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Seconda ondata di Covid-19, picco a metà ottobre 

Seconda ondata di Covid-19, picco a metà ottobre 

Seconda ondata di Covid-19, picco a metà ottobre 

TORONTO – La situazione è destinata a peggiorare prima di migliorare. Ne sono convinti gli esperti canadesi, che hanno presentato quattro nuovi modelli sull’evoluzione della pandemia caratterizzati da un comune denominatore: il picco del contagio in Ontario dovrebbe arrivare a metà ottobre, con circa mille nuovi casi di Covid-19 al giorno.

Uno scenario questo che potrebbe essere anche rivisto, tenendo conto che già ieri in Ontario si sono avuti 700 nuovi casi, numero più alto di sempre dall’inizio della pandemia di coronavirus.

I nuovi modelli sull’evoluzione epidemiologica nella nostra provincia sono frutto di uno sforzo congiunto di virologi, scienziati e ricercatori della University of Toronto, della University Health Network e del Sunnybrook Hospital.

Il primo modello, quello più moderato, prevede uno sviluppo del contagio comparabile con quanto avvenuto durante la prima ondata di marzo e aprile, quando fummo in grado di controllare la pandemia con il lockdown.

I due scenari di mezzo, invece, rispecchierebbero quanto avvenuto in altre giurisdizioni sparse per il mondo comparabili per dimensione e popolazione con l’Ontario: lo stato americano del Michigan e quello Australiano di Victoria. In entrambi i casi, la crescita del contagio sarebbe nettamente superiore rispetto a quella della prima ondata, ma il nostro sistema sanitario sarebbe ancora in grado di arginare la pandemia: in sostanza, il numero di posti disponibili nelle unità di terapia intensiva sarebbe ancora sufficienti per i malati più gravi.

Il quarto scenario, invece, prevede una crescita del contagio fuori controllo, con l’impossibilità per i nostri ospedali di garantire il ricovero per tutti i pazienti che ne avranno bisogno. Attualmente, secondo i dati pubblicati dal ministero della Sanità pubblica, negli ospedali dell’Ontario ci sono circa 2mila posti letto nelle unità di terapia intensiva. A ottobre dovrebbero aggiungersi altri 139.

Nell’ultimo caso, il sistema sanitario provinciale sarebbe messo sotto pressione anche per un altro motivo: tutte le operazioni chirurgiche non essenziali dovrebbero essere rimandate, con il conseguente aumento delle liste d’attesa già messe a dura prova con la prima ondata della scorsa primavera.