In Italia preoccupa il rialzo
delle terapie intensive

di Giorgio Mitolo del March 10, 2021

ROMA - Nella lunga e dolorosa battaglia contro il Covid-19, in Italia si è ieri verificato ieri un preoccupante aumento di ingressi giornalieri in terapia intensiva, un vero e proprio picco. Secondo il nuovo bollettino del ministero della Salute, infatti, nelle trascorse 24 ore gli ingressi in rianimazione sono stati 278, mai così numerosi dal 3 dicembre scorso.

Complessivamente, sono 2.756 i pazienti ricoverati in terapia intensiva per il Covid-19, ossia 56 in più rispetto a lunedì nel saldo quotidiano tra entrate e uscite. Nei reparti ordinari Covid sono invece tuttora ricoverate 22.393 persone, in aumento di 562 unità rispetto alle 24 ore precedenti. Sono stati invece 19.749 i test risultati positivi al coronavirus, che portano il totale dall'inizio dell'emergenza a 3.101.093. Le ulteriori vittime sono state ieri 376, con un computo totale di decessi attestatosi a 100.479. Nella giornata di ieri i nuovi contagi da coronavirus sono stati 13.902. Un dato parzialmente incoraggiante è quello relativo al calo del tasso di positività, passato dal 7,5% di lunedì, al 5,7% di ieri. I tamponi eseguiti - su tutto il territorio nazionale - sono stati 345.336, quasi il doppio rispetto a lunedì.

Sul piano locale, la regione risultata con il maggior numero di nuovi casi è ancora una volta la Lombardia con 4.086, davanti alla Campania con 2.709, all'Emilia Romagna con 2.429, al Piemonte con 2.018 ed al Veneto con 1.608. In isolamento domiciliare risultavano ieri 453.734 persone, ossia 5.732 in più rispetto a lunedì. Sempre rispetto a lunedì, i dimessi/ guariti erano 12.999 in più, per un totale di 2.521.731, mentre gli attualmente positivi sono stati 6.350 in più, con un totale di 478.883 unità.

Tornando ai dati relativi ai decessi, l'Italia ha dunque superato la terribile soglia dei centomila morti. Una soglia che pone l'Italia tra i Paesi peggiori al mondo per mortalità da Covid-19. L'Italia entra così nel poco ambito gruppo di Paesi che hanno superato i centomila decessi, insieme agli Usa con 537 mila morti, al Brasile con 265 mila, al Messico con 190 mila, all'India con 157 mila ed al Regno Unito con 124 mila. Prima per numeri assoluti nell'Unione Europea, con la Francia che segue ad oltre 10 mila morti in meno, e con Spagna e Germania distaccate con 30mila decessi in meno.

Ma oltre al dato assoluto, anche gli altri indici collocano l'Italia tra le maglie nere mondiali, con il tasso di letalità intorno al 3,25%. Anche in questo caso di tratta del dato peggiore in Europa, a parte la Grecia col 3,29%, l'Ungheria col 3,41% e la Bulgaria con il 4,08% di tasso di mortalità.

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