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Trudeau attacca Doug Ford e lo paragona ad Andrew Scheer

Trudeau attacca Doug Ford e lo paragona ad Andrew Scheer

TORONTO – Meno undici giorni al voto ed i guantoni cadono al tappeto. Ora si combatte – sul ring della campagna elettorale – senza esclusione di colpi.

Ieri, infatti, il leader dei liberali e primo ministro uscente, Justin Trudeau (che di boxe se ne intende, praticandola da anni) ha attaccato frontalmente il suo avversario più diretto, il leader dei conservatori Andrew Scheer, durante la sua tappa a Markham.

E Trudeau ha criticato la visione del Canada offerta da Scheer, specie in materia di immigrazione ed accoglienza.

Il leader liberale ha ricordato che “non esistono scorciatoie per nessuno” quando si parla di immigrazione, ma ha ricordato che la costituzione del Paese è fondata proprio sulla sua arricchente natura multiculturale.

Trudeau ha poi sottolineato che un nuovo governo da lui guidato avrà una maggiore attenzione per i veterani e per chi oggi indossa ancora la divisa, promettendo nuovi programmi ad hoc. In particolare un programma che verrà dedicato a chi soffre di PTSD (post traumatic stress disorder) e che permetterà di ricevere assistenza psicologica – sino ad un massimo valore di 3.000 dollari – ancor prima di aver presentato domanda di idoneità.

E proprio sul vivo, su quel tema su cui è stato attaccato da Trudeau – ossia l’immigrazione – Andrew Scheer, leader dei conservatori, ha replicato ieri da Hemmingford, in Quebec, dove ha fatto tappa il suo tour elettorale.

Scheer ha promesso che un suo governo chiuderà quelle “scappatoie” oggi possibili attraverso il cosiddetto Safe Third Country Agreement, che permette agli immigranti – che siano entrati illegalmente nel Paese – di poter comunque presentare domanda di asilo per rimanere in Canada.

Scheer ha specificato che un suo governo assumerebbe immediatamente 250 nuovi uˆ ciali di dogana, da distribuire proprio lungo il confine a sud con gli Stati Uniti, per prevenire l’ingresso illegale nel nostro Paese.

In Quebec era anche il leader dei neodemocratici, Jagmeet Singh, il quale – da Montreal – ha detto di “comprendere la disobbedienza civile di chi lotta contro i mutamenti climatici e l’inquinamento”.

Singh si riferiva ad una manifestazione del gruppo Extinction Rebellion che ieri ha invaso il ponte Jacques Cartier, di fatto paralizzando il traffico a Montreal per diverse ore.

Singh ha lamentato la “mancanza di leadership” dei liberali, proprio in tema di tutela dell’ambiente.

E la paladina di questo tema molto attuale e discusso a livello internazionale, la leader dei verdi Elizabeth May, era anch’essa a Montreal da dove ha ricordato che un suo governo si batterebbe subito contro il carovita e per favorire la costruzione di abitazioni ecocompatibili ed a basso costo, per favorire i meno abbienti della nostra società.

Stasera, dalle 8:00 alle 10:00, andrà in onda il dibattito televisivo tra i leader, in lingua francese.

Giorgio Mitolo