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Tutto fumo e niente arrosto nel futuro dei nostri figli

Tutto fumo e niente arrosto nel futuro dei nostri figli

Tutto fumo e niente arrosto nel futuro dei nostri figli

TORONTO – Si può solo immaginare che l’annuncio della fine dello “streaming” debba essere stato progettato da una società di comunicazione incaricata di elaborare un messaggio al solo scopo di creare una distrazione. E pensavamo sinceramente che il Ministro Lecce avesse iniziato a mostrare alcuni segnali incoraggianti sul fascicolo educativo.

Lo “streaming” è stato un problema nel sistema educativo sin da quando ero a scuola – un milione di anni fa. Negli anni ’60, la Provincia costruì una serie di scuole lungo Bloor St. per parcheggiare, cioe’ intendo dire per “educare” i bambini che lasciavano la terza media ma, non avendo sedici anni, non riuscivano a trovare un lavoro retribuito perché le leggi sul lavoro impedivano l’assunzione degli under 16. Ricevevano le più rudimentali “abilità di vita / lavoro” in modo che alla fine potessero funzionare più o meno produttivamente in un ambiente di lavoro. A Toronto rappresentavano circa il 15% della popolazione studentesca. “Razza” significava qualcosa di diverso, allora.

Un ulteriore 25% -30% è finito nel sistema delle scuole secondarie (scuole commerciali e di arte / tecnologia industriali). All’inizio degli anni Settanta, il primo gruppo era denominato Applied/ Basic e il secondo indicato per un percorso professionale attraverso i “collegi comunitari”. Gli studenti di livello avanzato si “qualificavano” a seguire corsi progettati per condurre a programmi di livello universitario

Il Ministro Lecce non ha spiegato cosa è cambiato. Da quando l’ex Premier Mike Harris ha iniziato ad armeggiare con il sistema educativo a metà degli anni Novanta, i problemi essenziali sono rimasti gli stessi. A suo merito, voleva un sistema che provvedesse per i scolari e gli studenti una esperienza dotata anche di “successo”, oltre a prepararli per il posto di lavoro.

Il sistema non prepara più gli studenti per il mercato in numero sufficiente a soddisfare la domanda. È un fornitore altrettanto terribilmente inadeguato per l’economia in crescita, cioe’ quella dei servizi.

Parte del motivo è che la nostra cultura non ha attribuito valore, merito e pari dignità a carriere o lavori i cui dipendenti non hanno un titolo universitario. Il vero problema è l’incapacità del “sistema” di dotare i suoi futuri cittadini delle competenze necessarie per fare delle scelte. Questa non è una posizione ideologica vuota. I bambini non prendono queste decisioni da soli.

I test provinciali EQAO che misurano le prestazioni dei bambini in matematica e abilità linguistiche diventano punti di riferimento delle profezie che si auto avverano, di “fallimento”. Il numero e le percentuali di studenti delle scuole elementari che non sono in grado di soddisfare lo standard provinciale sono simili a quelli che non riescono a superare la prima media e successivamente il primo grado di scuole secondarie.

Quando finiscono tutti nel grado nono, non tutti gli studenti hanno dimestichezza con le abilità matematiche e linguistiche richieste a quel livello. Non è una conseguenza dell’ideologia, della classe o della politica di razza. Ecco perché esiste una “valutazione” – per determinare quale potrebbe essere la cosa migliore per il bambino.

I genitori spesso associano l’ “incapacità del sistema di gestire i propri figli” con l’ “incapacità del sistema di offrire” opzioni per i loro figli.

Se possono, scelgono “un altro sistema”. In alternativa, cercano di influenzare “come” il sistema affronta i futuri bisogni sociali / economici dei loro figli.

Ad esempio, c’è un boom nell’espansione delle scuole di immersione francesi, non perché ci siano più francofoni che inondano le nostre scuole, ma perché i genitori scelgono di mandare i loro figli nelle scuole che percepiscono come più rigorose nelle loro esigenze e nella loro attenzione verso i bambini a loro affidati.

Quando il bambino arriva al liceo, potrebbe essere troppo tardi. Lo streaming, anche con qualsiasi altro nome, è una conseguenza piuttosto che una causa del non successo di un bambino.

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