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Un altro risultato elettorale inutile

Un altro risultato elettorale inutile

Un altro risultato elettorale inutile

TORONTO – Le elezioni servono per rinnovare un paese. Anche se in primis è il governo che consulta il pubblico. Se fai giardinaggio, capisci la necessità di potare, diserbare e generalmente provvedere alla salute del giardino. Il pubblico canadese, nella sua saggezza, ha risposto a.dando il futuro al gruppo di parlamentari eletti in questa tornata elettorale.

Alcuni di loro faranno del bene e si distingueranno per il servizio che forniscono mentre sono in carica. Altri…

Vedremo quanti di essi saranno capaci di dire verità scomode anche contro il loro capo (perciò la Camera si chiama Parlamento).

Per Jagmeet Singh dovrebbe essere facile. Ha poco da perdere. Elizabeth May ne ha anche di meno. In entrambi i casi, hanno trasformato i loro partiti in casse di risonanza per Justin Trudeau.

Trudeau, felice di essere rieletto, ora rivolge la sua attenzione al “rimpasto di Governo”. Poiché la stampa e i media strillano iperbolicamente le potenziali divisioni regionali emerse dal voto, il Primo Ministro si è rivolto a un paio di donne di alto profilo per aiutarlo a “reintegrare” l’Alberta e il Quebec nel mainstream politico.

Che cosa avrebbero dovuto offrire, le due, se l’Alberta avesse eletto un singolo deputato liberale o se il Quebec avesse votato per un numero più limitato di parlamentari del Bloc?

L’onorevole Anne McLellan, avvocato di professione, era disponibile a fornire consulenza pre-elettorale.

Può offrire più di quanto richiesto dal Premier Kenney, cioè costruire gli oleodotti? Potrebbe essere più interessante ascoltare ciò che un dipendente del Dipartimento degli Affari esteri, l’ambasciatrice Hudon, può offrire come consiglio al Primo Ministro, un deputato francofono eletto in Quebec.

Il loro compito è difficile perché lo scopo principale del loro contratto a breve termine è di aiutare il Primo Ministro a rimescolare il Consiglio dei ministri o a potarlo. Potreste aiutare tutti e tre rispondendo a questa domanda: nomina cinque ministri del consiglio che non rappresentino il vostro collegio elettorale.

Esattamente. Andando alle elezioni il governo è stato più volte criticato per la mancanza di trasparenza e accessibilità. Spesso sembrava che il Consiglio dei Ministri fosse stato incaricato di non comunicare con il pubblico e, se per sbaglio lo facevano, il loro compito era di negare, negare e offuscare. Anne, aiutali. Di’ al Primo Ministro che questa è una grande opportunità per eliminare coloro che non avrebbero mai dovuto essere chiamati al governo.

Il primo tra questi è Ahmed Hussen. Come ministro dell’Immigrazione è stato un disastro assoluto. Non c’è leadership in quella pratica. Lui non si interessa a fornirla.

Eppure, circa 300.000 nuovi entranti, oltre a titolari di visto studentesco internazionale, rifugiati e gli oltre 1.000.000 lavoratori privi di documenti (con le loro famiglie) sono alla sua mercé.

Più vicino a casa, non ha alzato un dito per sfruttare il potenziale delle risorse umane che l’emigrazione italiana – giovane, istruita e qualificata – sta lasciando ogni anno il Belpaese andando ovunque tranne che in Canada. Se non fosse per gli emigranti portoghesi e polacchi che, a quanto pare, sono ugualmente indesiderabili, potremmo pensare che abbia una particolare antipatia per gli italiani. Licenzialo prima che causi più danni al tessuto demografico del Paese e al marchio liberale.