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Caos e ripensamenti: abbiamo un problema a Queen’s Park

Caos e ripensamenti: abbiamo un problema a Queen’s Park

Caos e ripensamenti: abbiamo un problema a Queen’s Park

TORONTO – Ripensamenti, dietrofront, contraddizioni, smentite, ottimismo illusorio puntualmente sconfessato dai dati. Da due settimane regna il caos a Queen’s Park: il governo provinciale, dopo tanti mesi, non sembra più in grado di gestire in modo lineare ed efficace la preoccupante evoluzione della pandemia in Ontario.

E dire che la prima ondata aveva visto un esecutivo capace, al di là delle più rosse previsioni, di agire velocemente con un’inaspettata efficienza di fronte alla sfida lanciata dal Covid-19. Ora il contesto è totalmente mutato.

Non più di due settimane fa il premier Doug Ford annunciava, con grande entusiasmo, che la curva dei contagi in provincia si stava appiattendo. Il 3 novembre lo stesso premier, insieme ad altri ministri, presentava il nuovo modello a cinque livelli di gravità (con rispettivi colori) che avrebbe permesso, a suo dire, interventi mirati sul territorio di fronte ad eventuali impennate dalle curva epidemiologica.

Fin da subito i parametri utilizzati nel nuovo sistema erano stati criticati perché si passava da un approccio molto rigido e un altro estremamente flessibile. Poi è arrivata la doccia fredda delle nuove proiezioni sul potenziale sviluppo dei contagi, con la possibilità di raggiungere 6.500 nuovi casi al giorno entro metà dicembre.

Il premier è stato costretto a tornare sui suoi passi, modificando i controversi parametri criticati anche dall’Ontario Medical Association: mossa che ha determinato il passaggio in zona rossa non solo di Toronto e della Peel Region, ma anche della York Region, di Hamilton e di Halton.

In questo tira e molla schizofrenico è venuta fuori anche la polemica sulle raccomandazioni fatte dal Chief Medical Officer dell’Ontario David Williams, che sarebbero state bocciate clamorosamente da numerosi virologi. La richiesta di rendere pubbliche queste raccomandazioni scritte è stata respinta dal governo provinciale.

Ciliegina sulla torta, tanto per confondere le idee, la nuova uscita dello stesso Williams, che ha sottolineato come a suo avviso, se nelle prossime settimana saranno rispettate le linee guida del governo per frenare il contagio, la provincia potrà diventare zona verde in coincidenza con il Natale. Una presa di posizione questa che ha scatenato la dura reazione dei medici che lavorano in prima linea che smentiscono clamorosamente lo scenario dipinto dal Chief Medical Officer dell’Ontario.

Tra i più critici il dottor Michael Warner, che guida il reparto di terapia intensiva del Michael Garron Hospital, che su Twitter ha attaccato a muso duro. “Siamo lontanissimi dal poter diventare zona verde – ha scritto – i ricoveri nei reparti di terapia intensiva sono in aumento, la percentuale di positività è circa del 5 per cento, siamo sopra i 100 casi ogni 100mila abitanti e il tracciamento è molto problematico in almeno una delle più grandi unità sanitarie locali della provincia. C’è una grande differenza da quello che dice il dottor Williams e quello che vedo io quotidianamente in ospedale”.

Anche Ford e la ministra Christine Elliott hanno preso le distanze da Williams, definendolo troppo “ottimista”. Di fronte a tanta improvvisazione tra chi ci governa e chi dovrebbe gestire l’emergenza Covid in Ontario, anche a noi non resta che aggrapparci a un po’ di sano ottimismo. Ci rimane giusto quello.