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Nelle scuole controlli su distanza e mascherine 

Nelle scuole controlli su distanza e mascherine 

Nelle scuole controlli su distanza e mascherine 

Scuola, scuola e ancora scuola. Il tema delle difficoltà legate all’avvio dell’anno scolastico durante la pandemia continua ad essere il più discusso e il più seguito. Insieme alla copertura quotidiana delle ultime novità sul fronte scolastico, il Corriere pubblicherà interventi e opinioni con l’auspicio di alimentare un dibattito costruttivo su come affrontare l’emergenza Covid nelle scuole canadesi. Iniziamo con questa lettera del dottor Antonio Locantore. A seguire, la risposta del nostro direttore Francesco Veronesi.

Non posso dire di aver letto tutti gli articoli del Corriere Canadese, né condivido ogni opinione in esso contenuta, ma per lo più siamo “una sola mente” e ho grande rispetto per gli autori. Per questo ho fatto eccezione all’articolo di Francesco Veronesi “Dilettanti allo sbaraglio: il futuro dei nostri figli è in cattive mani “(Venerdi’ 18 Settembre: cliccate qui per rileggerlo). Come direttore del Corriere Canadese Francesco è stato eccezionale. L’ho incontrato alcune volte e si presenta come gli articoli di cui è autore: distinto, conciso, ben pensati e approfonditi. Tranne questa volta. In questo articolo descrive l’ironia del mandato di Premier Doug Ford di limitare le persone al chiuso a 10 e 25 all’aperto. “Il virus si ferma alle porte dei ristoranti”, afferma ironicamente. Descrive le aule come pollaio quando menziona suo figlio nella scuola. Ma Francesco, non dici il motivo per cui Doug ha inserito l’ordine di 10 persone, un motivo che tutti tranne te sembrano conoscere. L’ordine è diretto alle vaste feste in casa e in giardino che in alcuni casi hanno accumulato centinaia di persone. Nelle scuole, nei ristoranti e in altri luoghi di commercio ci sono persone responsabili incaricate che applicano le direttive sulla distanza e sull’uso della mascherina. Questa figura non esiste alle feste in casa o ai matrimoni, né al chiuso o all’aperto. No, Francesco, il virus non si ferma alle porte del commercio o dell’istruzione, ma di certo non si propaga lì.

Dr. Antonio Locantore

…the letter in English: In schools there are responsible people who enforce the directives

Caro Dr. Locantore, grazie per la sua lettera che contribuisce ad alimentare una discussione che riguarda tutti quanti. Come avevo evidenziato nell’articolo, apprezziamo e ammiriamo il lavoro quotidiano svolto da insegnanti e presidi nelle scuole dell’Ontario, che quest’anno, oltre all’aspetto didattico, sono chiamati a un compito altrettanto importante, quello di garantire la sicurezza e la salute degli studenti nel bel mezzo di una pandemia. In questi sette mesi abbiamo imparato alcune cose su questo Covid- 19. La prima è che il contagio si sviluppa in ambienti ristretti e affollati: è per questo che facciamo la fila davanti al supermercato, e rispettiamo i limiti di capienza di 5 o 10 clienti dentro un Tim Hortons, a seconda della metratura del locale. Come dice lei, nelle scuole ci sono persone incaricate di controllare che siano seguiti i vari protocolli sanitari, ma a mio avviso questo non può bastare per arginare il contagio in ambienti angusti, con 29 bambini e un insegnante. In una settimana nelle scuole dell’Ontario sono stati registrati già 210 casi di Covid tra studenti, insegnanti e personale scolastico e questo nonostante la presenza di stringenti controlli. E siamo solo all’inizio. In Quebec abbiamo già superato quota 400. Come è possibile, visto che “nelle scuole, ci sono persone responsabili incaricate che applicano le direttive sulla distanza e sull’uso della mascherina”? Le ipotesi sono tre: l’applicazione delle direttive non è avvenuta, i protocolli di sicurezza non sono efficaci oppure, e io propendo per questa tesi, nelle nostre scuole è impossibile mantenere la distanza fisica perché le classi sono sovraffollate. Magari il problema fosse solo quello delle feste nella backyard o i matrimoni. Il Covid-19 non conosce barriere. Il governo e i provveditorati hanno avuto diversi mesi per mettere a punto un piano per il rientro a scuola: quello che abbiamo sotto gli occhi fa davvero acqua da tutte le parti. E a pagarne le conseguenze saranno i nostri figli e i nostri nipoti.

Francesco Veronesi