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Covid-19 è emergenza in Francia, Spagna e Israele

Covid-19 è emergenza in Francia, Spagna e Israele

Covid-19 è emergenza in Francia, Spagna e Israele

TORONTO – La seconda ondata della pandemia di Covid-19 dilaga oramai in diversi Paesi del mondo, dove sta creando una nuova emergenza.

In Francia, il governo ha inserito diverse metropoli – tra cui la capitale Parigi – nella cosiddetta lista delle zone ’’super rosse’’ o ’’scarlatte’’ per la diffusione del coronavirus e i rischi di contagio. Lo ha detto una fonte del governo citata dal canale televisivo France 24. A Parigi, l’incidenza del Covid-19 riguarda 204 abitanti ogni centomila.

Questa nuova mappatura sulla circolazione del coronavirus, in particolare nelle grandi città della Francia, sarà a breve presentata nei dettagli dal ministro della Salute Olivier Veran, il quale annuncerà le diverse misure da applicare a seconda delle categorie in cui sono state collocate le città, e che vanno dalla ’’rossa’’ a ’’super rossa’’ e ’’scarlatta’’.

Tra le misure ci potrebbe essere il divieto di vendere alcolici dopo le 20, un numero massimo di dieci persone per le riunioni e la riduzione da cinquemila a mille partecipanti ai grandi raduni. Possibile anche l’entrata in vigore di un divieto di affittare sale per eventi, compresi i matrimoni, come anticipa il quotidiano Le Figaro.

Non dovrebbero invece essere prese in considerazioni ulteriori restrizioni per le case di riposo nella regione di Parigi, i trasporti o gli orari di bar e ristoranti.

Intanto, l’epidemia di coronavirus continua a diffondersi in Francia: soltanto ieri, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 10.008 nuovi casi e 68 persone sono decedute. “Questa crisi impone la cooperazione, impone di inventare nuove soluzioni internazionali, credo nella scienza e la conoscenza, l’umanità vincerà questa pandemia un rimedio sarà trovato”, aveva detto il presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso all’assemblea generale Onu, parlando della pandemia di coronavirus.

Dalla Francia alla Spagna, dove la comunità autonoma di Madrid chiederà oggi “supporto logistico militare urgente”, al governo centrale, per installare tende ed eseguire test sulla popolazione, nonché alla polizia nazionale e alle guardie civili per verificare l’effettivo rispetto delle misure di quarantena imposte per contenere la diffusione del coronavirus. Lo ha dichiarato il vicepresidente della comunità autonoma di Madrid, Ignacio Aguado.

Nel frattempo, il vice ministro della Salute della comunità di Madrid, Antonio Zapatero, ha parlato di “crescita” dei contagi nella regione. ’’Stiamo studiando l’estensione delle misure di restrizione a nuove aree. Probabilmente la decisione finale verrà presa venerdì’’, ha dichiarato Zapatero citato dal quotidiano El Paìs.

Tra le misure allo studio, quella di ridurre del 50 per cento la capacità di accoglienza del settore alberghiero dell’intera regione, di vietare i consumi nei bar e di accorciarne l’orario di apertura.

Nell’Europa centrorientale ed in particolare nella Repubblica Ceca è stato registrato un nuovo record di contagi in 24 ore, per il secondo giorno consecutivo. Lo ha reso noto il ministero della Sanità – dalla capitale Praga – segnalando 2.394 contagi in un giorno e aggiornando a 53.158 il numero dei casi confermati nel Paese.

A settembre i contagi giornalieri nella Repubblica Ceca sono raddoppiati rispetto al trend precedente. In risposta, le autorità hanno rafforzato le misure di sicurezza per contenere la diffusione dei contagi, con l’obbligo di indossare la mascherina e limitando l’orario di apertura dei bar.

Dall’Europa al Medio Oriente, dove non si ferma il contagio in Israele a causa della pandemia di coronavirus. Il nuovo bollettino diffuso ieri dal ministero della Sanità parlava di 6.861 nuovi casi confermati, un nuovo record per il Paese con la stella di David. Sono 631, secondo i dati riportati dal quotidiano Times of Israel, i pazienti ricoverati in condizioni gravi.

Ed in Israele, dall’inizio dell’emergenza sanitaria, sono stati 1.309 i decessi registrati – 24 in più rispetto all’ultimo bilancio – per complicanze provocate dal Covid-19. Ieri, stando al ministero della Sanità di Tel Aviv, sono stati effettuati 59.169 test per il coronavirus, di cui l’11,6% è risultato positivo.