione ci siano idee, proposte, piani e progetti che possano contribuire alla risposta complessiva che il governo deve dare.

D’altro canto l’esperienza delle ultime settimane ha dato delle conferme. Il governo, come è normale che sia in questa difficile situazione, ha approvato un pacchetto di aiuti per le famiglie, i lavoratori e le imprese del Canada. Ma è dovuto intervenire più volte, modificando, limando, ricalibrando i singoli provvedimenti per migliorare l’efficacia delle misure. Per due volte il parlamento si è riunito in via straordinaria per approvare questi progetti di legge e in entrambe le occasioni il governo ha accolto alcune modifiche proposte dalle opposizioni, cambiamenti che sono poi diventati parte integrante della nuova legge.

Perché allora non dare la possibilità che il dibattito sulle singole future misure possa svilupparsi in maniera più organica, favorendo i lavori parlamentari e aumentando il numero delle sedute alla House of Commons?

A nostro avviso quello di Trudeau è un grave errore di calcolo, che non solo ha spezzato l’incantesimo delle prime settimane, quando abbiamo avuto una classe politica unita nell’affrontare l’emergenza a prescindere dalla casacca partitica, ma che potrebbe anche avere delle conseguenze pratiche sull’effi cienza dei provvedimenti che saranno attivati nel mesi a venire.

In questa fase l’errore più grave è quello di fare calcoli politici sfruttando l’emergenza. Bisogna rimboccarsi le maniche, mettersi una mascherina e lavorare duramente, tutti insieme, avendo l’onestà intellettuale di ammettere che le buone idee non hanno colore politico, ma sono buone idee e basta.