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L’Unione Europea chiude agli ingressi dal Canada

L’Unione Europea chiude agli ingressi dal Canada

L’Unione Europea chiude agli ingressi dal Canada

TORONTO – L’Unione Europea rimuove il Canada dalla cosiddetta “lista bianca” di Paesi extraeuropei i cui cittadini potevano ancora entrare nel Vecchio Continente, nonostante la pandemia di Covid-19. In teoria, sarebbe dunque interdetto – a tutti residenti in Canada – di recarsi in uno dei 27 Stati che aderiscono all’Unione Europea. Ma, in pratica, non tutte le nazioni hanno deciso di vietare l’ingresso.

Tra queste, l’Italia, dove non si può entrare solo in caso di acclarata positività al Covid-19 o in presenza manifesta di sintomatologia.

Il Corriere Canadese ha chiesto – in esclusiva – il parere su questo tema all’onorevole Fucsia Fitzgerald Nissoli (nella foto), deputata per la Circoscrizione America Settentrionale e Centrale, la quale ci ha risposto via email.

“Premetto che, non essendo io una virologa né una specialista nel settore medico – esordisce l’onorevole Nissoli – posso esprimere un parere politico/sociale. Proprio per questo ritengo che la chiusura delle frontiere, sia dal Canada verso l’Europa quanto il blocco al turismo dall’Europa verso il Canada, sia una limitazione sociale da applicare solo quale ultima ratio. Probabilmente sarebbe bastata una attenta gestione dei flussi, in entrambe le direzioni, prevedendo tamponi alla partenza ed un periodo di quarantena all’arrivo”.

“Bloccare totalmente gli spostamenti è comunque impossibile, salvo non mettere definitivamente in ginocchio molti settori vitali per ogni Paese. Meglio, quindi, regole certe da applicare e rispettare. Faccio un esempio che, con normative restrittive, potrebbe riguardare anche i connazionali residenti in Canada. Ad oggi è precluso ai cittadini italiani iscritti all’AIRE (nella lettera F dell’Allegato 20 del DPCM 13 ottobre 2020) e residenti per esempio a Panama e Santo Domingo, il rientro in Italia. Cittadini, quindi, cui viene negato il diritto di tornare nella madre patria e che viceversa, proprio in questo momento di crisi internazionale, potrebbero necessitare il supporto del loro Paese natale dove molto spesso hanno ancora famigliari”.

“Ho scritto al Ministro Speranza, ho anche avuto modo di presentargli la questione personalmente, la scorsa settimana. Avevo scritto anche al Presidente Conte. Al momento, però, risposte vaghe ed una scarsa attenzione. È emblematico come a questo Governo importi poco degli italiani all’estero!”.